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30 gennaio 2022

Cannolo con ricotta: la ricetta degli originali siciliani



Sua magnificenza il cannolo!

Ci sono giornate che parte una voglia irrefrenabile di cannoli, vivendo a Palermo è facile riuscire ad appagarla, ma alle volte anche prepararli in casa può dare le sue grandi soddisfazioni, ecco quindi per voi la mia ricetta 👇😉 

31 marzo 2018

Cuddura cu l'ova: per una dolce Pasqua siciliana


Le Cuddura o Pupa cu l'ova sono un dolce della tradizione pasquale che è sempre stato presente nella Settimana Santa della mia famiglia.

Ammetto che da piccolina, mi inquietava un po' l'idea di inserire un uovo intero con tanto di guscio all'interno di una morbida pasta frolla e questa sensazione investiva anche l'idea di mangialo, poi col tempo ho capito che non c'era nulla da temere e che la tradizione di prepararli e mangiarli rendeva queste feste ancora più belle.

Qualche giorno fa, mi sono ritrovata a preparare questi biscotti per lavoro, più in basso trovate il risultato. Ancora una volta è stato bello scoprire e studiare le curiosità di un nuovo dolce della tradizione.

La forma delle Cuddura cu l'ova

Le Cuddura cu l’ova possono prendere diverse forme legate alla simbologia pasquale: piccoli cestini, campane, colombe, cuori, giovincelli e pupe.

Il nome delle Cuddura cu l'ova

Nella mia terra, la Sicilia, vengono chiamate: palummedde, aceddu cu l’ova, ciciliu, pupa cù l’ovu, campanaru, cannatuni, cannileri e pannareddu o, ancora, cuzzupe.

L'origine delle Cuddura cu l'ova

L’origine delle Cuddura cu l’ova risale agli antichi greci così come il nome. A quel tempo, in cambio di benevolenza e favori venivano preparate e poi offerte agli dei delle focacce, le Coulloura. In epoca cristiana, questa usanza, venne mutata nel dono da parte delle giovani donne ai propri fidanzati nel giorno di Pasqua, dopo averle portate in chiesa il sabato santo per farle benedire.


Lista della spesa e ricetta per le Cuddura cu l'ova

Per l'impasto

  • Farina 00 250 g
  • Strutto 75 g
  • Zucchero 100 g
  • Lievito in polvere per dolci 8 g
  • Uova 2
  • Scorza di limone 2 cucchiai

Per la decorazione

  • Uova sode 6
  • Zuccherini colorati q.b.

Procedimento


Inserite nella ciotola dell'impastatrice la farina con la scorza di limone, unite il lievito e le uova. Unite lo strutto e iniziate a impastare aggiungendo a filo il latte. Una volta ottenuto un impasto liscio, lasciatelo riposare per 20 minuti avvolto nella pellicola e riponetelo in frigorifero.
Accendete il forno e portatelo a 180° C.
Trascorso il tempo di riposo dell'impasto, iniziate a modellare la cuddura realizzando delle strisce di pasta e 
formate una treccia, tagliatene le estremità e arrotolatela su se stessa ottenendo un nido. Posizionate al centro un uovo sodo.
Fissate l'uovo con delle trecce più piccole d'impasto. Spennellate la superficie della cuddura con del latte e terminate con gli zuccherini.
Infornate a 180°C per circa 30 minuti.








Questa mia ricetta è anche su Cucina Fanpage.

14 aprile 2014

Muffin salati con pancetta, provola e porro


Sono una persona estremamente emotiva e trasparente, se qualcosa non mi piace o, invece, mi piace da matti... me lo si legge in faccia
Credo sia un po' deformazione professionale e un po' (tanto) DNA, comunico con ogni mia parte del corpo. Ho persino i capelli che soffrono i miei stati d'animo, figuriamoci se non ne risentano le mie espressioni facciali! 
Mi ricordo di essere in grado di saper controllare le emozioni solo quando sono seduta ad un tavolo di poker o sto affrontando una qualche situazione professionale.

Se ci sono cose che nella vita vanno fatte contro voglia perché è giusto così, ce ne sono altre che proprio non farò mai se non sono dell'umore adatto. Cucinare rientra in quest'ultima categoria.

