giovedì 29 dicembre 2011

INSIEME c'è più gusto! Buon anno con una torta speciale

Ve ne ho già parlato qui, a me l’ultimo dell’anno non piace allo stesso modo di chi detesta le cene ed i pranzi di Natale con i parenti. Il conto alla rovescia mi mette ansia come se stessi aspettando chissacchè.
Poi in fondo cosa cambia? Solo il numero dell’anno e quello della mia età… shhh non dite niente, no, non è bello essere nati il primo dell’anno… assolutamente NO!
Sempre qui vi faccio qualche esempio.
Ritornando al così detto Veglione di San Silvestro, fosse per me lo festeggerei solo in onore del più famoso gatto :p !!!


Tornando seri, mi dite voi perché mai uno dovrebbe stressarsi nel cercare la festa migliore, quella con più gente, quella più scintillante, quella con più botti, quella con più cibo, quella con più alcol, quella con più, più e più… ? Per quel che mi riguarda il miglior veglione è quello con le persone più intime, quelle con le quali non serve assolutamente nulla di più che stare insieme per divertirsi. Se sto con le persone giuste di certo mi sento al sicuro e posso affrontare senza troppa “paura” quel dannatissimo conto alla rovescia. Purtroppo riunire le persone più care non è sempre facile, mi sa che ci si debba pensare con un anno d’anticipo, gli impegni e le esigenze personali non sempre rendono le cose facili.
Quest’anno le proposte e gli inviti non sono affatto mancati, ringrazio tutti, ma ad ognuna mancava qualcosa sia dal punto di vista logistico sia di “magia”…

Nannao però ha trovato senza troppa fatica quello che è il miglior modo per finire l’anno con lo spirito giusto e soprattutto magico!

Qualche sera fa mi ha detto: «a me basta solo essere tu ed io».
In effetti lo abbiamo già fatto qualche anno fa e non è stato affatto male, così ripeteremo l’esperienza.

Andremo a fare la spesa, cucineremo insieme (ormai avete capito che è una di quelle cose che ci piace tanto fare) e staremo bene :)
Il menu? Lo ha scelto lui… non è affatto nulla di sofisticato e studiato per l’occasione, ma comprende quei piatti simbolo delle nostre cucinate insieme durante questi 8 anni.
Faremo i rösti, i bocconcini di carne in salsa worcester e tabasco, le verdure saltate in padella e per finire un dolce improvvisato (apriremo gli armadietti della dispensa e decideremo secondo le voglie dell’ultimo minuto, come facciamo spesso la sera quando siamo insieme).

A proposito di dolce preparato insieme, non vi ho fatto ancora vedere la nostra ultima torta… quella per il nostro comple-versario… questa volta Nannao non si è dedicato solo a pesare gli ingredienti, a montare le uova e a mescolare… ma ha anche avuto il suo primo incontro con la pasta di zucchero e le prime decorazioni con questa… e vi assicuro che è stato BRAVISSIMO! ^_^ 
Scusateci per le foto e per la forma della torta non eccezionale, ma abbiamo fatto tutto nel giro di una serata; quando abbiamo finito era quasi l'1 di notte XD e ovviamente  abbiamo aspettato solo pochi istanti per fare qualche foto per poi papparla :p


Torta gatto e paperella al limone 


Ingredienti e preparazione:

Per il pan di spagna (tortiera di 20 cm Ø):
  • 4 uova
  • 200 g di farina 00
  • 200 g di zucchero
  • Scorza grattugiata di un limone
  • 1 cucchiaino da tè di lievito per dolci 
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • 4 cucchiai di acqua tiepida

Montate le uova con lo zucchero fino a renderle bianche e spumose (circa 10 minuti).
Setacciate la farina con il lievito, aggiungete la scorza del limone, l’olio e l’acqua.
Unite al composto ottenuto le uova montate con lo zucchero procedendo poco per volta e dal basso verso l'alto.
Versate il tutto nella tortiera.
Infornate a 180° C per circa 30 minuti, fate sempre la prova dello stecchino.

