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30 gennaio 2022

Cannolo con ricotta: la ricetta degli originali siciliani



Sua magnificenza il cannolo!

Ci sono giornate che parte una voglia irrefrenabile di cannoli, vivendo a Palermo è facile riuscire ad appagarla, ma alle volte anche prepararli in casa può dare le sue grandi soddisfazioni, ecco quindi per voi la mia ricetta 👇😉 

29 agosto 2021

Pasta con i tenerumi: la ricetta della minestra estiva a cui i siciliani non rinunciano


Una minestra calda in piena estate?
Ebbene sì, non è masochismo, è puro godimento!

Almeno per me che faccio parte dello schieramento dei siciliani che, arrivato il periodo, non possono farne a meno.

La pasta con i tenerumi, nella nostra bella isola, genera tanti schieramenti.
Di base c'è chi la ama e chi la odia.
Questi ultimi il più della volte la chiamano "pasta con le pezze" per via delle foglie dei tenerumi molto larghe e lievemente spugnose.

Chi la ama, invece, si divide a sua volta in chi la ama molto brodosa sfidando le alte temperature dell'agosto più torrido pur di assaporarne a pieno tutto il suo gusto e in chi, invece, la preferisce quasi asciutta. 

Nonostante l'apparenza, però, i tenerumi sono una verdura che sa restituire anche tanta freschezza.

Suo alleato per eccellenza è il pic pac, o picchio pacchio, una salsa di pomodoro abbastanza concentrata e arricchita da note d'aglio e basilico.

Prima di lasciarvi alla ricetta, giusto un paio di note su questa verdura.
I tenerumi sono le foglie di una tipica zucchina siciliana: la zucchina lunga.
Si consumano prevalentemente le foglie più giovani e tenere e vanno usati anche i boccioli dei fiori che troverete certamente in ogni mazzo.
Per la pasta si usa spesso anche un pezzetto di zucchina, rende tutto ancora più ricco, fresco e gustoso.
È molto raro trovarli fuori dalla Sicilia, ma se siete tra le campagne siciliane, li riuscite ad individuare subito in quanto crescono lungo pergolati che consentono alle zucchine di crescere lunghe e dritte. È facile coltivarle anche in piccoli orti casalinghi.

27 febbraio 2021

Pasta con i broccoli arriminati: la ricetta fatta con il cavolfiore siciliano


È decisamente una delle mi paste preferite.
La sua preparazione è di quelle che richiedono cura, ma che allo stesso tempo riescono in pochi e semplici passaggi.

L'ingrediente principale è il cavolfiore siciliano, per noi broccolo o vrùocculu. 
Sapete che noi siciliani chiamiamo broccolo il cavolfiore e sparacello il broccolo, vero?
Quindi, da ora in poi, quando in questo post leggerete broccoli voi sarete certi a quale ortaggio io stia facendo riferimento.
Ah, anche se ne userete solo uno o un pezzetto, il nome del piatto sarà sempre e solo con "broccoli" al plurale 😉

Ad ogni modo, tornando alla ricetta.
Accanto al broccolo troviamo la sapidità delle acciughe, la dolcezza dell'uvetta (quella piccola piccola siciliana che i più di noi chiamano passolina), il tostato dei pinoli e la dolce acidità del concentrato di pomodoro (o 'strattu). 

Insomma, il solito tripudio di gusto delle ricette siciliane.

Come vi dicevo il procedimento è semplice, quanto agli ingredienti, invece, è tutto un gioco di equilibrio.
Non esistono vere dosi, nella mia famiglia si va insindacabilmente ad occhio e ogni famiglia sono certa che la prepara in un modo diverso dall'altra. Ma oggi giuro che mi sforzerò di darvi delle dosi, però vi consiglio di lasciatevi anche guidare dal vostro gusto e, cosa da non trascurare, dal sapore del broccolo stesso. Il migliore, in questi casi, è quello che quando cuocete si scioglie ed è dolce al palato.

Andiamo alla ricetta.

No, fermi tutti, prima devo darvi l'ultima chicca lessicale. Con arriminati intendiamo mescolati, perché è proprio mescolando che pian piano il condimento diventa cremoso e ideale per abbracciare i bucatini!