Avete visto "Come l'acqua per il cioccolato" (che angoscia di film!!!) o letto il libro "Dolce come il cioccolato" da cui è stato tratto (di certo è meglio del film)? Quando la protagonista cucina trasmette ai suoi piatti, e di riflesso anche a chi li assaggia, i suoi stati d'animo; bene, sono quasi certa che a me accada lo stesso!

Con i muffin di cui vi parlo oggi penso proprio sia successo così. 
Li ho preparati davvero di buon umore, mi venivano richiesti da tanto, ma ho aspettato il momento giusto, una serata in cui potessi essere serena. Sono stati protagonisti di una delle pause pranzo più sorridenti avute sinora in ufficio e, aggiungerei, anche più gratificanti; perché in fondo, nella vita, le gratificazioni possono arrivare da tanti ambiti =)

Non sono tanto i complimenti ricevuti ad avermi resa felice, quanto vedere i miei colleghi, quelli a cui sono più legata, tutti insieme a scherza e a sorridere. 

Magari non è vero che si riesca a trasmettere con il cibo il buon umore che si ha dentro di sé, ma credere che sia possibile è bello!


Ingredienti:
  • 260 g farina di grano duro
  • 2 dl di latte
  • 2 uova
  • 40 g di olio evo
  • 100 g di pancetta affumicata
  • 100 g di provola dolce
  • 1 porro
  • 10 g di lievito di birra disidratato
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • pepe q.b.

Preriscaldare il forno a 180° C.

In una padella, fate rosolare la pancetta, deve appena dorare, non diventare croccante.

Nella stessa padella, lasciando un po' del grasso della pancetta appena rosolata, fate appassire il porro tagliato a rondelle (solo la parte bianca).

Tagliate la provola a cubetti piccoli.

Setacciate in una ciotola la farina con il lievito.
In un altro contenitore amalgamate latte, uova e olio.
Unite il composto, mescolando delicatamente, alla farina con il lievito, aggiungete poi il sale, il pepe, la provola, la pancetta ed il porro.

Porzionate il composto nella teglia da muffin, se non ne usate una in silicone, vi consiglio di ungerla. 

Infornate per circa 30 minuti, i muffin dovranno essere dorati e superare la classica prova stuzzicadenti.


Note:
  • il porro può essere sostituito con la cipolla o lo scalogno;
  • se doveste decidere di utilizzare i pirottini, fate attenzione che siano il più possibile antiaderenti, la provola tenderà a fondere e rischierebbe di attaccarsi ad essi;
  • per porzionare il composto, provate ad aiutarvi con un porzionatore per gelato (quello per fare le palline, per intenderci), calcolo una dose per ogni muffin.

Buone gratificazioni a tutti ^_^
***Gialla***

24 marzo 2012

Quiche spinaci e provola affumicata e prima parte dell'intervista per CavoloVerde.it


Ricetta veloce ---@ post veloce.

Pasqua si sta avvicinando, la primavera ha già bussato sia alla porta che alle finestre che nel mio armadio dandomi la possibilità di vestire senza i miei soliti 1000 strati invernali ed io sto qui a scrivervi una ricettuzza facilissima, velocissima (oggi abbondiamo di -issima, fosse solo oggi... quando scrivo sono esaltata XD, lo ammetto) e perfetta per i pranzi a buffet in piedi e per le scampagnate.

È una quiche con spinaci e provola affumicata, simile alla sfoglia affumicata  di quasi due anni fa, che ho preparato in occasione del catering di cui vi accennavo nel post dei Tra-rollò. Sono innamorata sia del suo sapore che dell’aspetto solare che ha, in più è stata realizzata in compagnia sia di Giordana che della sua piccola, quindi c’è dentro anche tanta, ma tanta allegria :D

Prima di lasciarvi alla ricetta sono felice di condividere con voi la prima parte di una carinissima intervita che ho rilasciato alla gentile Laura Pantaleo Lucchetti di CavoloVerde.it:




Quiche con spinaci 
e provola affumicata 

Ingredienti:
  • 1 rotolo di pasta brisée da circa 230 g (va bene anche quella fatta in casa ovviamente ;p
  • 600 g spinaci
  • 3 uova
  • 200 gr provola affumicata tagliata a fette sottili (circa 20)
  • 4 cucchiai di grana grattuggiato
  • Sale e pepe q.b

Sbollentate in acqua calda poco salata gli spinaci, una volta pronti scolateli e strizzateli molto bene in modo che risultino il più asciutto possibile, se non volete sottoporli a tale stress e avete un po’ più di tempo potete lasciarli scolare in un colapasta. Tagliuzzateli e aggiungete a questi le uova sbattute, alle quali avrete aggiunto sale e pepe, facendo amalgamare il tutto.