Per la crema al limone
  • 4 tuorli
  • 200 g di zucchero
  • 100 g di fecola di patate
  • 1 l di latte

La scorza di un limone ricavata utilizzando il pela patate
Mettete i tuorli in una casseruola: incorporate lo zucchero e la farina setacciata e, mescolando in continuazione per evitare grumi, amalgamate gli ingredienti alla perfezione. Quindi diluite con il latte freddo che verserete molto lentamente rimestando sempre. Aggiungete la scorza di limone, ponete il composto sul fuoco e portatelo ad ebollizione, continuando a mescolare: abbassate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire sino a quando il mestolo non lascerà sulla superficie una scia, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare (per evitare che venga a crearsi sulla superficie della crema la classica patina soda fate aderire a questa, quando è ancora calda, della pellicola per alimenti).

Per la crema di burro
  • 80 g di burro
  • 160 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di latte circa

Amalgamate il tutto sino ad ottenere una crema liscia

Per la pasta di zucchero
  • 30 ml acqua
  • 5 g di colla di pesce
  • 50 g di glucosio
  • 450 g di zucchero a velo

Mettete la colla di pesce a bagno nell'acqua in un pentolino, quando questa si sarà ammorbidita mettete il pentolino sul fuoco e aggiungete il glucosio.
Quando il tutto sarà sciolto e risulterà trasparente togliete il tutto dal fuoco.
In un robot mettete lo zucchero a velo ben setacciato ed incorporate il composto liquido precedentemente ottenuto.
Fate lavorare alla massima velocità.
Capirete che la pasta di zucchero sarà pronta quando si staccherà dalle pareti.
A questo punto, rovesciatela in una spianatoia e lavoratela sino a che sarà morbida e non più appiccicosa (non aggiungete altro zucchero!!!). 
A questo punto è pronta per le vostre decorazioni. 


I miei trucchi per la pasta di zucchero:
  • tra una lavorazione e l’altra conservatela in contenitori emetici;
  • la più o meno facilità di lavorazione della pasta di zucchero dipende anche dall’umidità presente nella stanza, più ve ne sarà, più sarà facile lavorarla;
  • per non farla appiccicare al piano di lavoro io preferisco utilizzare una parte di zucchero a velo ed una di amido di mais o di fecola di patate;
  • tra la torta e la pasta di zucchero è bene spalmare uno strato sottilissimo di crema di burro (la mia si ottiene mescolando una parte di burro morbido con 2 parti di zucchero a velo e tanto latte quanto basta per rendere cremoso il tutto: 80 g di burro, 160 g di zucchero a velo, 1 cucchiaino di latte circa);
  • l’ideale sarebbe decorare la torta dopo che questa è stata un’intera notte in frigorifero per due motivi: 1) sarà più saporita al gusto, 2) avrà auto tutto il tempo di assestarsi e di essere più soda e quindi più facile da decorare.
  
Assemblaggio:
Ho tagliato il pan di spagna in tre strati e li ho bagnati con dell’acqua tiepida nella quale avevo sciolto poco zucchero (calcolate circa 1 cucchiaio raso di zucchero ogni 200 ml, non volevo che la bagna risultasse troppo dolce).
Ho farcito ogni strato con la crema al limone.
Ho ricoperto l’intera superficie della torta con la crema di burro e lasciato raffreddare in frigorifero.
A questo punto siete pronti per decorare come meglio preferite. Io ho optato per una copertura uniforme bianca con dei decori sia di pasta di zucchero che di glassa reale.

Noi seri mai!!!
Buon 2012 a tutti ^_^ 
che possiate avere sempre al vostro fianco delle persone speciali!
***Gialla***

sabato 24 dicembre 2011

Buon “casotto” Natale a tutti ^_^ con i nostri bisco-alberelli

biscotti di natale
biscotti di natale
biscotti di natale

Spesso per convenzione si auspica un “sereno” Natale o, in alternativa, “felice”; 
io ve lo auguro ricco di taaanta confusione, di tavole giganti, di file chilometriche alla cassa, di indecisioni perenni sui regali da fare, di “litigate” al banco della carne o del pesce per chi deve aggiudicarsi il pezzo migliore, di parenti che urlano, di abbracci in stile “piovra” da parte della zia che puzza di naftalina e di cui non sapevate l’esistenza, di capannelli dediti al “taglio e cucito”, di regali kitschissimi, di sciarpe bianche e maglioncini rossi, di pasti da 33 portate (come faceva mia nonna), di palline di natale tirate via dall’albero dalle manine o dai calci di bimbi che di stare seduti non ne vogliono proprio sentir parlare e di poesie recitate ad alta voce o sussurrate timidamente dal piccolo prodigio dell’anno.

