giovedì 10 dicembre 2015

Arancine (o arancini) alla zucca: chiamale come vuoi, sempre buone sono!

Arancine alla zucca - pumpkin aranciniOk, sono palermitana e per me l'ArAncinA sarà sempre femmina, ma non sopporto più la diatriba dialettica sul suo sesso.

Mi piace scherzarci su, ma quando dall'altra parte incontro chi è categorico, lo ammetto, mi irrigidisco e non riesco più a farlo. 

Sono stati scritti fior fiori di articoli, saggi, post seri e faceti... Ragazzi miei, la lingua (italiano o altra che sia) è bella perché varia da luogo a luogo e racconta di popoli e tradizioni passate e le arancine o gli arancini sono buoni in qualsiasi modo voi li chiamate perché sono vari e non avariati (si spera)!

A Palermo, tra pochissimo, sarà Santa Lucia e noi, da bravi modificatori delle tradizioni religiose, viviamo questo giorno come #ArancinaDay; in città l'aria profumerà di fritto (perché il fritto profuma!!!) e tra un morso ed un altro troveremo anche il tempo di immortalare le nostre sfere (o palozze oblunghe, in base al ripieno cambia anche la forma) dorate per invadere i profili Facebook, Instagram, Twitter e chi più ne ha più ne metta per far venire l'acquolina a chi si trova in altre città. 

Arancine PalermoEcco, io oggi mi rivolgo a voi che non sarete a Palermo domenica (appunto giorno in cui si festeggia Santa Lucia) e nemmeno nei prossimi giorni. A voi sto per dare la ricetta dell'ultima versione provata qui in casa Gialla, quella delle arancine alla zucca così non avrete scuse per lamentarvi dicendo che vi facciamo solo guardare le nostre meraviglie culinarie. Certo, non è la ricetta della tradizione, ma l'importante è che impariate la tecnica, per il gusto c'è sempre tempo di sperimentare e cambiarlo di volta in volta. Si tratta di una mini catena di montaggio preceduta dalla preparazione del riso e del condimento da inserire nel cuore dell'arancina e non temete, basta solo un po di pratica ed il gioco è fatto!

Invito, invece, chi sarà a Palermo sia il 12 che il 13 dicembre dalle 12.00 alle 15.00 alla Biblioteca delle Balate (via delle Balate, 4) per degustare i piatti della tradizione siciliana e non a base di riso preparati da me e altre donne tra foodblogger e facenti parte della comunità di Ballarò così da poter non solo sfamare le nostre pance, ma anche per far del bene regalando con il ricavato dalla vendita dei piatti tanti libri ai bimbi del quartiere.

Buone arancine a tutti!!!
***Gialla***

Arancine alla zucca

Arancine alla zucca - pumpkin arancini

Fase 1: preparare il risotto alla zucca

giovedì 12 novembre 2015

Crema spalmabile al cioccolato fondente fatta in casa



"Ciao sono Gialla e mi piace spalmare..."
"Ciao Gialla."
Ecco, questo post potrebbe benissimo iniziare così, oppure no. 
Sono una golosa cronica di "cose da spalmare sul pane", mi piace il gesto (chissà perché spalmare rilassi, dovrei chiedere a papà, neurologo di casa), mi piace affondare gli incisivi su una crema per poi trovare il pane, mi piace sperimentare consistenze, accostamenti...  insomma, datemi qualcosa da spalmare sul pane (persino la Marmite) e potrei essere contenta della merenda.

Sono una a cui la Nutella non dispiace affatto, ma sono intollerante alla frutta secca e per questo ne consumo davvero poca. Ammetto anche di aver provato creme spalmabili alla nocciola (ma anche al pistacchio e alla mandorla) che sono anche più buone, ma che con la mia intolleranza vanno ancor più in contrasto (più qualità vuol dire spesso e volentieri più contenuto di frutta secca). Amo tanto anche il burro d'arachidi, del quale feci larghissimo consumo nel 2003 quando mi trovavo in america spalmandone nel pane quantità infinite manco fosse philadelphia.