25 febbraio 2019

Calzoni fritti con pancetta coppata e provola piccante


Ci sono profumi e sapori che porterai sempre con te...

Che ve lo dico a fare. Di certo, conservati nella vostra memoria, ne avete a migliaia, ma ditemi: quanto è bello quando riaffiorano? Quando inaspettatamente vi catapultano indietro nel tempo a rivivere emozioni che non ricordavate nemmeno di aver mai provato fino a farvi stupire anche del sapore più semplice che si rivela un ricordo bellissimo?

29 aprile 2017

Cannolo Festival al Sanlorenzo Mercato di Palermo


Parte oggi, al Sanlorenzo Mercato, il Cannolo Festival. La due giorni interamente dedicata ad uno dei dolci simbolo della Sicilia. Il CANNOLO!

Chi sono i protagonisti di questa due dolcissime giornate
?

I TERRITORI

Per l'occasione sono stati selezionati quattro tra i più rappresentativi territori siciliani quanto ad eccellenza nella realizzazione del cannolo.
  • Piana degli Albanesi, ovvero “il paese dei cannoli”,che custodisce gelosamente la ricettache ha reso celebre questa delizia.
  • Santa Cristina Gela che con Piana degli Albanesi disputa quotidianamente il “derby” del cannolo, vuoi per la vicinanza territoriale che per la condivisione della stessa materia prima.
  • Chiusa Sclafani con i suoi cannoli dalla scorza leggerissima.
  • Marsala,che rappresenta un cannolo dalla forma più allungata e appuntita farcito con una crema di ricotta più grezza.

10 gennaio 2017

Crostata al limone con biancomangiare: il dolce dell'anima


Ok, ci sono, riuscirò a terminare questo post... è che mentre vi scrivo mi commuovo.

Sto attraversando un periodo un po' particolare fatto di grandi emozioni che passano da meravigliosamente belle a tremendamente brutte, di scelte, di cambiamenti, di sogni che sembrano vicinissimi quasi da essere afferrati per poi allontanarsi in gran velocità. Ma quando cresci con la consapevolezza di essere una piccola Wonder Woman, o meglio, quando ti fanno crescere così, non puoi permetterti di lasciarti cadere. Un'arma a doppio taglio, ma che spesso ti salva (e altre volte è solo un inutile fardello da trascinare).

Proteggersi, chiudersi, rintanarsi nelle certezze; testa bassa e pedalare, lavorare sino allo sfinimento, dare il massimo (o provarci), sono soluzioni per star bene, ma anche per scappare un po'.

E se oggi mi dovessero chiedere "Gialla, se fossi un dolce?" risponderei a gran voce "Una crostata al limone con biancomangiare!".

Non una semplice crostata, ma un racconto, un racconto dell'anima.
È la storia di un guscio croccantissimo di pasta frolla e di una morbida crema. La prima apparentemente dura, invincibile, sicura di sorreggersi e che in realtà è fragilissima, lei che ha il compito di protegge l'altra protagonista del racconto, un'anima delicata, discreta nella quale ritrovi aneddoti, cambiamenti, umori, aromi e odori di luoghi, di persone, sorrisi...

Un equilibrio che ha tutte le carte per essere precario e che, invece, resta stabile, perché il vero segreto sta nella forza delle parti, nello scambio reciproco dell'essere una friabile e protettiva e l'altra resistente e leggera. E quell'aroma di limone, eh già, è quell'aroma che vi fa sentire come se sul viso vi stesse accarezzando il vento fresco e allo stesso tempo tiepido dei primi giorni di primavera, quello che solletica senza troppo sforzo la serenità. 

Il mio augurio è quello di essere anche voi come questa crostata, di avere un cuore morbido e una corazza che lo racchiuda e che allo stesso tempo non capiate quale parte stia sorreggendo l'altra, ma, in un modo o in un altro, riuscite a reggervi dritti!

Vi lascio alla ricetta che anche questa volta ho scritto per Cucina Fanpage. Qui, però, vi do un ingrediente segreto,
preparatela pensando a voi, provate ad essere felici mentre cucinate la crema, sentitevi energici mentre stendetela pasta e allegri quando la bucherellerete con i rebbi della forchetta e quando sarà pronta, condividetela con chi vi fa star bene, con chi, giorno dopo giorno è per voi un po' frolla e un po' biancomangiare.