Sarò strana e fuori dal comune, ma a me tutto questo manca e non vedo l’ora che possa riaccadere!!! Intanto, questa sera, io, Saponetta, mamma e papà ci spalmeremo sul divano a guardare un bel cartone animato :)

Vi lascio con le foto di una parte degli alberelli fatti con Nannao e diventati, ormai da tre anni, il simbolo di questi nostri giorni di festa. 
La prima volta erano semplicissimi, lo scorso Natale li avevamo fatti in stile "bon ton"

biscotti di natale
Perdonate la foto, ma è l'unica che ho :( di quelli del 2010

quest'anno abbiamo deciso di "addobbarli" senza pensarci troppo su: seri, divertenti, bambineschi e soprattutto "sognanti". 
Il risultato è stato quello di quando si dà a dei bimbi il compito di decorare l'albero... un tripudio di colori e generi!


biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

biscotti di natale

Buon “casotto” Natale a tutti ^_^
biscotti al cioccolato
***Gialla***

biscotti decorati glassa reale pistacchio  zucchero

mercoledì 21 dicembre 2011

Ciocco-cocco: i cioccolatini al cocco chiccosi


Come siete messi a regali? Tutti presi? Io ovviamente NO :( ci si è messa anche la febbre… così ieri sera avevo dichiarato «cascasse il mondo, io domani esco a comprare gli ultimi pensierini!» vi giuro che non dicevo sul serio circa il mondo, sta di fatto che questa mattina c’è un vento inenarrabile che si va a sommare a freddo e pioggia… Lo dico anche oggi: «BRRRR»!

Dato che sono a casuccia avvolta nel mio plaid, ne approfitto per presentarvi dei cioccolatini facilissimi (quasi in maniera imbarazzante) e… chiccosi chiccosi che vanno benissimo sia per Natale che per Capodanno, basta cambiare un po’ il colore, di cosa? Dei glitter…ebbene sì! Inoltre sono anche un’idea carina da regalare :)

Questi cioccolatini nascono un po’ per caso, io e Nannao stavamo facendo i nostri ormai famosi alberelli di Natale, una volta finiti erano avanzati un po’ di cioccolato fuso e della farina di cocco, così ho mescolato tutto insieme e tadannnn cioccolatini pronti!

Ciocco-cocco

Ingredienti:
  • 100 g cioccolato fondente
  • Farina di cocco q.b.
  • Glitter edibili q.b.

Fate fondere il cioccolato (a bagnomaria o al microonde), aggiungete la farina di cocco sino a quando non otterrete un impasto dalla consistenza malleabile, dovrete riuscire a dargli la forma utilizzando le mani.  Preparate le vostre palline, una volta pronte fatele rotolare sui glitter e mettetele in frigorifero per farle indurire.
Servite, però, a temperatura ambiente.