Quindi, se ho voglio di pane con qualcosa di dolce spalmato su, tolte le creme contenenti frutta secca ed i più classici burro&marmellata o burro&zucchero... che si spalma? 
SPALMO IL CIOCCOLATO FONDENTE!!!

La preparazione della crema spalmabile al cioccolato fondente è davvero un gioco da ragazzi, in più, adesso che ci avviciniamo al Natale è anche un'ottima idea regalo (si sa come siamo noi foodblogger e persone amanti dello spignattamento, se possiamo regalare qualcosa fatto con le nostre manine siamo più contente!).

Adesso basta parlare, vi lascio alla ricetta e mi raccomando, se la proverete, fatemi sapere che ne pensate, mandate una foto, lasciate un commento, chiamatemi, scrivete un'email o lanciate segnali di fumo e per qualsiasi dubbio... fate lo stesso =)

Buono spalmamento (che parolone) a tutti ^_^
***Gialla***



Crema spalmabile al cioccolato fondente 


martedì 27 ottobre 2015

Risotto alla zucca con amaretti e speck croccante per Ricette di Famiglia VéGé


Un piatto autunnale che rappresenti la mia famiglia? Mai scelta mi risulta più facile, il risotto alla zucca è uno dei must qui in casa Daricello, mamma lo prepara da che io ne ho memoria. La ricetta di oggi è una delle varianti possibili, racchiude un po' le passioni della mia famiglia e in particolare quella di papà per gli amaretti e quella di Saponetta per lo speck croccante (ammetto che quanto ho preparato questo risotto lei non poteva essere presente, quindi lo rifarò per lei con doppia razione di speck =p). Una ricetta che ricorda più il nord Italia che la mia Sicilia, ma si sa, il palato non ha confini =)

Concorso Ricette di famiglia VéGé
Oggi non vi racconto solo di una ricetta di famiglia, ma anche di un concorso ad essa legato. Vedete infatti nella foto del piatto anche un pacco di riso ecco, il motivo è presto detto, il marchio VéGé ha lanciato il concorso Ricette di Famiglia al termine del quale saranno messi in palio oltre 2.000 euro in buoni spesa e altri golosi premi. 
Vi racconto in breve come partecipare
  • basta acquistare un prodotto a marchio Delizie VéGé;
  • preparare una ricetta utilizzando il prodotto prescelto;
  • scattare un foto al piatto terminato in cui si mostri anche il prodotto;
  • iscriversi e caricare la foto sul sito www.ricettedifamigliavege.it.
Premi:
I primi 1000 utenti che caricheranno la foto sul sito riceveranno un buono spesa da 5 euro da utilizzare, a fronte di una spesa minima di 15 euro, presso il supermercato selezionato.

La foto più votata dalla rete, infatti, andrà in finale (che si terrà a Milano), riceverà 100 euro in buoni spesa e un set di pentole Ubiqua di Tognana. Al secondo ed al terzo classificato spetteranno 50 euro in buoni spesa

Chi non vince alla prima fase preparando un primo, potrà ritentare partecipando alle altre 2 fase di gare: la fase 2, che prevede la preparazione di un secondo piatto, e la fase 3, che prevede la preparazione di un dolce. 

I vincitori delle 3 fasi parteciperanno alla finalissima, contendendosi la vittoria, decretata da una giuria di qualità e dalla Rete. Il vincitore riceverà un robot da cucina professionale Imetec; il più votato dalla Rete parteciperà ad una puntata speciale de “Le delizie di Leonardo” con Leonardo Romanelli (lo ricorderete di certo dal programma Chef per un giorno); inoltre, il più votato tra giuria e Rete vincerà 1000 euro in buoni spesa.