Foderate una teglia rotonda (io ho usato quella in alluminio per crostata da 10 porzioni) con la pasta brisée e iniziate a farcirla a strati. Il primo sarà di provola affumicata (i primi 100g) - cercate di coprire con questa tutta la superficie della pasta; continuate col composto di uova e spinaci, ultimate con l’altra metà della provola. 

Spennellate i bordi della pasta con del rosso d’uovo (personalmente, per non aprire un nuovo uovo, ho utilizzato parte di quello che era rimasto nel piatto dove avevo amalgamato spinaci e uova allungandolo con un filo d’olio, ma va bene anche il latte).
Infornate nel ripiano più basso a 180° C, forno preriscaldato.

p.s. l’utilizzo della provola a fette vi permetterà di impermeabilizzare la brisée permettendole di diventare croccante, il composto uova e spinaci è molto umido; inoltre vi aiuterà a creare la decorazione e una golosa crosticina in superficie.


Buona primavera a tutti ^_^
***Gialla***

28 maggio 2011

La cubbaita (o giuggiulena) e un libro da consigliare


Buongiornissimooo!!! 
Miei cari e mie care blog-amanti, mi sa che mi sto abituando ai nuovi ritmi, certo la sera arrivo cotta, ma sto ingranando. Mi dispiace solo non riuscire ad aggiornare il blog tanto spesso quanto vorrei. Mi perdonate, vero? In fondo ogni giorno pubblico sempre qualcosina su SiciliaOnLine e chi mi segue su fb lo sa molto bene (vi riempio di link!!! U.U).

Che il tirocinio stia andando bene ormai non è più un mistero. Posso dirvi però che sono sempre più innamorata del metodo di studiare la storia attraverso la cucina.

Ahhh a proposito!!! Ho da consigliarvi un libro che ho letto per la tesi, l’autore è Massimo Montanari, docente di Storia dell’Alimentazione, e il titolo è “Il riposo della polpetta”. Il libro racconta aneddoti che girano intorno ad alimenti, riti conviviali, pratiche e usi dello stare in tavola… il modo in cui scrive Montanari è davvero scorrevole e accattivante, i paragrafi sono brevi,  ma ricchi d’informazioni, che dire di più… adoro questo autore, ho altri tre suoi libri in programma :D Poi vi saprò dire anche su quelli.




La ricetta di oggi ha un legame con le mele caramellate che avevo postato un po’ di tempo fa. Anche in questo caso si tratta di qualcosa di dolce da preparare davvero in poco tempo, di grande effetto e abbastanza facile da fare, basta solo qualche accorgimento!
Inoltre è uno di quei dolci "divertenti" da mangiare in compagnia! 
Perché divertente? Siete mai riusciti a mangiare qualcosa di molto duro senza fare buffe espressioni, senza spalancare e storcere la bocca come se foste un cagnolino alle prese col suo osso o senza arricciare il naso e strizzare gli occhi per lo sforzo? Io no!


Sto parlando della CUBBAITA o GIUGGIULENA, anche stavolta è un articolo che ho pubblicato su SiciliaOnLine






