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24 febbraio 2016

Vini Lidl e la beffa della selezione del Gambero Rosso

Il Gambero Rosso seleziona per Lidl una serie di vini e fin qui va tutto bene; succede che questa selezione vada resa nota, pubblicizzata, diffusa, ecco, qui forse qualche problema c'è stato.

Lidl imposta una bella paginetta nel suo sito web con il grande annuncio "CANTINA LIDL SELEZIONE GAMBERO ROSSO", io consumatore me ne compiaccio e scorro la pagina, leggo che degli esperti del Gambero Rosso ALTAMENTE QUALIFICATI hanno assaggiato e valutato i vini della cantina Lidl, leggo dell'attenzione alla regionalità ed alla tradizione italiana di questi vini e continuo a compiacermene. 
Ad ogni bottiglia sono stati assegnati da 1 a 3 cavatappi, bene, iniziamo a vedere quali sono i vini selezionati, guardo l'etichetta, sposto lo sguardo sulla descrizione del vino e... scoppio a ridere. 

Si leggono frasi come "sa di poco però", "forse un po' troppo dolce", "un po' di solforosa",  "attacco dolciastro, salvabile"... qui verrebbe da citare Full Metal Jacket con un sonoro "mi prendi per il culo?" (non offendetevi, è una citazione simil colta).

A questo punto ci si chiede: Epic Win o Epic Fail? Di certo non Epic Wine!
Sono state pubblicate le bozze o siamo su Candid Camera ed era tutta una strategia per attirare l'attenzione? A voi la sentenza!

Buon Epic WINE a tutti!

***Gialla***

29 marzo 2012

Moscato&Salato: Polpette dal "cuore tenero" al moscato passito "La Bella Estate"


La barca di polpette naviga verso " La Bella Estate"...

Le sfide mi piacciono, soprattutto in ambito comunicativo e gastronomico, parlo di quelle che fai con te stesso, mettendo alla prova le tue conoscenze e capacità; è un modo per imparare e per crescere.

Chi segue il mio blog da un po’ di tempo sa bene che faccio sparire uova/burro/latte dalle torte, inserisco la birra in creme e frolle e rischio abbinamenti particolari.

Qualche mese fa mi è arrivata una proposta, riuscire a realizzare una ricetta salata che accompagni uno dei vini dolci per eccellenza, un moscato passito e per l’esattezza “La Bella Estate”, il Piemonte Moscato Passito di Terre da Vino prodotto da vigneti piemontesi ed interamente gestiti a basse rese.

La cosa non mi ha "spaventata", per una che ama il contrasto dolce e salato non poteva che essere un piacere sperimentare in tal senso.

 Non sono stata l’unica foodblogger contattata, bensì è stato indetto un vero e proprio contest (Moscato&Salato) tra tutti quei blogger che compariranno tra le pagine del libro "Fornelli in Rete" edito da Malvarosa e scritto da FrancescaMartinengo.
L’uscita del libro è prevista il prossimo maggio e  verrà presentato ufficialmente durante il Galà delle Stellle 2012 che si terrà a Barolo presso l'azienda vinicola Terre da Vino.

Per dirvela tutta, me la sono presa comoda... mooolto comoda, il contest scade tra pochi, pochissimi giorni, esattamente SABATO 31 o.O 
Volevo pensarci bene, volevo fare qualcosa di bello e particolare, poi però ho riflettuto sul messaggio che si vuole dare con questa iniziativa: far comprendere che un vino dolce non accompagni esclusivamente portate altrettanto dolci. Uscire un po’ dagli schemi, come avvenne quando fu sdoganato il vino rosso bevuto sul pesce, per intenderci.

È così che nasce l’idea di proporre e di proporvi delle polpette  di facilissima realizzazione e con ingredienti facilmente reperibili, in fondo il messaggio è rivolto a tutti e non solo ai cultori dei fornelli.

Le polpette sono uno dei piatti più amati, ricordano “casa”, sono uno dei comfort food per eccellenza e almeno una volte nella vita le abbiamo mangiate.

Inoltre il vino proposto rievoca sia dal punto di vista del nome, che per i profumi  ed i colori dell’etichetta l’estate; così mi viene da pensare a quelle giornate calde, quando ci si concedono le coccole dei raggi del sole, quando si torna a casa al tramonto, quando è più facile passare del tempo con gli amici.

Ecco, le mie polpette sono un po’ tutto questo: sono il ricordo di una coccola (quante polpettine fritte andavo rubacchiando a mamma mentre le preparava), di qualcosa che puoi preparare per tempo così da trovarla pronta al tuo ritorno a casa, che puoi mangiare fredde o calde in un sol boccone e usando solo due dita così da avere l’altra mano libera per tenere un bicchiere di vino da sorseggiare durante un aperitivo tra amici.