Per chi invece voterà i suoi piatti preferiti, saranno messi in palio buoni spesa da 20 euro


Risotto alla zucca 
con amaretti e speck croccante


lunedì 26 ottobre 2015

La nuova Guida di Identità Golose, online e gratuita per tutti


Un altro progetto rinnovato oggi vede la luce, benvenuta nuova Guida di Identità Golose ai Ristoranti di Italia, Europa e Mondo 2016!!! 

Sono orgogliosa di far parte anche quest'anno del progetto e di vederne la sua nuovissima veste totalmente gratuita e consultabile online. 

Il perché di questa scelta? 
Le parole di Paolo Marchi, uno dei due grandi papà della guida, lo spiegano benissimo: «Era già da qualche anno che ci chiedevamo quale fosse la via per uscire dal cul-de-sac in cui era finita la carta stampata. Qualche tempo fa il gap con internet non era ancora così evidente, ma oggi occorre riconoscere che, in fatto di guide ai ristoranti, la cellulosa ha perso il confronto coi pixel. Che non significa che dobbiamo stare qui a celebrare un lutto. Al contrario: vogliamo esplorare tutte le strade possibili di una risorsa potenzialmente straordinaria. Esattamente quel che fecero – e tuttora fanno - gli ingegneri quando passammo dai cavalli alle automobili»

Il congresso di Identtà Golose è una delle esperienze più formative ed interessanti a cui io abbia mai preso parte e vedere che un progetto a questo legato si apra al "grande pubblico" del web non può che far piacere ad un'amante della Rete come me. 

Il nostro oggi è ricco di guide che molto spesso raggruppano a caso un numero a volte anche spropositato di ristoranti (possono mai essere tutti così eccellenti?). 
Ho sentito chi si vanta di non assegnare cucchiai, cappelli e stelle affermando che in quel modo si creano solo disadattati e mettere in guida 1.700 indirizzi tra ristoranti e locali presenti solo in una regione. Ecco, la guida di IG non assegna punteggi, ma non per chissà quali paura di discriminazione, ma perché vi segnala indirizzi che hanno una storia, che trasmettono un'emozione, che sono sia cucina che sala che amore e passione per quel che si fa. Perché andare in un ristorante non significa solo mangiare, ma vivere un'esperienza ed è questa che noi collaboratori vi raccontiamo! 

La guida, gni anno, assegna anche i premi alle giovani stelle, vediamo quest'anno chi se li è aggiudicati.

Miglior Chef | Enrico Bartolini | Devero – Cavenago Brianza (Monza Brianza) 
La Migliore Chef | Caterina Ceraudo | Dattilo – Strongoli (Crotone) 
Miglior Chef Straniero | Isaac McHale | The Clove Club – Londra 
Miglior Sous Chef | Claudia Innorta | Guido– Serralunga d’Alba (Cuneo) 
Miglior Chef Pasticciere | Sara Simionato | Antica Osteria Cera – Campagna Lupia (Venezia) 
Premio Birra in Cucina | Davide Del Duca | Osteria Fernanda – Roma 
Miglior carta dei vini e distillati | Seta del Mandarin Oriental Milano 
Miglior Sommelier | Alberto Piras | Il Luogo di Aimo e Nadia – Milano 
Miglior Maître | Jgor Tessari | Stube Gourmet dell’Hotel Europa – Asiago (Vicenza) 
Miglior Cestino del Pane | Reale e Spazio di Niko Romito | Castel di Sangro (L’Aquila) – Rivisondoli (L’Aquila), Roma, Milano 
Sorpresa dell’Anno | Cristian Torsiello | Osteria Arbustico – Valva (Salerno) 
Premio Giovane Famiglia | Filippo, Catia e Mauro Uliassi | Uliassi – Senigallia (Ancona) 
Miglior Food Writer | Lisa Casali | Ecocucina su D di Repubblica
 

Adesso basta leggere qui, correte a sfogliare la nuova guida!
http://www.guidaidentitagolose.it/


Credits: Identità Golose

mercoledì 21 ottobre 2015

Biscotti allo zafferano e limone

saffron lemon cookies - biscotti allo zafferano e limone
Io: Nannao, ho preparato dei nuovi biscotti, sono profumatissimi! Ne ho preparato un sacchetto per casa tua ed uno da portare al tuo collega.
Nannao: uhhh buoni, ok, li porto a destinazione!

