Visualizzazione post con etichetta David Tamburini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta David Tamburini. Mostra tutti i post

26 maggio 2013

4x7 Cena a La Gazza Ladra con gli chef David Tamburini e Pier Giorgio Parini

In cucina, come nella vita, ci sono esperienze da non lasciarsi scappare e nuove sensazioni da vivere.

Sto per raccontarvi d'esperienza vissuta alla cena 4x7 tenutasi mercoledì 22 maggio a La Gazza Ladra a Modica.

Sino a pochi mesi fa, al timone di questo ristorante stellato trovavamo Accursio Craparo (vi avevo già parlato di un suo splendido piatto presentato due edizioni fa al Cous Cous Fest) ora chef de La Locanda del Colonnello; oggi il testimone è passato a David Tamburini, chef toscano, ma decisamente ben integrato con il territorio siciliano che è chiamato a dover mantenere lo standard della "rossa" per riconfermare la stella (quando uno chef va via la stella Michelin decade qualora il nuovo chef non mantenga la qualità richiesta).

4x7, ovvero 4 mani per 7 piatti... 
Considerando che Tamburini non è ancora un mutante, di chi saranno state le altre due mani? (ok, lo potete leggere nel titolo del post, ma reggetemi il gioco) Di Pier Giorgio Parini, chef dell'Osteria del Povero Diavolo.

Tamburini e Parini si dichiarano amici ben affiatati e a mio modesto parere ciò si è potuto evincere dal menu. Ognuno di loro ha realizzato un piatto diverso, l'uno ben connesso all'altro; il filo conduttore? Da sociologa direi proprio il loro affiatamento e la sinergia che ne scaturisce, da degustatrice lo identificherei nell'affumicato e nel fermentato.

L'elemento caratterizzante e di rottura di tutta la cena, però, è stata la scelta di far pasteggiare i commensali con succhi, tè ed infusi. Da gran consumatrice di questo tipo di bevande e da amante delle novità (e queste, per noi italiani, lo sono) posso esserne stata colpita solo positivamente, al contrario di qualche commensale un po' più "classico" che avrebbe preferito la sua amata bottiglia di vino. Ma il bello della cucina è anche questo: giocare con chi siede al tavolo e coinvolgerlo quanto più possibile, come ben afferma David Tamburini.

Riguardo i nomi dati ai piatti in menu, la particolarità sta nell'usare i nomi degli ingredienti principali; il perché è presto detto: la voglia di far sapere al commensale i gusti che gli solleticheranno il palato lasciando l'effetto sorpresa del modo in cui tali ingredienti si presenteranno realmente nel piatto.

Basta parole (almeno per il momento), ecco una breve carrellata fotografica dei piatti degustati alcuni dei quali presenti tuttora in carta (perdonate la qualità degli scatti, ma l'illuminazione non era delle migliori):