Continuano i giorni di quarantena.
Ammetto di aver passato dei momenti in cui la mia positività, il mio vedere il bicchiere sempre pieno ha vacillato, so che mi capite. Poi però mi sono detta che dovevo darmi una smossa, non dovevo lasciarmi sopraffare.
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4 aprile 2020
17 marzo 2016
Miniburger ai sapori di Sicilia
Se avete tenuto d’occhio i miei canali social in quest’ultimo mese, avrete già visto qualche piccola anticipazione. Bene, è arrivato il momento di ufficializzare una nuova collaborazione, quella con Montana.
Insieme abbiamo realizzato un video dove vi mostro la preparazione di tre golosi panini con i Miniburger di bovino Montana. Badate bene, oltre ad essere golosi, racchiudono anche i sapori tipici della Sicilia, la mia terra. A caratterizzarli, troverete quindi il celebre abbinamento finocchio&arancia, la caponata di melanzane, il pesto di pistacchi di Bronte e tre formaggi tipici: il caciocavallo ragusano, la ricotta salata e la tuma.
Ecco il video e le ricette per preparare anche voi questi deliziosi panini.
- Le ricette nel dettaglio -
1 maggio 2015
Cous cous alla menta con fave e pecorino
Di come resistere agli scossoni della vita lavorativa e coccolarsi con un piatto fresco, leggero e saporito.
Ormai la giornata del primo maggio sta giungendo al termine."Festa dei lavoratori", la chiamano.
Ancora non ve ne avevo parlato, ma lo scorso novembre la mia vita lavorativa (e di conseguenza anche tutto il resto della vita) ha subito un forte cambiamento, sul momento per nulla piacevole, sensazioni paragonabili a quelle di un cazzotto nello stomaco e del vostro incubo peggiore. Poi è bastato metabolizzare, ripetersi "meglio adesso che poi", capire che fuori da quelle solite quattro mura c'è un mondo fatto di opportunità, persone speciali e progetti da realizzare. Occorre solo focalizzare dove si è e dove si vuole andare, poi il futuro si costruisce da sé (certo, dovete darvi tanto coraggio) e ci si rende addirittura conto di essere meglio di quel che si stava diventando, di essere capaci, di essere ancora creativi e per il mio lavoro da comunicatrice è fondamentale.
Quello da cui faticherai di più a riprenderti è la mancanza della quotidianità "umana", delle persone che ogni giorno rendevano quel lavoro migliore. Poi, però, metabolizzi anche questo, perché capisci che quelle stesse persone, anche dopo mesi, in un modo o in un altro, sono sempre con te e tifano per te (ed è una gioia immensa rivederle!)
Che volete farci, io sono forte quando c'è da rimboccarsi le maniche per lavorare, ma sono una pappamolle quando si parla di affetto =)
Detto ciò, posso raccontarvi la storia del piatto che vi presento oggi.
Questa giornata di festa me la sono auto dedicata, l'ho passata volutamente a casa da sola, Nannao è in viaggio per lavoro ed io mi sono presa un momento di pausa dalla vita da trottola che faccio da 6 mesi a questa parte. Mattina impiegata, pomeriggio libera professionista... alla fine mi ritrovo a trascurarmi un po' (anche se lavorare mi dà vita); insomma, volevo una giornata da dedicare alla cucina, alle foto ed al blog, era ora che lo aggiornassi!
Il caldo inizia a farsi sentire e avevo voglia di pranzare con un piatto fresco, leggero e saporito.
L'accoppiata fave&pecorino è balzata in mente velocissima, è un must del 1° maggio per le famiglie romane, e cosa c'è di più fresco della menta?!
Ecco che nasce così il cous cous alla menta con fave e pecorino.
Prima di lasciarvi alla ricetta, voglio augurarvi di trovare sempre la giusta collocazione in questa nostra strana società e di riuscire a prendervi le vostre rivincite su chi cuore, ma soprattutto testa, non ha!