Non ricordo carretto, furgoncino, bancarella o tavolino di dolciumi che non la abbia in bella vista.
Molte famiglie siciliane la preparano durante ricorrenze ben precise: Festa dei mortiNataleSan GiuseppePasqua o per le feste patronali. La mia no, la mia la prepara quando c’è voglia di un dolce facile, veloce e divertente. Perché divertente? Beh, siete mai riusciti a mangiare qualcosa di molto duro senza fare buffe espressioni, senza spalancare e storcere la bocca come se foste un cagnolino alle prese col suo osso o senza arricciare il naso e strizzare gli occhi per lo sforzo? Io no!
Ecco, la cubbaita o giuggiulena è un dolce godurioso, ma, come dice Camillerinel suo Elogio della cubaita dell'Antico Torronificio Nisseno” , anche da meditazione, perché non va aggredito, va lasciato ammorbidire tra le labbra.
Si tratta di un dolce dai pochi, pochissimi ingrediente, la tradizione lo vuole composto da zucchero, miele, semi di sesamo e mandorle. Il nome di questo dolce varia a seconda della zona della Sicilia in cui ci si trova. Nella parte orientale viene chiamato giuggiulena, mentre in quella occidentale cubbaita. Entrambi i termini sono di origine araba, il primo deriva dalla parola giolgiolan o giulgiulan che significa sesamo, mentre il secondo da qubbaytovvero mandorlato.
In realtà non si tratta di una preparazione esclusivamente siciliana, infatti troviamo questo dolce anche in altre parti d’Italia, per esempio in BasilicataPugliaToscanaPiemonteLombardia, ma anche fuori come a Malta. Cambia il nome e qualche ingrediente, ma la tecnica e la sostanza resta sempre la stessa. Anche i dizionari italianiriportano diverse trascrizioni: la parola araba identificata è a volte qubbayta, altre qubbiyat, altre ancora qubbiat e perfinoqubbajt , mentre le traduzioni sono cubaitacubbaitacubarlacopatacupita copeta (ogni variante ha la sua).
Una differenziazione che ho trovato è quella fatta dall’ Associazione dell’Accademia della Cucina Siciliana:
“(…)la Cubbaita (Qubbayt), ossia, un dolcissimo torrone di miele con semi di sesamo e mandorle; (…) la Cupita o meglio Copata: torrone molto duro confezionato in grossi pani, a base di nocciole, albume d'uovo, zucchero miele ed amido”.
Quel che importa è che ognuno è in grado di poterla fare a casa propria e gustarla in compagnia, da solo, all’aperto e al chiuso. Presentandola in eleganti vassoi, in barattoli di vetro o, come racconta sempre Camilleri, tenendola dentro al cassetto del comodino per mangiarla prima di andare a letto o nella tasca
Durante lo studio fatto per rintracciare le origini della cubbaita mi sono resa conto che ne esistono varie versioni anche nel resto d’Italia e  non solo, perfino a Malta… voi lo conoscete sotto altre vesti? Qual è la vostra versione? L’avete già pubblicata(per le/i blogger)?




La Cubbaita o Giuggiulena



Ingredienti:
  • 250 gr zucchero semolato
  • 60 ml miele mille fiori
  • 150 gr semi di sesamo
  • 50 gr mandorle con la buccia
  • Un limone o dell’olio di semi
In una padella antiaderente mettete lo zucchero ed il miele e lasciate sciogliere sino a quando non avrete più grumi e il composto risulterà liquido e dorato (attenti a non farlo bruciare, appena spariranno i grumi spegnete il fuoco).
Aggiungete i semi di sesamo, le mandorle e mescolate bene.
Versate il tutto su un piano, l’ideale sarebbe farlo su uno di marmo leggermente unto, ma se non ne siete in possesso fate come me, utilizzate un foglio di carta forno e posizionatelo possibilmente su una tavola di legno. Per stendere la cubbaita potete usare una spatola unta o posizionarvi sopra un altro foglio di carta forno e procedere col matterello, in alternativa tagliate a metà un limone, infilzatelo con una forchetta dalla parte della buccia e passatelo sulla superficie del composto, così facendo darete aroma e luciderete maggiormente la superficie. Per lo spessore calcolate tra i 5 mm e 1 cm massimo.
Una volta fredda potete tagliare i pezzi, la tradizione li vorrebbe romboidali. Durante questa fase fate attenzione, lacubbaita risulterà piuttosto durra, per esperienza personale vi posso dire che non servono grandi coltellacci, basta un coltello dalla lama sottile e ben affilata, non serve nemmeno che facciate un taglio completo, vi consiglio di tracciare un solco e poi rompere con le mani.


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Quasi dimenticavo, guardate un po' cos'è arrivato un paio di giorni fa a casa mia... 
Si tratta di un pacco inviatomi dalla Colussi Group. Sono stata selezionata come "degustatrice".
Degusterò e vi farò sapere :p

Aspetto le vostre risposte sulla vostra versione della cubbaita.
Buona sgranocchiata a tutti ^_^
***Giala***

4 maggio 2011

I frollini della mamma



Vi capita mai di avere voglia di risentire e di rigustare odori e sapori di quando eravate piccole/i? A me davvero spesso, soprattutto negli ultimi mesi, sarà stata la malattia del nonno, la fine degli esami universitari, la prospettiva di un futuro lavorativo… insomma il dover fare i conti con la vita che passa e col fatto che si cresce. In questi momenti, quello che mi fa stare bene è riprendere in mano qualche vecchia foto e rivedere i filmini di tanti anni fa, ma nulla di tutto questo ha il potere di rievocare i ricordi quanto una pietanza.
Avete presente la scena di Ratatouille? Quella in cui il critico assaggia le verdure e puff si ritrova piccolo...