Buoni regali a tutti ^_^
***Gialla***


martedì 20 dicembre 2011

La mia pozione magica: tisana al cacao


«Brrrr!!!» Questa è l’espressione che ho ripetuto più frequentemente oggi, mi sono svegliata con la testa pesante e sentendo prima caldissimo e subito dopo freddo, ma non normale, proprio freddo freddo!!! Mi sono guardata in giro chiedendomi se fossero passati a farmi visita gli amici pinguini, ma no, a casa c’erano 21.3° C… «mumble mumble, qualcosa non va!- pensai- vuoi vedere che…» Esatto, quella disgraziata della febbre era tornata a farmi visita! Niente di troppo grave, era solo quella fastidiosissima a 37.2, la mia solita temperatura scema che mi fa sentire fiacca, con la testa che gira e che non mi permette di toccare minimamente qualsiasi cosa che abbia una temperatura inferiore ai 20 gradi senza gelare :/
Quando sto male (ma non credo succeda solo a me) ho la necessità assoluta di tante, tantiiiissime coccole (Nannao direbbe: «non solo quando stai male!!!» XD); da qualche mese a questa parte ho scoperto una coccola golosa e salutare allo stesso tempo (ho lasciato perdere l'idea di rapire ed obbligare Nannao a farmele 24ore su 24…), una tisana profumatissima al cacao.
Ve lo dico prima, è la spudorata imitazione di una più famosa che si trova in vendita da NaturaSì… la Choco della Yogi Tea. Quando la provai per la prima volta mi piacque tantissimo, considerate che ho una vera e propria passione per tè e tisane, per non parlare poi di quella che ho per il cioccolato in tutte le sue declinazioni e forme :), lessi subito gli ingredienti e tadan… «ma io li ho quasi tutti!!!», sperimentando quasi come se fossi una streghetta provetta ecco che puff… la pozione riuscì BUONA, RIGENERANTE e assolutamente COCCOLOSA ^_^
In ogni caso, è perfetta per ogni occasione, è di certo una botta di felicità, visti anche gli ingredienti, ed aggiungerei che è perfetta da sorseggiare in questo periodo grazie al suo odore decisamente speziato che fa tanto Natale!

Tisana al cacao
cioccolato

Ingredienti per 500 ml di acqua:
(i cucchiaini s’intendono della dimensione di quelli da tè)
  • 2 cucchiaini di cacao amaro
  • ½ cucchiaino di zenzero in polvere
  • 10 semi di anice (poco meno di ⅓ di cucchiaino)
  • 2 bacche di cardamomo
  • Un pezzetto di stecca di cannella (a vostro gusto)
  • Un pizzico di pepe bianco (io calcolo una macinata o la punta di un cucchiaino)
  • Zucchero q.b. (assaggiate la tisana ottenuta e solo dopo decidete quanto aggiungerne, potreste berla anche senza)


Unite tutti gli ingredienti insieme.
Gli unici accorgimenti da prendere sono:      
¨     tagliare le bacche di cardamomo e prelevarne i semi al loro interno;
¨     spezzettare la cannella;
¨   se i fori del colino dovessero essere troppo grandi, rivesti telo con della garza (la trovate facilmente in farmacia), con questa potreste direttamente fare delle bustine oppure vendono dei colini in stoffa, io personalmente uso quello in acciaio;
¨     le dosi che vi ho indicato sono puramente soggettive, potreste come in molte altre occasioni sia modificarle che sostituire direttamente gli ingredienti;
¨    se volete, primi di mettere il composto all’interno del colino potrete pestarlo un po’ nel mortaio, questo vi aiuterà a diminuire il tempo d’infusione;
¨     l’infusione non sarà, in ogni caso, mai inferiore ai 5-7 minuti; io addirittura lascio il colino all’interno sino al’ultimo sorso, non c’è il rischio che la tisana diventi amara ed in più sono convita che faccia “effetto stufa” e che quindi me la mantenga più calda.

Buona coccola a tutti ^_^
***Gialla***


p.s. dedico questa tisana alla mia adorata Donatella

mercoledì 14 dicembre 2011

La non-ricetta della cuccìa: Santa Lucia tra verità e mito

Versione casa Gialla
I racconti mi hanno sempre affascinata: aneddoti, morali, lieto fine mi fanno questo effetto. Questi si archiviano nella mia mente sottoforma di piccoli spettacolini e avviene lo stesso quando devo narrarli… alla fine mi ritrovo che zompetto da una parte all’altra della stanza gesticolando e cambiando il tono della voce; sarà forse merito/colpa di essere “figlia d’arte”, come disse il mio professore di teatro facendo riferimento a quando mia mamma (sua alunna quando lui era professore di francese) inventava storie strappalacrime (e lui sì che pianse…) per evitare di essere interrogata.