Buona vita e buon lavoro ^_^
***Gialla***
Ingredienti:
- 200 g di cous cous di grano duro (a cottura rapida)
- 2 bicchieri di brodo vegetale
- 1 mazzo di menta(circa 30 foglie)
- 350 g di fave (senza il baccello)
- 4 cucchiai di pecorino romano grattugiato
- 1 cucchiaio d'acqua
- sale q.b.
- pepe nero q.b.
- olio evo q.b.
In una padella, possibilmente antiaderente, mettete a tostare il cous cous con le foglie di menta ed un filo d'olio. Quando la semola avrà raggiunto un colore lievemente dorato e la menta avrà spigionato tutto il suo profumo, aggiungete due bicchieri di brodo bollente. Coprite con un coperchio e lasciate riposare per 5 minuti a fuoco spento.
Sbollentate per 3-4 minuti le fave, privatele della buccia e suddividetele in tre parti: il primo terzo conditelo solo con un filo d'olio, lo userete per la guarnizione del piatto; il secondo terzo mescolatelo con due cucchiai di pecorino; l'ultimo terzo va, invece, frullato con un cucchiai di olio, uno d acqua e due di pecorino.
Con l'aiuto di una forchetta, sgranate la semola che nel frattempo sarà gonfiata, salate e pepate.
A questo punto potete decidere di mescolare alla semola le fave col pecorino, sia intere che in crema, oppure di aiutarvi nella presentazione con un coppa pasta come nel mio caso.
Se scegliete quest'ultima opzione, procedete in questo modo:
alternate semola, fave intere con pecorino e ancora semola, guarnite con le fave tenute da parte, una spolverizzata di pecorino, un cucchiaino di crema ed un ciuffetto di menta.
La restante crema, servitela a parte cosicché possa essere aggiunta al piatto a piacimento.
17 giugno 2014
Strudel salato con radicchio e provola affumicata
È quasi un mese che non aggiorno il blog?! o.O assurdo per me crederlo e intanto il tempo vola come non mai in questo periodo. Le lunghe giornate lavorative scandite da ritmi intensissimi, da nuovi progetti, da bellissimi scambi d'idee e da momenti di incomprensioni convivono con il resto della vita o almeno con quelle ore che ne rimangono, momenti in cui provi a tirare le somme, in cui tenti d'immaginarti nel futuro che sino a due minuti prima ti sembrava lontano e invece fa capolino in modo sempre più visibile.
In questo periodo sono poche le certezze che risiedono nella mia mente, ma ieri ne ho riscoperta una: a volte, basta rimettere le mani in pasta per riuscire a scollegare quella testa che nonostante il week-end ed un bagno a mare sabato mattina non è proprio riuscita a stare serena.
Sono bastati un po' di pasta sfoglia, di radicchio e di formaggio per farmi risentire in armonia con me stessa. Sto scadendo nel patetico? Urca, fatemi riprendere! Che ne dite se vi racconto che una volta infornata la cena mi sono addormentata sul divano e che non l'ho bruciata per chissà quale forza sovrannaturale che mi ha fatta svegliare col solo profumo (o forse con qualche sberla divina) che proveniva dal forno?!
Comunque, bando agli sproloqui di un'ancora assonnata papera, vi lascio alla ricetta. È semplicissima e spero possa farvi star bene così com'è accaduto a me. In ogni caso, è facilissima e dal risultato garantito!!! =)
Strudel salato
con radicchio e provola affumicata
Ingredienti:
- un rotolo di pasta sfoglia (se la preparate in casa è anche meglio)
- 400 g radicchio rosso (a vostro gusto)
- 200 g provola affumicata
- olio evo q.b.
- pepe nero q.b.
- sale q.b.
- 1 tuorlo
Mondate, lavate e tagliate il radicchio in striscioline assicuratevi di asciugarlo bene (consiglio vivamente la centrifuga).