In più la loro forma e i loro ingredienti sono un omaggio all’unione tra la mia sicilianità e l’essere piemontese del vino: uno scrigno che racchiude un cuore cremoso come le arancine al burro siciliane e le nocciole e la robiola piemontesi che incontrano l’uvetta (o uva passa) utilizzata in un piatto salato come nella migliore tradizione della mia terra.

Per finire, il moscato passito non è solo da accompagnamento, ma è anche parte integrante della preparazione di questo piatto.

Durante la sua realizzazione, preparatevi ad essere avvolti da un profumo inebriante che tormenterà le vostre papille gustative sino al momento di poter gustare queste semplici, ma gustose e avvolgenti (grazie al loro cuore tenero e cremoso) polpette.


Polpette dal "cuore tenero" 

al moscato passito


Ingredienti:
  • 200 g robiola
  • 40 g nocciole tostate (già sgusciate)
  • 20 g uvetta
  • 500 g tritato di vitello 1° taglio
  • 1 uovo medio
  • 2 fette di pancarré
  • 2 cucchiai di latte
  • ½ bicchiere di acqua bollente
  • ½ bicchiere di moscato passito “La Bella Estate”
  • Sale, pepe bianco, prezzemolo e olio d’oliva q.b.


Tritate grossolanamente le nocciole.
In una ciotola lavorate la robiola rendendola ben cremosa, aggiungete le nocciole, l’uvetta (non ammollata in acqua) e una macinata di pepe bianco.
Aiutandovi con due cucchiaini, create delle piccole palline di composto (circa la grandezza di una nocciola col guscio) e riponetele nel congelatore.
Lasciate un cucchiaio del composto non congelato.

In un altro contenitore lavorate il tritato con l’uovo, il pancarrè precedentemente ammollato con il latte e ben strizzato, il prezzemolo e un’altra macinata di pepe bianco (sta al vostro gusto decidere di metterlo sia nel ripieno che nella carne, oppure in una sola delle parti).

Ora componete le polpette.
Si procede nello stesso modo di quando vengono realizzate le arancine siciliane.
Nel palmo di una mano ponete un po’ del composto col macinato, schiacciatelo ricavandone uno strato sottile, riponetevi la sfera di robiola al centro e, aiutandovi con le dita (come a voler chiudere il pugno) fate sì che la carne la ricopra totalmente.
Modellate la polpetta dandole una forma il più possibile sferica e procedete con le altre.
Mi raccomando, fate bene attenzione che la carne risulti ben sigillata, altrimenti in cottura rischiate che fuoriesca il ripieno di formaggio.

Quando le avrete preparate tutte, friggetele in olio d’oliva e lasciatele scolare su carta assorbente.

Rimette le polpette nel tegame dove le avevate fritte (buttando via l’olio di frittura), aggiungete l’acqua, il moscato passito ed il cucchiaio del composto precedentemente ottenuto con la robiola, lasciate restringere a fuoco lento sino a quando l’alcol non sarà evaporato e sarà venuto a formasi un goloso intingolo.

  Consigli e suggerimenti:

  • Nel caso in cui vogliate mangiarle con le suddette “due dita”, quando andrete a creare l’intingolo, non mettete nel tegame anche le polpette, ma servitele asciutte e accompagnate da una ciotolina con dentro questo. 
  • A vostro piacere potrete aumentare le dimensioni delle polpette (in questo caso, finite la cottura di queste in forno (200° per pochi minuti, in base alla dimensione) altrimenti rischierete di farle rimanere crude al centro) e/o aumentare la quantità di intingolo, magari se non le mangerete come stuzzichino per un aperitivo, ma come secondo di carne per una cena.


 Buone polpette, buon cuore tenero, 
buoni ricordi e buon "sentore d'estate" a tutti ^_^
***Gialla***

Seguite il contest su:twitter #MoscatoeSalato e facebook Terre da vino

5 dicembre 2011

Il Wine&Cooking Show di Degustavi12a 2011 - aih aih che delusione!


Buongiorno!
Finalmente torno a scrivere, in realtà non ho mai smesso, solo che gli argomenti che sto trattando per ora sono abbastanza importanti e voglio approfondirli quanto più possibile prima di parlarvene. Da dopo la laurea ad oggi ho iniziato a frequentare molto di più l’ambiente dell’enogastronomia, sto conoscendo tante persone interessanti che sono sicura potranno insegnarmi davvero molto!