17 marzo 2016

Miniburger ai sapori di Sicilia

Se avete tenuto d’occhio i miei canali social in quest’ultimo mese, avrete già visto qualche piccola anticipazione. Bene, è arrivato il momento di ufficializzare una nuova collaborazione, quella con Montana.

Insieme abbiamo realizzato un video dove vi mostro la preparazione di tre golosi panini con i  Miniburger di bovino Montana. Badate bene, oltre ad essere golosi, racchiudono anche i sapori tipici della Sicilia, la mia terra. A caratterizzarli, troverete quindi il celebre abbinamento finocchio&arancia, la caponata di melanzane, il pesto di pistacchi di Bronte e tre formaggi tipici: il caciocavallo ragusano, la ricotta salata e la tuma. 

Ecco il video e le ricette per preparare anche voi questi deliziosi panini.







- Le ricette nel dettaglio - 

19 maggio 2015

Biscotti all'anice e il ricordo dello "zammù"

anise cookies - biscotti all'anice


Volevo raccontarvi la storia del liquore all'anice, avrei anche voluto cercare se ci fossero altre marche in giro per il mondo a produrlo, ma se avessi lasciato prevalere il mio lato da secchiona avrei rischiato di mettere da parte il racconto dei miei ricordi e le sensazioni che essi mi procurano. 

Oggi, quindi, vi porto con me nei ricordi di Gialla bambina.

È estate, un afoso pomeriggio, ma poco importa perché da piccola non mi curavo del fastidio dell'afa, sul tavolo del terrazzo una bottiglia d'acqua ed una molto più piccola con un'etichetta che nei miei ricordi resta sempre uguale, è color senape e oro con qualcosa di bianco e di rosso. Ad un certo punto, il canto degli uccellini è interrotto da una domanda: quanti zammù vuoi nell'acqua, Ornella? 
anise water - acqua e anice
Uno solo, mamma, non mi piace tanto. 
Lei invece ne va ghiotta, quindi due, rigorosamente spruzzati dopo aver versato l'acqua nel bicchiere e senza mescolare.

Lo zammù per me è sempre stato il gesto che si fa con un veloce movimento di polso che permette la fuoriuscita a spruzzo del liquore dalla bottiglia in direzione del bicchiere. Quindi 1 zammù= 1 spruzzo di liquore. Solo da grande scoprii che zammù in siciliano significa anice e che a volte si identifica anche lo stesso liquore con questo nome (okok, secchiona bloccata sul nascere!); insomma, per me lo zammù (ma anche per la mia famiglia) è un'unità di misura come il callozzo di salsiccia, per intenderci! Non sapete a quanto corrisponda il callozzo? Correte a leggere il post sui pesi in cucina senza bilancia.

Come dicevo, non ne andavo matta, ma la vista di quel bicchiere con una parte di liquido trasparente ed una biancastra quasi eterea che si avvicina all'immagine del fumo (oggi potrei paragonarlo visivamente all'azoto liquido) mi stregava, fissavo quel bicchiere immaginandomi una strega davanti al suo pentolone!

I biscotti di oggi sono preparati esattamente con quel liquore versato nell'impasto così come la mia mamma lo versava alla me bimba nell'acqua.

anise cookies - biscotti all'anice
Ingredienti
  • 400 g di semola rimacinata
  • 120 g di burro
  • 2 uova
  • 140 g di zucchero semolato
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale 
  • 6 "zammù" di liquore all'anice (5 cucchiaini)

Preriscaldate il forno a 180° C possibilmente ventilato.
In una ciotola amalgamate farina, lievito e zucchero; iniziate ad impastare aggiungendo prima il burro ottenendo così un impasto sabbioso e successivamente il liquore e le uova. Lavorate il tutto sino ad ottenere una frolla compatta e liscia.
Mettete l’impasto a riposare in frigorifero per circa un’ora; trascorso il tempo potrete stenderla mantenendo uno spessore di 5 mm e  ricavarne i vostri biscotti.
Infornate sino a quando non saranno dorati.