 ...ecco, io sono esattamente così e credo anche molti di voi! 

Il week end prima di Pasqua sono stata presa da una fortissima sensazione di malinconia, erano anche i giorni dell’ultimo esame della specialistica, così tra tutti i pensieri che affollavano la mia mente ecco saltar fuori il ricordo dei biscotti che preparava la mia mamma quando io ero piccola; il ricordo di quei biscotti è nitidissimo, io vicino a lei circondata da tantissime formine, li facevamo a forma di cuore, di stella, di “s”, di pera e di… uccellino, proprio come questi che vi mostro in foto.

Si tratta di biscotti di semplicissima e profumatissima pasta frolla, all’epoca li ricoprivamo con lo zucchero a velo mentre io questa volta li ho lasciati in parte semplici e in parte ricoperti di zucchero semolato. Quelli semplici erano destinati ad essere glassati così da diventare delle colombine, ma non ci sono arrivata, lo farò il prossimo anno.

Questa ricetta avrei voluto postarla proprio per Pasqua, ma purtroppo, proprio il Venerdì Santo, è venuto a mancare il nonno e così non ho avuto più il tempo e la testa per farlo.

In compenso, la settimana prima, sono riuscita a fare dei pacchettini che ho destinato a due persone per me davvero speciali :-) e che ancora non erano riuscite, per un motivo o per un altro, ad assaggiare nessuno dei miei biscotti.




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 Frollini della mamma


Ingredienti:
  • 360 gr farina 00
  • 150 gr zucchero
  • 150 gr burro
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • Scorza grattugiata di un limone
  • Un pizzico di sale


Impastate velocemente farina, burro e scorza di limone; sbattete velocemente le uova con lo zucchero ed il sale e aggiungete il tutto all’impasto continuando a lavorarlo sino ad ottenere una palla compatta e liscia.
Mette la frolla a riposare in frigorifero per circa un’ora; trascorso il tempo potrete stenderla mantenendo uno spessore di 5 mm e  ricavarne i vostri biscotti (potete usare taglia biscotti o altri strumenti che preferite);
Infornate a 180°  C sino a quando non saranno dorati.

Se vi va, prima di infornali potrete spennellarli con del latte e cospargerli con lo zucchero semolato.

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Prima di salutarvi voglio lasciarvi con una CHICCA, si tratta di un video del 15 luglio 2004 che mi vede protagonista, nel far cosa? Beh, questa è stata la prima volta che ho provato a fare questi biscotti (direi più in generale che è stata la mia prima volta in assoluto in tema di biscotti). La cosa buffa è che affermo di non sapere fare i biscotti… vedi le cose della vita, ora non faccio altro che sfornarne sempre di nuovi ^_^
P.s. chi riprende è Nannao :p, non fate caso alle battutine mie idiote (avevo solo 18 anni) e soprattutto siate liberi di ridere anche per i rimproveri sulla temperatura del forno XD io e Saponetta ci stiamo sbellicando dalle risate nel rivederlo!



Buoni ricordi di sapori a tutti ^_^
***Gialla***

21 aprile 2011

Pronti, partenza, Pasqua! La CASSATA SICILIANA

Buongiorno gusto-amanti! Finalmente torno a scrivere, scusate la mia assenza, ma sono stata impegnata con l'ultimo esame della specialistica, avrei dovuto finire venerdì mattina, ma purtroppo le professoresse non si sono presentate. Uffi, avevo grandi programmi per il week-end… biscotti glassati, post per il blog, giretti per la città e un po’ di sano relax e invece... tutto rinviato al lunedì pomeriggio :(

Comunque, l’esame è andato benissimo e adesso posso dedicarmi pienamente al tirocinio e alla tesi (in entrambi i casi l’argomento siete voi… ma ve ne parlerò meglio più in là).

Oggi vi racconto la mia esperienza con un dolce tipico della tradizione pasquale siciliana, la cassata.
Onestamente a casa mia la vedo più o meno per tutte le feste, ma se ci atteniamo alla storia (vi consiglio di leggere le parole di Gaetano Basile qui) così è!

