lunedì 10 dicembre 2018

Millefoglie di patate e funghi al profumo di tartufo



Un pomeriggio di fine autunno siciliano, non eccessivamente freddo ma quanto basta per desiderare una tazza di tè caldo, il profumo dei ceppi di legno scoppiettanti nel camino e il calore di un abbraccio. 

È nata così questa ricetta, è questo il mood giusto per apprezzarla davvero. 
Ha il gusto della semplicità e la fragranza del tartufo. Concede una coccola al palato.


INGREDIENTI per 2 persone
  • 2 patate 
  • 50 g di burro 
  • Olio evo q.b.
  • 1 spicchio di aglio
  • 30 g di funghi porcini secchi (in questa ricetta Briciolotti di Funghi Porcini Secchi Caber)
  • Olio al tartufo q.b. (in questa ricetta Caber)
  • 0,1 g di zafferano in pistilli (in questa ricetta Caber)
  • 30 g di formaggio Brie 
  • Sale q.b.
  • Pepe quattro stagioni q.b. (in questa ricetta pepe mix Caber)
  • Acqua tiepida q.b.

PROCEDIMENTO
Mettete in infusione i pistilli di zafferano in due cucchiai di acqua calda non meno di 20 minuti.

Immergete i funghi secchi in acqua tiepida lasciandoli in ammollo per circa mezzora. Scolateli e strizzarli.

Fate saltare i funghi in padella con un filo d'olio, lo spicchio d'aglio e un po' di sale.
In un pentolino, fate sciogliere il burro.
Tagliate a fettine sottili il brie.
Preriscaldate il forno a 200° C.
Mondate le patate e, con una mandolina, tagliatele a rondelle (decidete a vostro gusto lo spessore. Più sottili saranno più diventeranno croccanti in superficie). Aggiungete a queste il burro fuso, qualche goccia di olio al tartufo, una generosa macinata di pepe, l'infusione di zafferano, il sale e mescolate per bene.

Imburrate delle cocotte o degli stampi da muffin e alternate le fette di patate, i funghi e il brie.
Versate sopra le millefoglie il burro rimanente delle patate il condimento che rimarrà nella ciotola e infornate per sino a cottura delle patate (circa 25 minuti).

Se volete che le patate in superficie risultino croccanti, terminate la cottura in modalità grill, 5 minuti dovrebbero bastare.
Servite la millefoglie ancora tiepida.


> Post in collaborazione con Caber

mercoledì 21 novembre 2018

Fusilloni zucca e stracciatella: un primo al profumo d'autunno


Voglia di pranzo in famiglia, di gusti ancora autunnali e di qualche momento in più da dedicare alla preparazione dei piatti. 


Nasce così questo primo. 
Semplice come piace a me, ma con un gusto che avvolge il palato forchettata dopo forchettata. 

Tutto parte dalla voglia di provare i fusilloni Masilicò trafilati al bronzo, ruvidi ed eleganti anche dopo la cottura. 


Se devo provarli, voglio farlo al meglio, soprattutto, voglio un condimenti che sia degno di essere raccolto da quelle ampie spirali.

Con cosa abbinarli, però? Vado matta per la zucca, ecco il primo ingrediente scelto. I seguenti, salvia, bacon e pioppini sono arrivati per la facile associazione di gusto. A completare il tutto, il tocco di freschezza dato dalla stracciatella. Delicata, fresca e avvolgente è stata di certo la spinta in più per condire questi fusilloni.



Fusilloni zucca e stracciatella

Ingredienti:

  • 500 g fusilloni
  • 150 g bacon
  • 250 g stracciatella
  • 250 g zucca
  • 150 ml brodo vegetale
  • 200 g funghi pioppini (o chiodini)
  • 1 spicchio d'aglio 
  • 1/2 cipolla
  • Burro q.b.
  • Salvia q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe Nero q.b.
  • Peperoncino q.b.