Dopo un paio di giorni

Io: amore, hai consegnato i pacchetti? 
Nannao: ah sì, la mia famglia ti fa i complimenti, sono piaciuti tanto.
Io: e al tuo collega?
Nannao: ehm, no, alu non sono arrivati, abbiamo finto pure la sua parte...

Ecco, questo è uno dei dialoghi delle nostre giornate di ordinaria follia. Al collega ho promesso un'altra razione e sì, anche alla famiglia di Nannao =D

Sono nati come esperimento. Avevo voglia di un biscotto particolarmente profumato, ma non della solita frolla aromatizzata, mi andava qualcosa che fosse croccante, ma allo stesso tempo con un cuore morbido, così ho usato la ricetta base dei cookies con gocce di cioccolato, apportato qualche modifica e... tadannnn, biscotti perfetti!
Visto com'è andata a noi, al successo che hanno riscontrato, non potete non provarli, sono biscotti profumatissimi, direi inebrianti sia in cottura che ogni volta che aprirete il contenitore dove li avrete riposti. Il loro gusto, poi, è un'esplosione per le papille. Difficile spiegarlo a parole, non temete nell'utilizzare lo zafferano in preparazioni dolci, aggiunge un tocco davvero speciale.
Questi biscotti si preparano in pochissimo tempo, sono a prova d'imbranato e buonissimi, ma... state attenti se dovete regalarli, in quel caso conservateli sotto chiave! ;) 

Buon esperimenti profumati e gustosi a tutti ^_^
***Gialla***



Biscotti allo zafferano e limone

giovedì 1 ottobre 2015

Muffin mele e cannella soffici come nuvole


apple cinnamon muffin - muffin mele e cannella
Un'altra valigia è stata chiusa, un altro progetto mi attende, stasera si vola su Milano per poi spostarmi domani mattina a Piacenza per #OroRosso, tre giorni di grande festa, ma soprattutto di incontri formativi sul pomodoro con particolare attenzione a quello del nord.


Se passerete da lì, mi troverete saltellante tra i vari punti d'incontro e a volte nascosta dietro il cellulare (è lavoro, giuro); se mi vedete, bloccatemi che ci salutiamo! Se volete che ci mettiamo d'accordo per incontrarci, basta un messaggio su FB o Instagram =)

Non voglio partire, però, senza lasciarvi una ricetta dolce, soffice e decisamente da annotare nell'elenco dei comfort food per eccellenza!

Si tratta di tortine o, meglio, muffin alla mela e cannella decisamente profumati ed estremamente leggeri =)

Per realizzarli, cercate di trovare il succo di mela (badate bene che sia 100% succo di mela, altrimenti la resa non è la stessa; evitate quelle acque dolciastre che la mela non l'hanno nemmeno vista! Se non trovate, meglio farlo in casa) darà una marcia in più a questa ricetta ;)

Buon ottobre a tutti e buon viaggio a me!
***Gialla***



sabato 26 settembre 2015

Plumcake al cioccolato: facile e veloce

Era una giornata piena di lavoro e piena di dolori fisici, volevo ritagliare un momento per staccare un po' la spina; oltretutto, erano giorni che la voglia di cioccolato diventava sempre più pressante, mi succede sempre così, a partire dagli ultimi giorni d'state, si ripresenta con una certa insistenza.