Questo è stato il mio primo esperimento, non è recentissima, risale a settembre e l’ho fatta in occasione del compleanno della nonna, dovete sapere che lei va davvero matta per le cassate e la foto qui sotto lo dimostra :p 

Pasqua '93
La testimonianza fotografica non è recentissima... io ero così: ma vi assicuro che è attualissima!

Di ricette della cassata, nel web e tra gli scaffali delle librerie, ne esistono un’infinità, quando decisi di farla avevo l’imbarazzo della scelta. Unico passaggio che avrei fatto ad occhi chiusi era la crema di ricotta, ognuno può farla a suo gusto, con più o meno zucchero, con più o meno gocce di cioccolato, con o senza canditi! Mentre la pasta di mandorle la prendo già pronta.

Ma il pan di spagna? L’assemblaggio? La GLASSA o.O???

Studiando un po’ ho scoperto qualche trucchetto e qualche chicca. 


Iniziamo:

Pan di spagna: usate la ricetta che preferite, la mia è questa, l’importante è che lo facciate almeno un giorno prima, non deve essere sofficissimo. Se volete e siete sicuri della qualità, potete prenderne uno già pronto al supermercato o dal vostro rivenditore di dolciumi preferito (non vi scandalizzate, va più che bene, dovete solo essere sicuri del gusto e degli ingredienti). Potete optare anche per una pasta biscotto da rotolo :)

Assemblaggio: qui davvero ognuno fa quello che gli pare. Per la forma classica usate una tortiera a svasare, non occorre per forza lo stampo da cassata, io ho usato quello per la pastiera (weee)! Dovete solo stare attenti a qualche piccolo accorgimento: prima di iniziare ricopriate la tortiera con pellicola trasparente; la bordura deve essere ben salda, se volete alternare pan di spagna e pasta di mandorle fate attenzione a che coincidano perfettamente; per la base piccola potete optare per un unico tondo o per tante striscioline (anche in questo caso dovranno essere bene unite le une alle altre); quando andrete a farcire dovete essere certi di aver riempito completamente senza aver lasciato vuoti, la crema dovrà essere a livello col bordo della tortiera; l’ultimo strato può essere composto o da un altro disco di pan di spagna o con le striscioline o addirittura con i pezzetti di questo avanzati dal taglio per la bordura; dovete rovesciare il tutto solo dopo che abbia riposato in frigorifero almeno 2 ore.

Glassa: mammina, questo è il passaggio che mi ha messo più in apprensione! Ho trovato chi metteva la glassa semplice fatta con acqua e zucchero, chi quella reale con gli albumi, chi col latte… Io vi svelo il mio trucchetto: a 200 gr di zucchero a velo aggiungete tanta acqua sino a formare una palla della consistenza del pongo o della pasta di zucchero e poi mettetela a sciogliere o a bagnomaria o al microonde, l’unica accortezza è quella di glassare velocemente in quanto tende a seccare prestissimo! Se vorreste correggere eventuali sbavature, utilizzate la lama riscaldata di un coltello o di una spatola, passatela sopra l'imperfezione e pareggiate, ma state attenti a non esagerare col calore o rischierete di caramellare lo zucchero (di certo, con questa operazione, rischiate però di perdere l'effetto lucido della glassa, ma almeno renderete l'aspetto più omogeneo).

Ricapitolando gli ingredienti per una cassata da circa 25 cm Ø

  • 500 gr di pan di spagna o pasta biscotto.
  • 400 gr di pasta di mandorle verde
  • crema di ricotta (la mia è: 500 gr di ricotta frullata con 150 gr di zucchero semolato alla quale vanno aggiunti 20 gr di zuccata, 20 gr di cedro candito, 20 gr di arancia candita, 100 gr di gocce di cioccolato fondente)
  • glassa di zucchero (a vostra scelta o quella da me proposta)
  • frutta candita assortita
  • ghiaccia reale per la classica decorazione barocca (che però io non ho fatto)

Per l’assemblaggio vi rimando a questo meraviglioso video :D


 Spero di postare almeno un'altra ricetta prima di Pasqua, ma se così non sarà vi anticipo i miei auguri.
Buona Pasqua a tutti ^_^
***Gialla***

Aggiornamento del 28/12/2011
Ecco la versione che ho realizzato per il giorno di Natale (2011)
Questa volta ho anche aggiunto qualche decorazione con la glassa reale bianca (più decorerete più sarà "secondo regola barocca") e qualche fogliolina di vischio :)