Stendete su un piano la pasta sfoglia, cospargete il centro di questa con dadini di provola, aggiungete il radicchio, irrorate con un filo d'olio, salate e pepate.
Richiudete su sé stessa la pasta sfoglia, spennellate la superficie con tuorlo e praticate dei tagli longitudinali così da far uscire il vapore che si creerà durante la cottura del radicchio.
Infornate a 210° (forno preriscaldato) sino a doratura.
Buona serenità a tutti ^_^
***Gialla***
16 dicembre 2013
Biscotti al parmigiano per aperitivi degni del Sig. Groviera!
Se doveste chiedere a me e Nannao quale sia il nostro cartone animato Disney preferito la risposta non potrebbe che essere: GLI ARISTOGATTI!
Adoriamo tutto di quel cartone: le musiche, i disegni, l'ambientazione, i dialoghi e... le citazioni gastronomiche. Come non pensare allo zio Reginaldo che finisce nel Madeira o alla Crema di Crema alla Edgar?!
Il Sig. Groviera è uno dei nostri personaggi preferiti, insieme a Napoleone e Lafayette (sia chiaro!), ed è a lui che dedichiamo questi biscotti al parmigiano; ricordate la scena in cui i gattini stanno assaggiando la crema realizzata da Edgar? Ecco, è in questa che lui appare incuriosito dal delizioso odore di questa uscendo da dietro la schiena un biscotto che casualmente - dice - aveva con sé...
Questi biscotti sono stati realizzati per la cena a tema cartoni animati e film di cui vi ho raccontato nel precedente post (Festa a tema film e cartoni animati per i 10 anni di Gialla e Nannao) del nostro 10° anniversario festeggiato con gli amici a noi più cari.
Prima di lasciarvi alla ricetta, voglio lasciarvi un solo consiglio: se riuscire, preparateli tenendo di sottofondo il cartone animato, perché no, asciatevi andare con qualche cantatina!
Prima di lasciarvi alla ricetta, voglio lasciarvi un solo consiglio: se riuscire, preparateli tenendo di sottofondo il cartone animato, perché no, asciatevi andare con qualche cantatina!
Buoni biscotti al parmigiano e buona cantatina a tutti ^_^
***Galla***
Ingredienti:
- 200 g farina
- 100 g burro
- 1 tuorlo
- 75 g Parmigiano Reggiano
- 1 pizzico sale
In una terrina amalgamate alla farina, il parmigiano, il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, il tuorlo ed il sale. Impastare il tutto velocemente, rovesciate il composto su un piano e continuate ad impastare sempre stando attenti a non riscaldare troppo l’impasto; se risulterà troppo asciutto e quindi composto da tante “briciole” andate aggiungendo un po' d’acqua fredda.
Quando avrà raggiunto una consistenza omogenea e liscia, avvolgete la pasta con della pellicola e fatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti (io di solito inizio a lavorarla quando al tatto risulta abbastanza dura).
Una volta levata dal frigorifero stendetela con il mattarello (di solito lo stendo tra due fogli di carta da forno) sino a raggiungere lo spessore di 5 mm circa, ora sbizzarritevi con le formine, io ho scelto di realizzare la forma più simile a quella dei biscotti dell Sig. Groviera.
Disponete i biscotti su una teglia rivestita con della carta forno ed infornate a 180° per una decina di minuti o finché non risulteranno dorati.
Usciteli dal forno, levateli dalla teglia con molta delicatezza e fateli raffreddare su una graticola.
6 agosto 2012
Pesto di zucchine ed il meraviglioso "rumore" del silenzio
6 mesi... questo il tempo impiegato dagli operai per sistemare mezza casa compreso un bagno e la cucina. 6 mesi che non passavano più, giornate in cui si contavano sino a 10 operai nel giro di due stanze, circa 1000 cialde di caffè utilizzate (1 a tazzina!!!), non so quanti litri d'acqua consumati, quanta polvere ingerita e chi più ne ha più ne metta... il tutto con noi dentro casa notte e giorno.