Ogni ricetta di torta al cioccolato che mi passa per la mente contiene almeno un ingrediente che manca in dispensa, così arriva la Rete (in tutti i sensi) a salvarmi. Chiedo su Facebook consigli, una richiesta quasi indecente quella che rivolgo al gruppo di amiche foodblogger:

"Vorrei fare qualcosa al cioccolato (ma ho solo cacao), una torta (senza dover montare albumi), qualcosa però sfizioso, ma a prova di donna che a mala pena riesce a digitare sulla tastiera"

Ma le foodblogger si sa, non si perdono d'animo mai nemmeno davanti richieste peggiori e così iniziano a piovere suggerimenti. A vincere è il plumcake che vi propongo oggi, una nuvola sofficissima di cioccolato che rimane tale per giorni (ok, non so se duri tanti giorni, questo a casa ha letteralmente fatto un volo piuttosto veloce nelle nostre pance).
Rispetto le dosi indicate da Fina de L'avvocato nel fornetto ho apportato qualche piccola variazione.



Grazie Rete, grazie Fina e buona soddisfazione di voglia di cioccolato a tutti! 
***Gialla*** 

sabato 29 agosto 2015

Bevanda al cacao con zenzero e miele


Ogni estate sempre il solito problema col cioccolato, lui si ammoscia e tu non puoi gustarlo al meglio.
Niente cioccolata calda cremosa ad avvolgerti, niente, cioccolatini ripieni di caffè o liquore, niente! E no, non ditemi di tenerlo in frigorifero perché non è affatto la stessa cosa, cambia sapore e gli amanti del cioccolato come me non possono sopportarlo.

Ripiego, così nel gelato, ma lui non sempre ti dà quella sensazione di sentire la lingua e tutto il palato avvolti come nella copertina di Linus.

Succede poi che leggi di una bevanda al cacao che viene da Cuba, la provi e... ed è subito amore, un amore di quelli che non ti fa sentire più solo (okok, non esagero, sempre di cioccolato si sta parlando). 

Perfetta servita fredda d'estate e calda nei mesi più rigidi. Se non amate lo zenzero, potete ometterlo e potreste anche sostituire il miele con lo zucchero, certo, non sarà più come essere a Cuba, ma il piacere del cioccolato resterà =)





lunedì 17 agosto 2015

Spaghetti di soia con verdure saltate


Noodles with sauteed vegetables - Spaghetti di soia con verdure saltate

Non ho mai provato la vera cucina cinese e chi l'ha provata mi conferma sempre che quel che si mangia nella maggior parte dei ristoranti asiatici in Italia ne è lontana anni luce. 


Sono anni, però che li frequento, ma devo dire con mio dispiacere che la qualità scende a più non posso (almeno qui a Palermo). Tutto ormai è standard e super congelato, non trovo più differenza tra un posto ed un altro. 

La prima cena tête-à-tête con Nannao è stata proprio in un ristorante cinese, capite bene che in un modo o in un altro siamo affezionati a quei piatti anche se non originali. Dopo le ultime delusioni, però, la voglia di mangiarli passa al solo pensiero di stare male una volta rientrati a casa o, più semplicemente, di non appagare il palato. Così ho pensato bene di iniziare a sperimentarli nella mia cucina.
Ho sempre ordinato gli spaghetti di soia con le verdure saltate ed è con questo piatto che apro ufficialmente la sezione fusion del mio blog; in più è una ricetta facilissima e, soprattutto, ultra veloce da preparare =)

Buon'Asia  tutti ^_^

venerdì 10 luglio 2015

Crostata ai frutti di bosco (Wild Berry Pie)


Wild Berry Pie - Crostata ai frutti di bosco
Ho sempre guardato Nonna Papera e Paperino restando ammaliata quando preparavano le loro crostate, ma anche Biancaneve ed i Puffi. Poi arrivarono i film americani ed, in fine, i ricettari ed i foodblogger... 

