Ci sono odori e sapori che da bambini detestiamo, odori e sapori che poi da grandi iniziamo ad apprezzare ed in rari casi, ma succede, iniziamo proprio ad amare.
È quello che è capitato a me con le carrube.
Molti di voi conosceranno la farina che si ricava da questo frutto e usata per tantissime preparazioni ed in diversi ambiti, i principali sono quelli dell'industria alimentare e farmaceutica.
Il primo incontro che ho avuto con questo frutto è stato tantissimi anni fa.
Ero una bimba piccola piccola, mi trovavo alla Cava d'Ispica circondata da alberi per me giganteschi, per terra un tappeto di carrube e mamma che mi diceva: "raccoglile, portiamole ai cavalli!".
Che fifa che avevo di quegli animali che prendevano da mangiare dalle mie manine... :/
Da quella volta, ogni volta che papà iniziava a mangiare una caramella alla carruba l'odore che veniva sprigionato da questa mi riportava a quel giorno, le sensazioni erano un misto tra adrenalina positiva e negativa, ma la voglia di accettare di mangiare sia il frutto fresco, che tutto ciò che di esso possedeva il sapore e l'odore non mi sfiorava minimamente.
Piano piano, col passare del tempo, ho però iniziato ad apprezzare quell'odore che in pochi anni diventò il profumo dell'estate e del relax.