Da sabato più nessun estraneo (anche se dopo tutto questo tempo anche i muratori rischiano di diventare parte della famiglia) tra i piedi... finalmente niente turni per presidiare i lavori/assistere i muratori, posso razzolare in pigiama per tutta casa, fare la doccia quando voglio e girare a piedi scalzi senza riempirli di polvere e senza rischiare di infilzarli con pietrine, cavi, viti e quant'altro; sono finite anche le sveglie alle 8 del mattino a suon di cazzuolate, trapanate e scartavetrata o urla (beh, le ristrutturazioni portano anche all'esaurimento nervoso! Che, non lo sapevate?)
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| Kitchen sul nuovo divano |
Finalmente il silenzio...
tanto, bellissimo e rumorosissimo silenzio; finalmente dei divani su cui poter stare comodamente seduta a leggere un libro, finalmente un po' di serenità =) almeno sino a quando non scopriremo l'ennesimo errore di stuccaggio, pittura, rifinitura, ecc.
Dato che oggi mi sono concessa una gran bella dormita e mi sento decisamente bene, dato che il dolore alla mano (qui per i dettagli dell'incidente) è tamponato dalla mia serenità interiore voglio regalarvi una ricettina veloce, profumata, semplicissima da fare e fresca come me in questo momento! :p Si tratta di un pesto di zucchine che con il giusto gioco di equilibrio tra i vari ingredienti riesce ad essere gustoso e non aggressivo; perfetto sia per condire paste e risotti che per accompagnare un succulento arrosto estivo.
19 luglio 2012
Panino-puzzle: il mio panino d'autore
Panino
= cibo veloce = poco salutare.
Mai pensiero fu più lontano dal mio concetto di
panino.
Nella
mia famiglia il termine “panino” ha sempre suscitato acquolina; nella maggior
parte dei casi sceglierlo come sostituto del pasto “completo” classico è più
una questione di gola che di esigenza per tempi stretti.
Sarà
che a Palermo uno dei cibi di strada per eccellenza è un panino, sarà che anche
in pieno inverno, basti solo che ci sia un timido raggio di sole, siamo in riva
al mare a mangiarne uno tostato o sarà semplicemente che siamo golosi…
Scegliere
il panino da ordinare al locale, così come prepararlo da soli in casa, è quasi
un gioco; una sfida di gusto e profumi alla ricerca di accostamenti sempre
nuovi.
Come
accennavo prima, il rapporto che un individuo può avere nei confronti un
qualsiasi genere di pasto, dipende dal contesto in cui è cresciuto, dalle sue
regole alimentari e dal modo che ha di condurre la propria vita. A tal
proposito, sono stati messi in atto uno studio ed un relativo progetto da parte
della Negroni, azienda che si è posta l’obiettivo di andare «alla scoperta dei
vari entroterra storico-culturali, dei dati sociologici – e - delle mille curiosità che orbitano attorno al
pianeta del pane e companatico». Collegandovi alla pagina web avrete a disposizione non solo maggiori
informazioni sul progetto e sulla storia del “panino”, ma potrete anche
accedere ad un ricco archivio di panini d’autore proposti da grandi chef.
Dalla
scorsa settimana, lo spazio dei panini d’autore vede la partecipazione anche
dei foodblogger, «perché – si legge – paninodautore “vive” e comunica anche
attraverso il web». Tra questi ci sono anche io!
Ho deciso di partecipare all’iniziativa non solo con una proposta di panino, ma con un invito a giocare e ad osare.
Il gioco
Le regole sono poche e semplici: invitate
degli amici a cena; per non affaticarvi troppo, rischiando di non godervi la
serata e per rendere il tutto ancora più divertente, chiedete ad ognuno degli
invitati di portare un ingrediente a loro scelta (magari quello che per loro
non può mancare dentro al panino); ponete tutto il pane ed il companatico in tavola, scaldate le
piastre e affilate i coltelli; aprite la mente e la pancia e lasciatevi
ispirare da tutto ciò che avete davanti e non.