Note:
  • potete cospargere la superficie dei biscotti o con delle zucchero semolato (bianco o di canna)o con quello che ho utilizato io in granella o, meglio ancora, con i semi d'anice confettati (li trovate anche nella grande distribuzione);
  • potete variare il quantitativo di liquore a vostro gusto (cercate, però, di non esagerare o l'impasto risulterà eccessivamente morbido (questo accadrà solo se aggiungerete il liquore almeno tre volte la dose indicata).

24 ottobre 2014

Il tuo olio novello, dal 31 ottobre al 2 novembre



L’olio di oliva “Trapanese” è il protagonista di un’iniziativa di promozione del territorio elaborata da  “Elite Island”. 
Grazie alla collaborazione di un gruppo di agriturismi che hanno messo a disposizione le loro strutture, le tenute e gli uliveti, nasce “il tuo Olio Novello” una manifestazione della durata di un'intero week-end, dal 31 ottobre al 2 novembre, che include la possibilità di assistere dal vivo alla raccolta delle olive e poter portare a casa l’olio novello DOP Valli Trapanesi. 

Durante il soggiorno sarà possibile non solo vivere l'esperienza della molitura delle olive appena raccolte, ma anche fare il tour delle Saline Ettore e Infersa con visita ad un antico mulino a vento in funzione.

Inoltre, presentandovi come lettori di Gialla tra  fornelli potrete usufruire di un interessante sconto ;)

Programma

Primo giorno: Sveglia alle 8 e colazione a base di prodotti  tipicilocali presso l’agriturismo Antico Baglio o l’agriturismo Duca di Castelmonte (in base all’alloggio prescelto). Alle 10 è prevista la distribuzione del materiale per la raccolta delle olive e il trasferimentonell’oliveto adiacente, dove sarà possibile godere della bellezza della natura circostante e assistere alle attività. La raccolta impegna tutta la mattina fino a ora di pranzo, che prevede un tipico buffet “del contadino” servito presso il cortile storico dell’agriturismo Antico Baglio.
Il pomeriggio è dedicato alle suggestive Saline di  Trapani e Marsala, con visita guidata al mulino in funzione delle Saline Ettore e Infersa, degustazione del sale e proiezione di un documentario sulla produzione e lavorazione del sale. Il tour termina con il meraviglioso tramonto sulle saline.
La sera si trascorre presso l’agriturismo Duca di Castelmonte dove è prevista la cena con 

degustazione di prodotti tipici come la pizza tipica siciliana cotta nel forno a legna e la ricotta fresca preparata al momento secondo la tradizione.


Secondo giorno: Dopo la prima colazione presso l’agriturismo Antico Baglio o l’agriturismo Duca di Castelmonte (in base all’alloggio prescelto), la mattina è dedicata alla raccolta nell’oliveto adiacente dal quale ci si trasferisce direttamente al frantoio dove, dopo unavisita guidata, si potrà assistere alla molitura delle olive appena raccolte. Pre pranzo si rientra all’agriturismo Antico Baglio, dove è previsto un tipico buffet “del contadino” comprensivo di degustazione guidata dell’olio novello.
Pomeriggio libero all’insegna del relax, da trascorrerea bordo piscina presso l’agriturismo La Concordiaoppure alla scoperta del territorio circostante, scegliendo tra le tante attività a disposizione (gita in quad, degustazione di vini in cantina, visita guidata a Erice).
La cena è prevista presso l’agriturismo Duca di Castelmonte con il menù dell’olio novello, che prevede la degustazione di prodotti preparati con l’olio appena prodotto.

Per maggiori informazioni:
+39 0923 038501 
+39 0923 038502
info@olionovello.it

19 agosto 2013

Carrube al forno

Carrube al forno
Ci sono odori e sapori che da bambini detestiamo, odori e sapori che poi da grandi iniziamo ad apprezzare ed in rari casi, ma succede, iniziamo proprio ad amare.

È quello che è capitato a me con le carrube. 

Molti di voi conosceranno la farina che si ricava da questo frutto e usata per tantissime preparazioni ed in diversi ambiti, i principali sono quelli dell'industria alimentare e farmaceutica.