Ad ogni modo, tutto quello che mi viene raccontato a mo’ di storiella rimane ben impresso nella mia mente sia che si tratti di argomenti sacri che profani.

Santa Lucia ed i rituali, seppur in gran parte assolutamente pagani, legati al giorno della sua festa mi sono particolarmente cari, sarà perché lei è la protettrice degli occhi… ed io sono assolutamente una talpa di prima categoria (credetemi sulla parola, non costringetemi a raccontarvi di quando parlavo con un peluche convinta che fosse Nannao -.-”””” Doh! L’ho appena fatto >.<). Certo è che io la festeggio, ma lei mica mi sta facendo migliorare! Non sarà mica che la festeggio un po’ troppo facendo il bagno tra arancine e cuccia e mi ritrovo con l’effetto contrario?!?!?

La storia di Santa Lucia viaggia tra verità e mito, Giuseppe Capodieci nelle Memorie di S. Lucia scrive: «Occorre in quest'anno (1763) una grande carestia sino al 9 gennaio, in cui suole esporsi il Simulacro di S. Lucia, per la commemorazione del terremoto del 1693. Nel farsi al solito la predica, esce di bocca al predicatore che S. Lucia poteva provvedere al suo popolo col mandare qualche bastimento carico di grano. In effetti, il giorno dopo, arriva dall'Oriente nel porto una nave carica di frumento e sul tardi un bastimento, che era stato noleggiato dal Senato; poscia un vascello raguseo, seguito ancora da altri tre, sicché Siracusa, con tale abbondanza che appare a tutti miracolosa, può provvedere molte altre città e terre di Sicilia. Il padrone di una delle dette navi dichiarò che non aveva intenzione di entrare in questo porto, ma vi fu obbligato dai venti e seppe che era in Siracusa dopo aver gettato l'ancora; aggiungendo che, appena entrato in porto, si era guarito di una malattia agli occhi che lo tormentava da qualche tempo».

In Sicilia si racconta che le navi furono prese d'assalto dalla gente che prese con sé il grano che venne lessato e consumato senza altri ingredienti a causa della carestia.
La tradizione, quindi, vorrebbe che il grano sia mangiato nel modo più semplice possibile… 

Ma si sa, i cibi festivi e rituali hanno sempre la tendenza a diventare sempre più ricchi (non sono pochi quelli che chiamano il giorno di Santa Lucia “Arancina’s Day”), così pian piano vennero accostati al grano i legumi, gli altri cereali e… la carne, il formaggio, le patate, il cioccolato, i canditi e tanto altro ancora sino ad arrivare alle infinite portate che vengono consumate ogni anno durante questa festa. A casa mia, per esempio è raro che manchi il bollito e mi sa che il grano, forse, l’ha visto passare solo l’animale mentre era nell’allevamento!

Poi ci sono loro, i due piatti "simbolo"cuccìa ed arancine (uff… lo devo proprio scrivere??? Ok… anche dette arancinI… argh! :p). La prima, il grano lo ha proprio come elemento base; la seconda… beh, lo ha visto solo nella panatura (altra cosa che non andrebbe fatta, niente grano raffinato, né tantomeno lavorato e lievitato per Santa Lucia!!!).

Parlando di cuccìa, non sto qui a darvi la ricetta… vi dico solo questo: voi lessate il grano, poi aggiungete tutto quello che può renderla golosa al vostro palato!
La troverete in tantissime case, ma mai preparata allo stesso modo, si potranno usare gli stessi ingredienti, ma le proporzioni cambieranno sempre!!!
Da me si usa così. La sera prima vengono preparate quattro ciotole: la prima contiene il  grano cotto (ben cotto), la seconda la ricotta frullata con poco zucchero, la terza il cioccolato fondente tagliato grossolanamente col coltello e la quarta la zuccata (zucca candita) a cubetti; poi ognuno decide il suo mix perfetto! Morale, nemmeno tra i quattro componenti della famiglia esiste una versione sola, vi dirò di più io stessa vario le proporzioni in base al momento della giornata in cui la consumo.
Se non siete ancora convinti vi do una piccola dimostrazione: in questo momento a casa abbiamo, oltre la “nostra versione”, anche quella di casa di Nannao e quella di mio zio :)