Preparate la vellutata. Mondante e tagliate a piccoli pezzi la zucca. Affettata la mezza cipolla privata della buccia e fatela rosolare con una noce di burro. Quando la cipolla sarà imbiondita, aggiungete la zucca, il sale e il brodo, coprite e lasciate cuocere finché la zucca non sarà morbida tanto da poter essere schiacciata con una forchetta. A questo punto, pepate e frullate con un frullatore ad immersione. Unite un'altra noce di burro e qualche foglia di salvia che avrete cura di levare una volta che condirete la pasta.


In una padella, fate soffriggere leggermente in poco olio d'oliva uno spicchio d'aglio, un piccolo peperoncino fresco (se avete quello macinato, aggiungetelo solo alla fine di questa preparazione altrimenti potrebbe bruciare) e un paio di foglie di salvia. Unite i pioppini e lasciate cuocere rimestando di tanto in tanto.


Mettete a scaldare l'acqua, quando bollirà, cuocete i fusilloni per 8 minuti.

In un'altra padella, ben calda mi raccomando, fate dorare il bacon (30 secondi per lato dovrebbero essere l'ideale, ma controllatelo a vista).


La pasta è cotta, potete impiattare.
Mettete alla base un mestolino di vellutata (da aggiungerne altra in base al gusto dei commensali), poi la stracciatella (due cucchiai a testa saranno sufficienti (non per i più ingordi, però), i fusilloni, i pioppini e infine il bacon. A voi la scelta se servirlo a pezzi grandi o sbriciolato.
Un'ultima macinata di pepe e site pronti per portare il piatto in tavola!







> Post in collaborazione con Masilicò

domenica 29 luglio 2018

Un nuovo logo per festeggiare i 10 anni di Gialla tra i fornelli


Si chiude una porta e si apre un portone

Mamma lo ripete sempre, quasi come un mantra.

Quante porte si chiudono durante la propria vita? Tante, da certi punti di vista, forse troppe.

Io ho chiuso anche portoni, specialmente nell'ultimo anno, e pian piano ne sto spalancando uno immenso.

Questo è un post che segna un nuovo inizio, un po' per me, un po' per voi.
Anzi, è il primo mattoncino, perché la strada è ancora lunga.

Sono passati 10 anni da quando ho aperto questo blog, era un esperimento, un modo per condividere una passione e raccontare un po' di me.

Tanto, chi mi leggerà maidicevo.


Poi i primi commenti, le prime grandi e piccole amicizie, gli incontri, le collaborazioni, la tesi di laurea, il know how per quello che oggi è diventato il mio lavoro e... insomma, una nuova strada per la mia vita.

Per questo speciale anniversario, ho voluto regalare a me e a questo spazio una piccola grande rivoluzione. Una rivoluzione che inizia oggi con la presentazione del nuovo logo di Gialla tra i fornelli.

Saluto la paperella disegnata a mano un pomeriggio d'inverno su un foglio preso dalla stampante. La saluto e la ringrazio per la compagnia e per la sua forza nell'adattarsi ad ogni mia pazzia sino ad apparire, solo con i suoi contorni, sulla copertina gialla di una giunonica tesi.

Do, invece, il benvenuto a una paperella tutta nuova e disegnata da chi dimostra ogni giorno di saper leggere i miei pensieri più nascosti. 
Ha linee pulite e decise, lei, ma allo stesso tempo è sinuosa e morbida. 
È un simbolo che racchiude in sé tutto il significato di chi sono oggi: determinata in quel che voglio, solare come il suo giallo, giocosa come il suo aspetto che richiama, ora una paperella sorridente, ora una "G". La "G" di Gialla, un'identità diventata parte di me, della mia vita, del mio essere.