Wild Berry Pie - Crostata ai frutti di boscoQuesta crostata è più precisamente una "pie", ho cercato sulla Rete se esistesse o meno una differenza sostanziale, a quanto pare la differenza sta nell'uso del supporto usato per cuocerla, banalmente, la tipica pie americana è paragonabile per forma e altezza alla nostra pastiera o alla cassata al forno. Le spiegazioni trovate però non mi convincono del tutto, ma credo sia anche "colpa" della globalizzazione e della contaminazione logica della cucina, un tempo vi avrei detto che anche il tipo d'impasto utilizzato è totalmente differente, quello americano si avvicina più ad una pasta brisée che ad una frolla, ma anche in questo caso mi restano dei dubbi. Quello che però so per certo, è che nella mia mente, le pie hanno come comune denominatore una farcia da far invidia a quella italiana, non tanto per gusto, quanto per la quantità!
Nella pie che vi propongo oggi ci sono andata vicina, ma se avessi avuto a disposizione più frutti di bosco, beh, il risultato sarebbe stato decisamente più... "alto"!

Buona crost-pie a tutti ^_^
***Gialla***


martedì 23 giugno 2015

Come mangiavamo le merendine

Ricordi sparsi e confessioni scottanti di un tempo che fu quando le merendine non erano il demonio.



No, questo non è un post che inneggia alle merendine e non è nemmeno uno che le demonizza, ma vuole essere il racconto di quanto possiamo essere strani, alle volte (forse un po' più spesso), quando mangiamo e soprattutto... CHIAMATE UNO BRAVO CHE QUI VERRANNO FUORI VERITÀ SCONVOLGENTI!
L'amarcord delle merendine anni '80 e '90 è ormai un must sul Web, il popolo della Rete riesce persino a far tornare sugli scaffali e nei banchi frigo roba preistorica, ma si sa, al cuor non si comanda e ci sono certe cose che ti segnano per tutta la vita. Ecco, tra queste ci sono le merendine (nel senso più ampio del termine, compresi quindi gelati e biscotti) e soprattutto il modo in cui le mangiavamo; sìsì, esattamente il modo in cui le smembravamo, leccavamo, ricomponevamo, e chi più ne ha più ne metta, prima di ingurgitarle. 
La cosa grave o fantastica, leggete la questione un po' come vi pare, è che molti di noi, davanti a queste, continuiamo a farlo ancora oggi che siamo (forse, molto forse) genti mature. Ma bando alle ciance e andiamo allo sputtanamento definitivo.

Breve carrellata delle azioni compiute da me e dalla gente che (ahimè) conosco, prima di far fuori la merendina condannata al massacro pre-ingerimento


  1. Leccare via tutto il cioccolato e poi finalmente mangiare quel povero biscotto rimasto nudo. Chi non lo ha fatto con i Togo ed i Mikado?!

  2. Ringo. Fonti affermano che la tendenza generale sia quella di aprire il biscotto, leccare via la crema, mangiare per prima la parte alla vaniglia e solo successivamente il biscotto al cacao; c'è però la variante di chi era solita (ok, io!) girare una faccia del biscotto sulla crema e stamparvi così la "R" -.-"
  3. Guai a mangiare il biscotto se prima non hai grattato via la glassa dalle sporgenze. Chi sono i poveri mal capitati e regolarmente sbavati? Manco a dirlo: Bucaneve e Pan di stelle. Qualcosa di simile accadeva anche al povero Buondì.
  4. Non vorrai mica mangiare prima la moneta di cioccolato?! Non sia mai! Il Soldino andava rigorosamente privato della sua moneta che veniva gelosamente messa di lato e monitorata, manco fosse la gemma più preziosa della corona della regina, affinché non venisse rubata dal fratello/sorella/amico/amica di turno. Finito tutto il resto, era ora di premiarsi!
  5. Strizza la confezione. Su, non ci posso credere che abbiate resistito alla tentazione di far esplodere il sacchettino contenente il Brioss. Quelli bravi riuscivano a mantenerlo integro, io, che brava non ero, dopo le prime volte di totale disastro con morte per polverizzazione della mia merenda, optai per far esplodere solo il pacchetto di Kinder Colazione più che al massimo si deformava un pochino.
  6. Che si trattasse della Girella della Motta o della Rotella di liquirizia, beh, se non la mangiavi srotolandola, non era cosa buona e giusta!