Carrube al forno
Il primo incontro che ho avuto con questo frutto è stato tantissimi anni fa.
Ero una bimba piccola piccola, mi trovavo alla Cava d'Ispica circondata da alberi per me giganteschi, per terra un tappeto di carrube e mamma che mi diceva: "raccoglile, portiamole ai cavalli!".
Che fifa che avevo di quegli animali che prendevano da mangiare dalle mie manine... :/

Da quella volta, ogni volta che papà iniziava a mangiare una caramella alla carruba l'odore che veniva sprigionato da questa mi riportava a quel giorno, le sensazioni erano un misto tra adrenalina positiva e negativa, ma la voglia di accettare di mangiare sia il frutto fresco, che tutto ciò che di esso possedeva il sapore e l'odore non mi sfiorava minimamente.
Piano piano, col passare del tempo, ho però iniziato ad apprezzare quell'odore che in pochi anni diventò il profumo dell'estate e del relax.

9 febbraio 2013

La Pignoccata (palermitana) di mamma

Questo è stato forse il primo dolce che ho preparato con la mia mamma. Si tratta, come nel caso dell'arista di maiale al Brandy per esempio, di uno dei suoi cavalli di battaglia. 
La sua versione è stata sempre molto amata da amici e parenti tanto da essere richiesta non solo nel periodo di Carnevale, ma un po' durante tutto l'anno; una versione che non ho mai ritrovato in nessun'altra famiglia: impasto semplicissimo fatto solo di uova e farina, palline piccole e croccanti e l'amalgama di miele e zucchero ben caramellata. 
Certo, occorrono denti forti, ma che piacere mangiarla!!!

La Pignoccata (o Mpagnuccata) è un dolce tipico siciliano inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf). 

Il suo nome deriva dalla forte somiglianza con una pigna (anche se, a dirvela tutta, quella della mia mamma a me ha sempre ricordato un gruzzoletto di pepite d'oro *.*) .

Approfitto del post per fare una piccola comunicazione familiare: "mamma, so che stai leggendo... vedi di farmene trovare un po' quando tornerò da Milano ;)".

Detto ciò... se mamma dovesse esaudire il mio desiderio... vi prometto che ve ne lascio un pochino (dal 20 in poi potreste trovarla!); se non riuscire ad aspettare... eccovi la ricetta per farla da soli! Se, invece non avete alcuna voglia di farla voi, né di aspettare che io torni... mandatemi un'e-mail che vedo di chiedere a mamma se ve ne prepara un po' in anticipo ;p

29 novembre 2012

Per tutti i gusti "Sicilia". Il sole arriva allo Sheraton Malpensa (settimana "gialla" #10)

 

"Per tutti i gusti" è l'evento che ogni mese vede incontrarsi chef, foodblogger, stampa e produttori per celebrare i piatti ed in prodotti del Bel Paese. Di volta in volta tocca ad una regione diversa e novembre ha visto come sua protagonista la Sicilia, mia regione. 

Sino ad questo momento avevo seguito questi appuntamenti solo tramite i canali social; immaginavo il sapore dei piatti immortalati da blogger e produttori e intuivo il clima di festa che li avvolgeva. Non vivendoli di persona si trattava dolo di sensazioni, nulla di certo.

Farne parte attivamente, però, me ne ha dato la conferma. Come ho scritto in un tweet di fine serata, vivere quest'esperienza non è solo stato bello, ma mi ha fatta sentire come a casa e io a casa sto molto bene!
Calore, divertimento e gusto sono stati gli ingredienti per la riuscita dell'evento.

La compagnia è stata ottima, pochi foodblogger ma buoni, di quelli che sanno quel che fanno e soprattutto sanno bene condividere emozioni e aspetti professionali di questo mondo.

Ben selezionati gli esperti del settore intervenuti, dai produttori (affascinante venire a conoscenza del mondo legato al latte d'asina, per esempio) agli esperti di social media ed Internet come Gianluca Neri e Marco Tosi.

A tener testa a noi curiosi foodblogger sono stati i veri protagonisti dell'evento: gli chef! Questi nel  pomeriggio di martedì 20 novembre hanno tenuto delle cooking class e la sera hanno deliziato i nostri palati.