Scopo
del gioco: divertitevi a creare le combinazioni più gustose e anche più
azzardate e condividete le vostre creazioni con gli altri... cedere un morso del
proprio panino non ha mai fatto male a nessuno (tranne che chi assaggi non
detesti un ipotetico ingrediente nascosto XD).

Ogni
amico ha i suoi gusti, le sue preferenze e le sue fisime; è per questo che la
varietà di pane e companatico è fondamentale per la riuscita di una serata di
questo tipo.
Di certo, alla mia tavola non mancheranno mai diversi tipi di pane così come tante salse d’accompagnamento per i più golosi, comprese quelle fatte in casa come, ad esempio, la crema di pere e senape.
Il
mio “panino d’autore” sa di pancetta dorata, formaggio “fondente”, pera
piccante, lime fresco e orto “arrostito”, il tutto avvolto dal croccante pane di
rimacino.
Questo panino racchiude in sé il mio essere e la mia identità… c’è la mia terra d’origine rappresentata dal tipo di pane scelto, dai peperoni e dalla cipolla arrostiti che sono spesso presenti già cotti dai fruttivendoli palermitani; la terra che porto nel cuore, ovvero l’America, con la pancetta fritta; il tocco etnico dato dal lime; la passione trasmessa da papà per i "formaggi alternativi alla solita mozzarella nei panini"; ed infine, il mio tocco creativo dato dalla crema di pere e senape.
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20 aprile 2012
Risotto Zafferano e Brie
Brrr... ma che fine ha fatto la primavera?
Vedere il blog con l'header ricco di fiorellini e farfalline mi fa così strano quando fuori piove e sono stata costretta a riprendere alcuni dei vestiti pesanti :(
Vedere il blog con l'header ricco di fiorellini e farfalline mi fa così strano quando fuori piove e sono stata costretta a riprendere alcuni dei vestiti pesanti :(
Uffa, voglio il
calduccio!
Mancando il tepore primaverile, la ricetta che vi propongo oggi è perfetta per questi giorni (ovviamente varia a secondo del vostro gusto e del luogo in cui vi trovate - lancio glaciali occhiate di invidia a chi in questo momento è coccolato dai 17° C in su!).
Anche oggi, come nell'ultimo post, la mia proposta è salata; amanti dei dolci prendetevela con chi ha votato contro la vostra categoria nel mini sondaggio che ho lanciato sui social network :)
Si tratta di un risotto golosissimo allo zafferano e formaggio Brie.
Mancando il tepore primaverile, la ricetta che vi propongo oggi è perfetta per questi giorni (ovviamente varia a secondo del vostro gusto e del luogo in cui vi trovate - lancio glaciali occhiate di invidia a chi in questo momento è coccolato dai 17° C in su!).
Anche oggi, come nell'ultimo post, la mia proposta è salata; amanti dei dolci prendetevela con chi ha votato contro la vostra categoria nel mini sondaggio che ho lanciato sui social network :)
Si tratta di un risotto golosissimo allo zafferano e formaggio Brie.
Niente onda, ma tanta... tanta... tanta cremosità al palato e soprattutto FACILISSIMO
da preparare!!! In più è giallo come il sole... magari porta bene ^_^
A dirvela tutta l'ho realizzato quest'estate ad inizio agosto con Nannao e Saponetta... e anche con la temperatura che superava i 30°C era mangiabilissimo!!!
Ne approfitto per ringraziare Stefania che mi ha mandato un po' di tempo fa questi buonissimi pistilli di zafferano :) GRAZIEEE!
Con questa ricetta partecipo al contest "Chi non risotta in compagnia..." di "Nella cucina di Ely"
A dirvela tutta l'ho realizzato quest'estate ad inizio agosto con Nannao e Saponetta... e anche con la temperatura che superava i 30°C era mangiabilissimo!!!