Buoni 10 anni a me, a voi, a Gialla tra i fornelli!

mercoledì 23 maggio 2018

Hummus di lenticchie dell'Altopiano di Colfiorito: veloce e ideale per l'aperitivo


L'aria inizia a richiamare alla memoria le prime giornate d'estate. Il tepore ci accoglie ormai già da quando usciamo la mattina da casa. Anche i trench sono andati a far compagnia ai cappotti dentro l'armadio e io... io mi ritrovo ad avere una gran voglia di aperitivi con gli amici accompagnati da piatti sfiziosi

 È in questo clima fatto di vento tiepido, voglia di mare e di far festa che nasce l'hummus di lenticchie che vi presento oggi. 

 Il protagonista indiscusso di questa ricetta dai pochissimi ingredienti e dalla preparazione facile e veloce, sono le lenticchie dell'Altopiano di Colfiorito: ideali per questo piatto perché tenere e allo stesso tempo con un'ottima tenuta di cottura.

Se non siete in Umbria, loro patria, potete trovarle facilmente nei punti vendita Conad, fanno parte della linea dedicata alla eccellenze delle regioni italiane Sapori&Dintorni.



L'uso delle lenticchie non è quello a cui siamo abituati per la realizzazione dell'hummus, ma vi garantisco che il risultato è senza dubbio eccellente; un po' più dolce della sua versione con i ceci e altrettanto gradevole sia accompagnato con le verdure che con pane o succedanei di questo.

Vi lascio alla ricetta e, mi raccomando, fatemi sapere come vi sembra e quali varianti di hummus avete sperimentato!

Hummus di lenticchie
dell'Altopiano di Colfiorito


mercoledì 25 aprile 2018

Torta salata broccolo e ragusano e quei momenti piacevoli di quando si torna a casa


Qual è la prima cosa che fate tornati a casa dopo una giornata di lavoro o di giri per la città? 

Io adoro crogiolarmi e bearmi dell'atmosfera della stanza con la luce più bella in quel dato momento.

Mi spiego meglio.
Per esempio, in questo periodo, nel tardo pomeriggio, dalla finestra della cucina di casetta non ve l'ho ancora detto, ma da qualche mese sono andata a vivere con una persona molto speciale che mi ha cambiato la vita, viviamo in un appartamento non troppo grande, ma abbastanza ampio per essere il nido del nostro amore - dicevo, da quella finestra entra un fascio di luce caldo e avvolgente. Le ombre diventano lunghe e sfumate. L'energia che percepisco rassicurante.

Mi piace aprire la finestra, dare il benvenuto all'aria di primavera che nelle ultime ore di questi pomeriggi resta frizzante e iniziare a cucinare per la cena o il pranzo del giorno dopo. Un rito bello e rilassante.


Ecco, in uno di questi pomeriggi dall'atmosfera quasi fiabesca, ho preparato la torta salata broccolo e ragusano che vi presento oggi.
Pochissimi ingredienti e una facilità di preparazione quasi imbarazzante. 
È perfetta da portare a lavoro per la pausa pranzo, ma anche ad un picnic sul prato visti gli imminenti ponti di festa che ben si prestano. 

Aspetto i vostri racconti sui rituali che fate appena tornati a casa e, intanto, vi lascio alla ricetta!

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Torta salata broccolo e ragusano


Ingredienti

  • 400 g di broccoli (freschi già puliti o surgelati)
  • 100 g di caciocavallo ragusano (o altro formaggio semi stagionato a vostro gusto)
  • 1 uovo
  • 70 ml di latte
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • 1 rotolo di pasta brisée da circa 230 g (anche quella fatta in casa ovviamente ;p
  • olio, sale e pepe nero q.b.

Cuocete a vapore i broccoli.
Quando saranno ben morbidi, schiacciateli con l'aiuto di una forchetta sino a ridurli in crema. Aggiungete l'uovo leggermente sbattuto, il latte e il pangrattato.
Tagliate a cubetti il caciocavallo ragusano e unitelo alla crema di broccolo.