Versione casa Nannao
Versione zio Franco

Altra piccola informazione, mica la cuccìa è solo siciliana e mica è legata solo a Santa Lucia! Già, si prepara anche a Tolve, a Brindisi di Montagna, a Potenza per la Commemorazione dei Defunti, a Platì, in provincia di Reggio Calabria, per la festa di S. Nicola (come avviene in alcuni paesini siciliani), a Muro Lucano, a Picerno e a Tito la consumata  il 1° di maggio come “cura preventiva” in quanto, dicono, eviti la penetrazione di moscerini attraverso il foro dell'ano o dei genitali.

Nonostante le passate diatribe sull’attribuzione della provenienza della parola “cuccìa” , pare che oggi tutti siano d’accordo nel farla derivare dal greco ta ko(u)kkía (ovvero “i grani”); sembra, inoltre, che in Grecia essa venisse già consumata in epoca già cristiana proprio come cibo rituale per la commemorazione dei defunti. Dalla Grecia si è poi diffusa in Europa orientale e verso l’Italia meridionale. La sua preparazione ricorda la vivanda greca (kóllyva) a base di grano cotto mescolato con chicchi di melograno, uva passa, farina, zucchero in polvere e altri ingredienti distribuita a fine messa per glorificare i defunti, e la kutjà russa, che era a base di grano (o miglio, orzo, riso) bollito.


Racconti su questa festa e sui piatti ad essa dedicati ce ne sono tanti altri, voi quali conoscete?

Alcune fonti:
Vladimir Ja. Propp, Feste agrarie russe, Bari, 1978, p. 47. Angelo De Gubernatis, Storia comparata degli usi funebri in Italia e presso gli altri popoli indo-europei, Milano, 1878, p. 50.
Maria Teresa Greco, Dizionario dei dialetti di Picerno e Tito, Napoli, 1991, pp. 168-169.
Alberto Vàrvaro, Vocabolario etimologico siciliano, Palermo, 1986, vol. I, s. vc.



Buona rivisitazione della tradizione a tutti! ^_^
***Gialla***

sabato 10 dicembre 2011

Quando meno te lo aspetti: tortine di carote con farine di mais e riso


L’aria di Natale arriva; anche quando pensi che per il secondo anno di seguito non potrà esserci, lei c’è… ti coglie all’improvviso, ti rilassa e latentemente ti fa sentire un minimo in colpa per la serenità e la felicità che ti sta invadendo la mente.

Non ho mai celato la mia passione per questa festa, il mio Natale non è quello vissuto nella regola della religione, no, mi perdoni chi può sentirsi urtato da ciò, ma è quello visto con gli occhi di un bambino, con quelli di chi riesce ancora a stupirsi per le piccole cose, che rimane incantato dalle mille lucine, non è lo sfarzo, ma la magia!

Ieri è successo proprio questo, dopo pranzo, io e Saponetta stavamo sistemando la cucina quando ci accorgiamo, saltellando da un canale all’altro, che stava per iniziare uno di quei film tipici di questo periodo: luci, addobbi, sorrisi, amori smielati e chi più ne ha più ne metta. Da lì a trovarci sul divano accoccolate e strette strette sotto il plaid con vicino qualcosa di caldo da sorseggiare il passo è stato decisamente breve, sono i nostri pomeriggi natalizi e non ce li facciamo di certo scappare.

Il film termina col solito lieto fine, Saponetta è lì che dorme ed io da brava sorellina la copro e la lascio riposare; io non ho sonno e anzi mi è venuta una gran voglia di cucinare qualcosa che mi ricordi il periodo di quando ero alta poco più di un metro, qualcosa che possa lasciare in me ancora per qualche ora quella bella sensazione di essere un po’ piccola ed immersa nella magia. Mi vengono in mente le Camille, uhhh quanto mi piacevano, non le mangiai per tanti anni, anzi vennero presto soppiantate dalle Crostatine, ma il loro ricordo è sempre stato vivo nella mia mente. Ho ancora ben presente la prima volte che ne mangiai una; io, mamma, papà e micro-Saponetta eravamo nel posteggio di quello che allora era CittàMercato, avevamo appena finito di fare la spesa ed io non vedevo l’ora di assaggiare quelle strane merendine fatte con le carote che, nella mia mente, erano ancora rilegate nella categoria delle cose salate!