Ne approfitto per ringraziare Stefania che mi ha mandato un po' di tempo fa questi buonissimi pistilli di zafferano :) GRAZIEEE!
Con questa ricetta partecipo al contest "Chi non risotta in compagnia..." di "Nella cucina di Ely"
Risotto Zafferano e Brie
Ingredienti (per 4 persone):
- 5 tazzine da caffè di riso Carnaroli
- brodo vegetale q.b. (almeno 1 l)
- 4 cucchiai di olio evo
- 1/2 cipolla tritata finemente
- circa 0,25 g zafferano in pistilli (oppure una bustina di quello in polvere)
- 2 noci di burro
- 150 g Brie
- acqua tiepida q.b.
- sale
In una casseruola fate soffriggere la cipolla con l'olio; unite il riso e fate appena tostare.
Iniziate ad irrorare il riso con il brodo procedendo poco per volta e continuando a mescolare, a metà cottura aggiungete lo zafferano compreso il liquido di ammollo.
Quando il riso sarà cotto, a fuoco spento, mantecatelo con il burro ed aggiungete il Brie tagliato a tocchetti non troppo piccoli.
Buon caldo sole a tutti ^_^
***Gialla***
29 marzo 2012
Moscato&Salato: Polpette dal "cuore tenero" al moscato passito "La Bella Estate"
![]() |
| La barca di polpette naviga verso " La Bella Estate"... |
Le sfide mi piacciono, soprattutto in ambito comunicativo e
gastronomico, parlo di quelle che fai con te stesso, mettendo alla prova le tue
conoscenze e capacità; è un modo per imparare e per crescere.
Chi segue il mio blog da un po’ di tempo sa bene che faccio
sparire uova/burro/latte dalle torte, inserisco la birra in creme e frolle e rischio
abbinamenti particolari.
Qualche mese fa mi è arrivata una proposta, riuscire a
realizzare una ricetta salata che accompagni uno dei vini dolci per eccellenza,
un moscato passito e per l’esattezza “La
Bella Estate”, il Piemonte Moscato Passito di Terre da Vino prodotto da vigneti piemontesi ed interamente gestiti a
basse rese.
La cosa non mi ha "spaventata", per una che ama il contrasto
dolce e salato non poteva che essere un piacere sperimentare in tal senso.
L’uscita
del libro è prevista il prossimo maggio e verrà presentato ufficialmente
durante il Galà delle Stellle 2012 che si terrà a Barolo presso
l'azienda vinicola Terre da Vino.
Per
dirvela tutta, me la sono presa comoda... mooolto comoda, il contest scade tra pochi, pochissimi
giorni, esattamente SABATO 31 o.O
Volevo pensarci bene, volevo fare qualcosa di
bello e particolare, poi però ho riflettuto sul messaggio che si vuole dare con
questa iniziativa: far comprendere che un vino dolce non accompagni esclusivamente portate altrettanto dolci. Uscire un po’ dagli schemi, come
avvenne quando fu sdoganato il vino rosso bevuto sul pesce, per intenderci.
È così
che nasce l’idea di proporre e di proporvi delle polpette
di facilissima realizzazione e con
ingredienti facilmente reperibili, in fondo il
messaggio è rivolto a tutti e non solo ai cultori dei fornelli.
Le
polpette sono uno dei piatti più amati, ricordano “casa”, sono uno dei comfort
food per eccellenza e almeno una volte nella vita le abbiamo mangiate.
Inoltre
il vino proposto rievoca sia dal punto di vista del nome, che per i profumi ed i colori
dell’etichetta l’estate; così mi viene da pensare a quelle giornate calde, quando ci si
concedono le coccole dei raggi del sole, quando si torna a casa al tramonto,
quando è più facile passare del tempo con gli amici.
Ecco,
le mie polpette sono un po’ tutto questo: sono il ricordo di una coccola (quante
polpettine fritte andavo rubacchiando a mamma mentre le preparava), di qualcosa
che puoi preparare per tempo così da trovarla pronta al tuo ritorno a casa, che
puoi mangiare fredde o calde in un sol boccone e usando solo due dita così da
avere l’altra mano libera per tenere un bicchiere di vino da sorseggiare
durante un aperitivo tra amici.