Oggi vi racconto di sabato sera; no, niente discoteca e nemmeno chissà quali grandi follie. Sono stata a Degustivina, manifestazione che vede protagonista il vino e giunta ormai alla sua dodicesima edizione. In realtà, lo ammetto, di enologia ne so ben poco, ma sono ben disposta ad imparare. Il vero motivo per cui mi trovavo lì era il wine&cooking show che vedeva protagonista un mio carissimo virtual-amico chef, Marcello Valentino, ormai sono un paio di anni che dobbiamo incontrarci e questa è stata una buona scusa.



Mi sono recata alla manifestazione con tutte le migliori aspettative con al seguito fidanzato, mamma, papà e zii; mi ero detta, è un evento che si ripete da dodici anni = sarà organizzato ormai perfettamente; lo chef è piuttosto affermato ed il menù proposto m’intriga parecchio = mangerò benissimo… Ecco, avete presente quando vi dicono che non è bene avere aspettative di un certo tipo?! Ogni tanto è bene dare retta a queste voci!

L’organizzazione, per quel che ho vissuto, non è stata assolutamente all’altezza dell’evento; tralasciamo i ragazzini ubriachi che ciondolavano di qua e di là, donzelle che a malapena si reggevano sui tacchi e cavalieri che in cambio di un altro bicchiere le avrebbero lasciate spalmate sul pavimento e passiamo ai disagi veri e propri:

- il wine&cooking show si è svolto in un’area circondata da pannelli che sono risultati decisamente bassi per riuscire ad isolare realmente la zona, la conseguenza? Un rumore quasi assordante dato dal vociare e dalla musica di sottofondo che riecheggiava per tutto il grande padiglione che ci impediva di poter capire a pieno (quasi per nulla, direi), nonostante l’uso del microfono, quel che veniva detto da di chi prendeva la parola.

- per quanto riguarda i piatti, mi dispiace veramente tantissimo non averli potuto apprezzare a pieno in quanto due su quattro non sono giunti al tavolo con la giusta temperatura di servizio bensì freddi freddi freddi e parlo del primo e del secondo. Non metto in dubbio la professionalità dello chef, in molti mi hanno detto di aver mangiato divinamente ai suoi pranzi ed alle sue cene, credo dipenda piuttosto dal servizio vero e proprio, troppo lento per quel tipo di degustazione!
Mousse di patate al limone con polvere di porcini su cialda di pane nero
Quando burrosità, leggerezza e freschezza convivono perfettamente!

Gnocchetti di semola con fonduta di provola e pancetta croccante
Un'apparente "normalità" interrotta da piacevoli note sapide e piccanti.

Maialino dei Nebrodi al Nerello Mascalese con mousse di frutta speziata
Piatto un po' troppo dolce, ma una cottura del maiale decisamente da 10 e lode.

Crema di Natale - mousse di pandoro con canditi, granella di pistacchio, fonduta di cioccolato e bagna al passito
Se i bambini amano il pandoro ed i grandi il panettone, i golosi vorrebbe di certo fare il bagno in questa mousse!

- passando al vino, l’ho già detto, non sono affatto esperta in materia, ma credo che degustare 13 vini nell’arco di meno di due ore e con solo quattro pietanze sia eccessivo! Come se non bastasse la loro descrizione è stata fatta in asincrono dall’assaggio, non si può pretendere che ci si ricordi tutto, e per giunta dagli stessi produttori e non da un sommelier super partes.
Sugli abbinamenti non mi pronuncio più di tanto non avendo chissà quale gusto affinato sul vino, ma credo che non fossero del tutto perfetti, soprattutto per quelli relativi all’antipasto, spero che tra coloro che leggeranno questo post ci sia qualcuno che possa rassicurarmi in merito (magari qualcuno presente alla cena o qualcuno che leggendo la descrizione dei piatti ed i vini abbinati possa farsi un’idea).



QUESTI I VINI DEGUSTATI

Con l'antipasto:
Nicosia - Nerello Mascalese
Duca di Salaparuta - Lavico
Feudo Montoni - Vrucara

Con il primo:
Castelluccimiano - Perricone
Rallo - Rujari
Baglio del Cristo di Campobello - Adenzia Rosso

Con il secondo:
Baglio di Pianetto - Cembali Nero
Firriato - Harmonium
Orestiadi Vini - Ludovico

Con il dolce:
Baglio di Pianetto - Raìs
Fausta Mansio - Passito
Florio - Morsi di Luce 



Mi dispiace veramente tanto per come sia andata, mi aspettavo decisamente di più! In compenso la serata è ugualmente andata bene, tutti eravamo belli sorridenti (giuro che ho finito il contenuto di soli due bicchieri, gli altri li ho solo assaggiati! Ma si sa… assaggia qui, assaggia lì…), ho rivisto la mia adorata Alessandra (Essenza di cannella) e conosciuto la simpaticissima Pecorella di Marzapane :D



In ogni caso: buone degustazioni a tutti ^_^
***Gialla***