Ritornando a ieri, le Camille hanno due ingredienti fondamentali: carote e mandorle; niente da fare! Mandorle bandite, mi fanno riempire di puntine :/ ed io ho detto che voglio tornare bambina, mica adolescente… Che fare? Chiudo gli occhi, arriccio il naso ed invoco la lampadina, serve un’idea, occorre trovare un degno sostituto della farina di mandorle… tin! Ecco l’idea, c’è ancora il contest della mia amata (st)renna!!! Ricordate (ST)RE' CHIC la tavola di Natale secondo le (st)Renne? Sìììì, le farine di mais e riso: quella precotta per la polenta, granulosa, magari scricchiola un po’ di più, ma può dare il giusto effetto e quella di riso, più leggera, può aiutarmi a legare meglio il tutto!

Così, eccole qui: tortine di carote (non più Camille, dato che manca il sapore delle mandorle) con farine di mais e riso.


Tortine di carote 
con farine di mais e riso
Tortine chiccosamente "cornute"... o "(st)rennute"???

Ingredienti:
  • 120 g di burro 
  • 140 g di zucchero
  • 140 g di farina di mais 
  •  100 g di farina di riso
  • 150 g carote (peso netto)
  • 2 uova (L)
  • ½ bustina di lievito per dolci
Grattugiate finemente le carote che avevate precedentemente lavato e pelato. Riducete a crema il burro con lo zucchero, incorporatevi le uova e successivamente le farine, le carote ed il lievito.

Amalgamate il tutto sino a che non otterrete un composto omogeneo. Posizionate nello stampo da muffin i pirottini che preferite, in alternativa imburrate ed infarinate, e riempiteli per ¾.
Infornate a 180° C (preriscaldato) sino a quando i vostri tortini non risulteranno dorati, fate sempre la prova con lo stuzzicadenti.

Una volta freddi li ho decorati, con l’aiuto di stencil per biscotti, con dello zucchero a velo.

In teoria, vorrei partecipare con questa ricettina al contest della Cardamoma, ma mi sa che non sono più in tempo… cito: "chiunque può partecipare entro il 10 dicembre";
secondo voi vale che le dica che sto scrivendo in piena notte tra il 9 ed il 10? Che mi sto facendo le corse e che tra poco non mi ricorderò nemmeno come mi chiamo? ^_^


Buona aria di Natale a tutti ^_^
***Gialla***

lunedì 5 dicembre 2011

Il Wine&Cooking Show di Degustavi12a 2011 - aih aih che delusione!


Buongiorno!
Finalmente torno a scrivere, in realtà non ho mai smesso, solo che gli argomenti che sto trattando per ora sono abbastanza importanti e voglio approfondirli quanto più possibile prima di parlarvene. Da dopo la laurea ad oggi ho iniziato a frequentare molto di più l’ambiente dell’enogastronomia, sto conoscendo tante persone interessanti che sono sicura potranno insegnarmi davvero molto!

Oggi vi racconto di sabato sera; no, niente discoteca e nemmeno chissà quali grandi follie. Sono stata a Degustivina, manifestazione che vede protagonista il vino e giunta ormai alla sua dodicesima edizione. In realtà, lo ammetto, di enologia ne so ben poco, ma sono ben disposta ad imparare. Il vero motivo per cui mi trovavo lì era il wine&cooking show che vedeva protagonista un mio carissimo virtual-amico chef, Marcello Valentino, ormai sono un paio di anni che dobbiamo incontrarci e questa è stata una buona scusa.



Mi sono recata alla manifestazione con tutte le migliori aspettative con al seguito fidanzato, mamma, papà e zii; mi ero detta, è un evento che si ripete da dodici anni = sarà organizzato ormai perfettamente; lo chef è piuttosto affermato ed il menù proposto m’intriga parecchio = mangerò benissimo… Ecco, avete presente quando vi dicono che non è bene avere aspettative di un certo tipo?! Ogni tanto è bene dare retta a queste voci!

