Pronti per stasera? Pronti per la finale? Io sono prontissima... e mi raccomando, ricordiamo che è uno sport, che se esultiamo in fondo non è orgoglio "italiano", ma calcistico; lo sport visto in termini nazionalistici muore col fascismo... smettiamola di bacchettare e fare i superiori... se volete facilitato il compito, sostituite il nome della squadra; facciamo così, quelli "impegnati nella cosa pubblica" che si sentono "offesi" dal comportamenti dei cittadini-tifosi italiani facciano finta che non si chiami ITALIA... la chiamino Juve, Milan, Inter, Napoli, Udinese, Lazio, Palermo, Torino o quello che vi pare... La vita sociale, l'impegno sociale, non si possono paragonare ad una partita di calcio e non si può condannare chi esulta per la vittoria di una squadra!!!
Scusate lo sfogo, ma sono stanca dei titoli dei giornali e di coloro che confondono sport e politica o meglio che strumentalizzano questi due aspetti che potrebbero benissimo coesistere se visti nella giusta ottica.
Ritornando all'Europeo, per l'occasione vi mostro una torta "calciosa".
Ritornando all'Europeo, per l'occasione vi mostro una torta "calciosa".
Era una giornata tremendamente calda di un anno fa, avevo a disposizione solo un paio di ore per realizzare questa torta che sarebbe stato il regalo, da parte mia e di Nannao, per la Prima Comunione di un bimbo a cui teniamo tantissimo; un bimbo che ho cresciuto come babysitter un po' di anni fa, che abita nel mio stesso palazzo e che, come dice il mio papà: "è il suo figlio maschio!", quindi il mio fratellino acquisito.
Credo che se leggesse che gli do del "bimbo" salirebbe di corsa a urlarmi contro; lui che è diventato altissimo, lui che viene da me chiedendomi di aggiornare il suo mp3 con le canzoni più in voga del momento, che mostra orgoglioso medaglie e coppe vinte nelle sue gare di atletica, che accompagna i miei pomeriggi estivi con i suoi gridolini mentre gioca con gli amici nel viale del residance facendomi tornare indietro di un po' di anni quando al suo posto c'ero io.
Tatino, così lo chiamiamo, è non soltanto uno di famiglia, ma è anche l'inventore del soprannome della mia metà. Era un pomeriggio primaverile, eravamo in salone davanti la mia moltitudine di videocassette di cartoni animati, Tatino avevo solo un paio d'anni e, durante la ricerca di quella da vedere, esclama: "i Nannao, voglio vedere i Nannao!!!".
Questa più o meno la mia faccia: o.O "Tati, chi sono i Nannao?". Il cucciolotto si avvicina alla videocassetta scelta e me la mostra, erano Gli Aristogatti!
Da quel giorno, ogni gatto venne chiamato Nannao e siccome la mia dolce metà si definisce un gatto, ha preso questo soprannome :)
La torta è particolarmente semplice e veloce da realizzare: la base e la farcitura sono rispettivamente un pan di Spagna al cacao e una crema al cioccolato; la copertura è in pasta di zucchero come il bordo erboso; le linee del campo sono in glassa reale (che purtroppo ha sofferto molto il caldo restando poco soda); i pupini li ho acquistati in un negozio che si occupa di addobbi per feste, se avete un po' più di tempo a disposizione rispetto a quello che avevo io, potete fare anche questi con la pasta di zucchero.