Ve li presento.


Hamburger di pesce azzurro con cipolline caramellate e insalata pantesca di Marcello Valentino
Hamburger di pesce azzurro
con cipolline caramellate e insalata pantesca
di Marcello Valentino
Marcello Valentino,  personal chef; negli anni di interazioni sul web e di incontri faccia a faccia l'ho conosciuto come una persona sempre disponibile, uno di quegli chef che non ha alcun problema a condividere con te i segreti della sua cucina. Mi dispiace, pertanto, averlo visto in difficoltà durante la cooking class, quando non è riuscito a tener testa a noi pazzi e curiosi foodblogger mostrandosi un po' rigido :(
La portata a lui assegnata durante la cena è stato l'antipasto, un hamburger di pesce azzurro su una salsa d'insalata pantesca con cipollina caramellata e puré. Un buon piatto, ma lo avrei visto più come secondo.



Timballino di anellitti al pesto di Sicilia in frac di melanzane dorate servito su fonduta di caciocavallo ragusano  di Alessandro Orefice
Timballino di anellitti al pesto di Sicilia in frac di melanzane dorate
servito su fonduta di caciocavallo ragusano
di Alessandro Orefice
Alessandro Orefice dell’Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Simpaticissimo e coinvolgente, piacione e sicuramente competente ha portato in tavola la vera essenza dei piatti siciliani; nel suo timballino di anelletti ha racchiuso tutto il gusto e la succulenza della Sicilia che ha ben protetto col frac di melanzane... sono stata estremamente orgogliosa di questo piatto!



Maialino nero dei Nebrodi su crema di ceci, nuvoletta di agrumi e salsa di cioccolato al cardamomo di Massimo Giaquinta
Maialino nero dei Nebrodi su crema di ceci,
nuvoletta di agrumi e salsa di cioccolato al cardamomo
di Massimo Giaquinta 
Massimo Giaquinta&Family dello Zafferano Bistrot di Siracusa. La famiglia Giaquinta è una vera forza della natura, incarnano non solo l'essenza del più classico degli chef, ma anche quella dell'attore di commedia più brillante; non mi stupirei se un giorno portassero in scena una commedia tra i fornelli! :)

A loro (mi perdonerà Massimo, ma credo che vada dato merito anche a suo fratello ed al loro papà) è andata la realizzazione del secondo. Sul piatto arriva il maialino nero dei Nebrodi accompagnato da una panella liquida (purtroppo non del tutto cotta, peccato!) e da una salsa di cioccolato al cardamomo.



Cannolo croccante con mousse di ricotta alla mandorla, limone candito e gocce di cioccolato in crema di agrumi di Tano Simonato
Cannolo croccante con mousse di ricotta alla mandorla,
limone candito e gocce di cioccolato in crema di agrumi
di Tano Simonato
Tano Simonato di Tano passami l’olio, un milanese imboscato tra i siculi... anche lui un animale da palcoscenico durante la coocking class. Mi dispiace solo che la sua interpretazione del cannolo non mi sia piaciuta; non mi appello al gusto, ma più che altro non ritrovavo nulla di siciliano :( Credetemi, lo scrivo estremamente dispiaciuta perché questo chef, dal punto di vista umano e professionale, mi ha davvero colpita positivamente, ma cavolino... quel piatto con la Sicilia non c'entrava nulla! La buccia è stata realizzata con l’impasto delle lingue di gatto e la crema di ricotta risultatava estremamente liquida e forse anche con l'aggiunta di panna (dico forse perché il mio palato potrebbe sbagliarsi).



Ultima, ma solo in ordine di scrittura, la brigata dello Sheraton Malpensa che è riuscita in un modo o in un altro a tener testa agli chef ospiti, ma soprattutto a noi foodblogger che ci aggiravamo liberi per la cucina durante il pomeriggio! Bravi tutti, ma soprattutto Gianni Gerratana (il più emozionato anche perché coinvolto emotivamente essendo siculo anche lui) e Carlo Molon che sono stati quelli ad esporsi maggiormente, eccezionali!!! 


Aggiungo un ringraziamento speciale all'anima della manifestazione, Carlo Vischi, uomo super dinamico e decisamente super social (seguitelo su Twitter!) che ne inventa una più del diavolo. Grazie!