Condite con sale e pepe terminando la farcia con un filo d'olio.
Rivestite una tortiera prima con carta forno e poi con la brisée. Forate il fondo della pasta uniformemente e farcite con il composto precedentemente ottenuto.
Infornate nel ripiano più basso a 180° C, forno preriscaldato, sino a doratura dei bordi e della base.




sabato 31 marzo 2018

Cuddura cu l'ova: per una dolce Pasqua siciliana


Le Cuddura o Pupa cu l'ova sono un dolce della tradizione pasquale che è sempre stato presente nella Settimana Santa della mia famiglia.

Ammetto che da piccolina, mi inquietava un po' l'idea di inserire un uovo intero con tanto di guscio all'interno di una morbida pasta frolla e questa sensazione investiva anche l'idea di mangialo, poi col tempo ho capito che non c'era nulla da temere e che la tradizione di prepararli e mangiarli rendeva queste feste ancora più belle.

Qualche giorno fa, mi sono ritrovata a preparare questi biscotti per lavoro, più in basso trovate il risultato. Ancora una volta è stato bello scoprire e studiare le curiosità di un nuovo dolce della tradizione.

La forma delle Cuddura cu l'ova

Le Cuddura cu l’ova possono prendere diverse forme legate alla simbologia pasquale: piccoli cestini, campane, colombe, cuori, giovincelli e pupe.

Il nome delle Cuddura cu l'ova

Nella mia terra, la Sicilia, vengono chiamate: palummedde, aceddu cu l’ova, ciciliu, pupa cù l’ovu, campanaru, cannatuni, cannileri e pannareddu o, ancora, cuzzupe.

L'origine delle Cuddura cu l'ova

L’origine delle Cuddura cu l’ova risale agli antichi greci così come il nome. A quel tempo, in cambio di benevolenza e favori venivano preparate e poi offerte agli dei delle focacce, le Coulloura. In epoca cristiana, questa usanza, venne mutata nel dono da parte delle giovani donne ai propri fidanzati nel giorno di Pasqua, dopo averle portate in chiesa il sabato santo per farle benedire.


Lista della spesa e ricetta per le Cuddura cu l'ova

Per l'impasto

  • Farina 00 250 g
  • Strutto 75 g
  • Zucchero 100 g
  • Lievito in polvere per dolci 8 g
  • Uova 2
  • Scorza di limone 2 cucchiai


Per la decorazione

  • Uova sode 6
  • Zuccherini colorati q.b.


Per il procedimento e altre curiosità, trovate la ricetta su Cucina Fanpage.

venerdì 9 febbraio 2018

Ravioli dolci fritti: che il Carnevale abbia inizio


Non c'è Carnevale senza fritto, lo sappiamo!

Se lo scorso anno di questi tempi mi rinchiudevo in cucina a friggere chiacchiere dolci e salate, quest'anno è il turno, in primis, dei ravioli dolci fritti.

Sono decisamente semplici e ovviamente golosissimi, che ve lo dico a fare.
Si prestano a tantissime varianti, quindi si adattano ad ogni necessità. Altra caratteristica, mantengono il loro gusto a lungo


Di certo, sono anche un'idea carina per un pensiero da portare a cena da amici, ad esempio. 


In realtà, devo dirvi, quando preparo ricette come questa, dove occorre impastare, stirare, riempire e tagliare, per me il consiglio che vale su tutti è quello di essere affiancati da qualcuno. No, non per avere un aiuto (certo, quello non guasta mai), ma per il gusto che c'è nel fare le cose insieme. Che poi ad aiutarvi siano le manine piccole e tenere di un bimbo o quelle della persona che amate, non fa differenza, la parola d'ordine è condividere la gioia di stare insieme e divertirsi!


Fine delle chiacchiere, vi lascio a qualche consiglio, alla lista della spesa e, ovviamente, alla ricetta dei ravioli dolci fritti scritta e ideata per Cucina Fanpage.