In
più la loro forma e i loro ingredienti sono un omaggio all’unione tra la mia
sicilianità e l’essere piemontese del vino: uno scrigno che racchiude un cuore
cremoso come le arancine al burro siciliane e le nocciole e la robiola piemontesi che
incontrano l’uvetta (o uva passa) utilizzata in un piatto salato come nella
migliore tradizione della mia terra.
Per
finire, il moscato passito non è solo da accompagnamento, ma è anche parte integrante della
preparazione di questo piatto.
Durante
la sua realizzazione, preparatevi ad essere avvolti da un profumo
inebriante che tormenterà le vostre papille gustative sino al momento di poter
gustare queste semplici, ma gustose e avvolgenti (grazie al loro cuore tenero e
cremoso) polpette.
Polpette
dal "cuore tenero"
al moscato passito
Ingredienti:
- 200 g robiola
- 40 g nocciole tostate (già sgusciate)
- 20 g uvetta
- 500 g tritato di vitello 1° taglio
- 1 uovo medio
- 2 fette di pancarré
- 2 cucchiai di latte
- ½ bicchiere di acqua bollente
- ½ bicchiere di moscato passito “La Bella Estate”
- Sale, pepe bianco, prezzemolo e olio d’oliva q.b.
Tritate
grossolanamente le nocciole.
In
una ciotola lavorate la robiola rendendola ben cremosa, aggiungete le nocciole,
l’uvetta (non ammollata in acqua) e una macinata di pepe bianco.
Aiutandovi
con due cucchiaini, create delle piccole palline di composto (circa la
grandezza di una nocciola col guscio) e riponetele nel congelatore.
Lasciate un cucchiaio del composto non congelato.
In
un altro contenitore lavorate il tritato con l’uovo, il pancarrè
precedentemente ammollato con il latte e ben strizzato, il prezzemolo e un’altra
macinata di pepe bianco (sta al vostro gusto decidere di metterlo sia nel
ripieno che nella carne, oppure in una sola delle parti).
Ora
componete le polpette.
Si
procede nello stesso modo di quando vengono realizzate le arancine siciliane.
Nel
palmo di una mano ponete un po’ del composto col macinato, schiacciatelo ricavandone
uno strato sottile, riponetevi la sfera di robiola al centro e, aiutandovi con
le dita (come a voler chiudere il pugno) fate sì che la carne la ricopra
totalmente.
Modellate
la polpetta dandole una forma il più possibile sferica e procedete con le altre.
Mi
raccomando, fate bene attenzione che la carne risulti ben sigillata, altrimenti
in cottura rischiate che fuoriesca il ripieno di formaggio.
Quando
le avrete preparate tutte, friggetele in olio d’oliva e lasciatele scolare su
carta assorbente.
Rimette
le polpette nel tegame dove le avevate fritte (buttando via l’olio di frittura),
aggiungete l’acqua, il moscato passito ed il cucchiaio del composto precedentemente
ottenuto con la robiola, lasciate restringere a fuoco lento sino a quando l’alcol
non sarà evaporato e sarà venuto a formasi un goloso intingolo.
Consigli
e suggerimenti:
- Nel caso in cui vogliate mangiarle con le suddette “due dita”, quando andrete a creare l’intingolo, non mettete nel tegame anche le polpette, ma servitele asciutte e accompagnate da una ciotolina con dentro questo.
- A vostro piacere potrete aumentare le dimensioni delle polpette (in questo caso, finite la cottura di queste in forno (200° per pochi minuti, in base alla dimensione) altrimenti rischierete di farle rimanere crude al centro) e/o aumentare la quantità di intingolo, magari se non le mangerete come stuzzichino per un aperitivo, ma come secondo di carne per una cena.
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