Per restare sempre aggiornati sui prossimi incontri seguite l'hashtag #xtuttiigusti sia su Twitter che su Instagram


Buona Sicilia a tutti ^_^
***Gialla***

21 novembre 2011

Biscotti con farina di mais per un incontro "siculamente" speciale

«Dunque dunque», direbbe il topolino GasGas di Cenerentola, questo pacco di biscotti racchiude in sé una storia di passioni, amicizie e soprattutto risate, taaaante risate!
Era il 6 novembre ed io… ero in ritardo :( Trottorellavo per tutta casa dicendo «cavoli, cavoliiii… dove ho messo il nastro giallo… non posso fare un pacchetto carino senza il mio nastro giallo di gialla (ok, battuta pessima, ma è quello che è veramente…) !!!» Smonta qui, smonta lì… «dai che ho ancora un po’ di tempo che Nannao è ancora al campo con i ragazzini!» Niente, da fare il nastro non si trova, serve un’idea SUBITO! Tin!!! «Uhhh, posso fare la scocca con i fazzolettini come si facevano i fiori all’asilo… Yeeeehhhh!!!».

Il risultato finale lo vedete in foto, ma per chi/cosa era quel pacchetto? 
Per uno dei pranzi più divertenti e pazzi a cui si possa mai assistere: l’incontro delle foodblogger siciliane!

Alla fine io e Nannao siamo arrivati con un’ora di ritardo (:/), quello che ricordo da dopo il momento in cui la padrona di casa, StefaniaP&S, ha aperto la porta è stata una pioggia di «ciaoooo!», «io sono tizia, del blog caio», «auguriii!!!» e sbaciucchiamenti vari…
Da chi è stata causata questa pioggia?
Da Luna che dopo tante chiacchierate virtuali si è materializzata :p, Cinzia che mi ha accolta con: "i miei formaggi, dottoressa Gialla!" XD, Alessandra/Ginestra e Flavia le catanesi che ci aspettano per un caffè lungo un intera giornata da prendere all'IKEA (perché  avete presente cosa potrebbero combinare delle foodblogger in un centro del genere, vero?), Giulia lei di siciliano al massimo ha la simpatia, ma credetemi che è stata una bellissima sorpresa averla con noi!, Fabiola colei che ha portato con sè un vero fotografo (suo marito) che ci ha dedicato un servizio fotografico con tanto di pose e frasi tipiche del mestiere, Stefania Cardamoma la mia meravigliosa mamma seconda, MelaZenzero un vero amore di donna... dolce dolce dolce con una bimba bellissima :), Alessandra/Essenzina la mia "vicina di spianatoia" pazzerella, Elena la nostra carinissima sposina e la terza Alessandra che purtroppo non è presente nella foto perché ha potuto essere presente a singhiozzi, ma tanto ci rifaremo domani pomeriggio ;p (questa però sarà un'altra storia!).



Ah, ricordo bene anche un’altra cosa… tra un bacio ed una stretta di mano scorgevo una certe “mamma 2 la vendetta” (la Cardamoma) che chiamava a rapporto una per una le altre blogger cercando, assolutamente in vano, di non farmi capire nulla di quello che stava succedendo (in testa sua dirmi «tu resta chiusa qua» era un escamotage perfetto er distrarmi -.-”).
Cosa stava succedendo? Si trattava della stesura del bigliettino d’accompagnamento del regalo che queste donne davvero dolcissime hanno voluto farmi per la laurea :). Regalo più che gradito ed inaspettato, un buono da spendere alla Feltrinelli, così la smetto di andare lì a leggere i libri per poi ordinarli online -.-”; piuttosto, se avete suggerimenti scriveteli nei commenti :D