L’organizzazione, per quel che ho vissuto, non è stata assolutamente all’altezza dell’evento; tralasciamo i ragazzini ubriachi che ciondolavano di qua e di là, donzelle che a malapena si reggevano sui tacchi e cavalieri che in cambio di un altro bicchiere le avrebbero lasciate spalmate sul pavimento e passiamo ai disagi veri e propri:

- il wine&cooking show si è svolto in un’area circondata da pannelli che sono risultati decisamente bassi per riuscire ad isolare realmente la zona, la conseguenza? Un rumore quasi assordante dato dal vociare e dalla musica di sottofondo che riecheggiava per tutto il grande padiglione che ci impediva di poter capire a pieno (quasi per nulla, direi), nonostante l’uso del microfono, quel che veniva detto da di chi prendeva la parola.

- per quanto riguarda i piatti, mi dispiace veramente tantissimo non averli potuto apprezzare a pieno in quanto due su quattro non sono giunti al tavolo con la giusta temperatura di servizio bensì freddi freddi freddi e parlo del primo e del secondo. Non metto in dubbio la professionalità dello chef, in molti mi hanno detto di aver mangiato divinamente ai suoi pranzi ed alle sue cene, credo dipenda piuttosto dal servizio vero e proprio, troppo lento per quel tipo di degustazione!
Mousse di patate al limone con polvere di porcini su cialda di pane nero
Quando burrosità, leggerezza e freschezza convivono perfettamente!

Gnocchetti di semola con fonduta di provola e pancetta croccante
Un'apparente "normalità" interrotta da piacevoli note sapide e piccanti.

Maialino dei Nebrodi al Nerello Mascalese con mousse di frutta speziata
Piatto un po' troppo dolce, ma una cottura del maiale decisamente da 10 e lode.

Crema di Natale - mousse di pandoro con canditi, granella di pistacchio, fonduta di cioccolato e bagna al passito
Se i bambini amano il pandoro ed i grandi il panettone, i golosi vorrebbe di certo fare il bagno in questa mousse!

- passando al vino, l’ho già detto, non sono affatto esperta in materia, ma credo che degustare 13 vini nell’arco di meno di due ore e con solo quattro pietanze sia eccessivo! Come se non bastasse la loro descrizione è stata fatta in asincrono dall’assaggio, non si può pretendere che ci si ricordi tutto, e per giunta dagli stessi produttori e non da un sommelier super partes.
Sugli abbinamenti non mi pronuncio più di tanto non avendo chissà quale gusto affinato sul vino, ma credo che non fossero del tutto perfetti, soprattutto per quelli relativi all’antipasto, spero che tra coloro che leggeranno questo post ci sia qualcuno che possa rassicurarmi in merito (magari qualcuno presente alla cena o qualcuno che leggendo la descrizione dei piatti ed i vini abbinati possa farsi un’idea).



QUESTI I VINI DEGUSTATI

Con l'antipasto:
Nicosia - Nerello Mascalese
Duca di Salaparuta - Lavico
Feudo Montoni - Vrucara

Con il primo:
Castelluccimiano - Perricone
Rallo - Rujari
Baglio del Cristo di Campobello - Adenzia Rosso

Con il secondo:
Baglio di Pianetto - Cembali Nero
Firriato - Harmonium
Orestiadi Vini - Ludovico

Con il dolce:
Baglio di Pianetto - Raìs
Fausta Mansio - Passito
Florio - Morsi di Luce 



Mi dispiace veramente tanto per come sia andata, mi aspettavo decisamente di più! In compenso la serata è ugualmente andata bene, tutti eravamo belli sorridenti (giuro che ho finito il contenuto di soli due bicchieri, gli altri li ho solo assaggiati! Ma si sa… assaggia qui, assaggia lì…), ho rivisto la mia adorata Alessandra (Essenza di cannella) e conosciuto la simpaticissima Pecorella di Marzapane :D



In ogni caso: buone degustazioni a tutti ^_^
***Gialla***