Immaginateci, 13 foodblogger nella stessa stanza, tutte presentatesi con una o più pietanze (abbiamo invaso una casa!!!) e tutte super eccitate dall’incontro… ognuna a suo modo è riuscita a farsi conoscere: c’era chi è stata più taciturna ed osservava, chi fotografava, chi scherzava, chi “straparlava” (in senso buono) e persino chi ha improvvisato un balletto di danza classica degno della Scala o del bancone di Striscia la Notizia (ancora non abbiamo deciso).
Che le foodblogger riescano ad essere super esaltate credo sia piuttosto prevedibile (pensate solo di moltiplicare la verve che mettono nello scrivere i loro post per 1.000 e potrete immaginare come diventino durante un incontro faccia a faccia), ma sapete per me qual è stato il pezzo forte della giornata? Mariti e fidanzato (al singolare perché si trattava solo di Nannao); avreste dovuto vederli, tra il divertito ed il rassegnato, ma sempre e comunque perfette spalle di noi donnine; pronti a prenderci e a prendersi in giro per la loro condizione di partner di foodblogger, disposti a sacrificare il loro nome di battesimo con appellativi attribuitigli dalle consorti o autopresentandosi come «piacere, io sono il marito/fidanzato della foodblogger tizia»… meravigliosi!

Poi ci sono loro, i figli, “vittime” quasi inconsapevoli del “fenomeno foodblog”; anche loro strepitosi! I piccolissimi tanto teneri e soprattutto santi nel non essersi lamentati della mancanza delle mamme (sarà stato anche merito dei papà che sono stati con loro nella stanzetta dei giochi…), ai più grandetti non posso dire di essere stati teneri o rischio che mi picchino, ma di certo sono stati eccezionali con i loro sguardi curiosi e le orecchie attente alle conversazioni.




Il pranzo ha avuto un tema conduttore… tutto GLUTEN FREE!!! In onore della Cardamoma e del suo piccolino; proprio il pargolo n.3, come lo chiama lei, è stata un’altra delle miei gioie quel giorno, vedergli mangiare i miei biscotti con così tanta felicità e soprattutto sentigli dire che «senza glutine non vuol dire senza sapore» articolando un discorso da “grandi” (merito dell’ottimo esempio della sua mamma) mi ha davvero riempito il cuore!


Tornando a quello che ho portato io all’incontro, per i piatti delle altre blogger vi rimando ai loro blog (credetemi, vale la pena di buttarvi l’occhio), come potete vedere i biscotti erano di due tipologie, i primi fatti con farina di mais ed i secondi con farina di castagne. 
Oggi vi scrivo la ricetta dei primi, che per inciso sono stati decimati dalla mia famiglia prima di essere portati a destinazione… credetemi, sono assolutamente da provare!


Ancora una cosa, lasciatemi ringraziare Luna, Stefania P&S, Fabiola e Alessandra per avermi permesso di utilizzare i loro scatti... lo confesso, ho fatto solo due foto di fretta; per una volta ho lasciato da parte la fissazione per la fotografia per gustare a pieno tutte l'emozioni della nostra riunione!

Biscotti con farina di mais



Ingredienti: 
  • 400 g farina di mais*
  • 150 g burro
  • 2 uova
  • 110 g zucchero di canna grezzo
  • 80 g zucchero raffinato
  • Un pizzico di sale (circa 3g)
  • Scorza grattugiata di limone (in alternativa potete usare la vaniglia)

Impastate velocemente farina, burro e scorza di limone; sbattete velocemente le uova con lo zucchero ed il sale e aggiungete il tutto all’impasto continuando a lavorarlo sino ad ottenere una palla compatta e liscia.
Mette la frolla a riposare in frigorifero per circa un’ora; trascorso il tempo potrete stenderla mantenendo uno spessore di 5 mm e  ricavarne i vostri biscotti (potete usare taglia biscotti o altri strumenti che preferite);

Infornate a 180°  C sino a quando non saranno dorati.

*Potete usare sia quella precotta per la polenta che la fioretto :)

Trucco: questo tipo d’impasto fatto con la farina precotta non è facilissimo da lavorare perché risulta piuttosto granulosa (renderà anche il lavoro un po' più complicato, ma i granelli croccanti danno un valore aggiunto a questi biscotti). Bastano solo pochi accorgimenti per rendere il lavoro decisamente più facile: stare attenti che l’impasto sia ben freddo e stenderlo aiutandosi con la carta forno posta tra questo ed il mattarello in modo da facilitare il lavoro.


Buoni incontri a tutti ^_^
***Gialla***