  7. Solo 10 morsi. Quando la pubblicità genera piccoli psicopatici. «No mamma, il Cucciolone va mangiato in 10 morsi, non uno di più, non uno di meno» e così via a spalancare la bocca per far entrare mezzo gelato in quell'ultimo boccone rimasto a disposizione rischiando la morte per soffocamento e guardando tua madre ormai rassegnata alla tua completa e totale idiozia!
  8. Prima il peggio e poi il meglio. Un po' come per i Ringo così anche per gli Abbracci; riuscire a staccare le due metà senza che l'una fosse contagiata dall'altra parte era arduo e degno di chi possedeva abile maestria, ma il fatto resta che non ci riusciamo a mettere d'accordo su quale delle due parti fosse la migliore da mangiare per prima, chi dice quella alla panna e chi quella al cacao; siamo invece tutti d'accordo su quale parte delle Crostatine andasse salvaguardata e mangiata per ultima, la parte centrale! Quindi: via il brodo e, se c'era tempo e pazienza, anche le striscioline con conseguente naso intinto nel cioccolato o nella marmellata.

  9. Squartato è meglio. Povero Tegolino, che brutta fine, mangiato striscia per striscia e privato quanto più possibile della crema.
  10. Poi ci sono loro, quelli che o lo mangi così o niente. La marmellata direttamente col dito (altrimenti il detto non avrebbe senso), la Nutella a cucchiaiate ed il Calippo... ecco, ehm, questo smetti direttamente di mangiarlo in pubblico quando capisce che non sia più il caso!


Direi di aver terminato con le mie manie, adesso tocca a voi, sono certa che c'è un mondo ancora da scoprire!


Buone merendine fatte in casa o comprate a tutti ^_^
***Gialla***

mercoledì 17 giugno 2015

Pasta c'anciova e muddica atturrata alla palermitana

Pasta with anchovy and toasted breadcrumbs - Pasta con l'aggiuga e pangrattato abbrustolito
Eccoci qui, ricetta della tradizione e, come ogni cosa molto tradizionale, è soggetta a personalissime interpretazioni. Ogni famiglia ha la sua versione del cuore e va da sé che questa sia la mia.

Da bambina ne andavo matta tanto da chiederla ogni volta che mi si facesse la domanda "Cosa vuoi mangiare per pranzo?".  
La verità è che da brava palermitana adoro la "mollica atturrata" ovvero il pangrattato abbrustolito. Se non fosse stato che poi agli altri non restava niente, ne avrei sempre messo sino a raschiare il fondo della ciotolina che lo conteneva. 

La preparazione di questo primo piatto è facilissima, unica accortezza è la soglia di attenzione legata alla cottura dell'aglio e quella del pangrattato. Per il resto, tutto abbastanza a prova d'imbranato! Ah, ultima cosa, va mangiata calda, non lasciatela riposare, o rischiate l'effetto colla. La foto che vedete, per esempio, è stata scattata nella logica del "buona la prima", infatti non è il massimo, ma alle volte è giusto far prevalere la gola su un ottimo scatto fotografico; in fondo, sono una foodblogger, devo nutrire i familiari, il blog, ma soprattutto la mia pancia! ;p 


venerdì 12 giugno 2015

Torta di pane cioccolato e fragole



Che resti del pane a Casa Gialla è più che possibile; come ha sempre detto papà: "siete imprevedibili ad ora di capire quanto pane mangerete!". Ha assolutamente ragione, è che dipende dalla giornata, da  cosa si è deciso di cucinare, perché se è previsto qualcosa con annesso sughetto il pane non basta mai, se ci sono patate o panature varie, invece, è quasi certo che se ne mangerà poco o niente. Insomma, il pane a volte è poco, altre molto. Se avanza, si congela o si lascia da parte per grattugiarlo.

Questa volta, però, ho deciso di rubare al destino della grattugia un po' di pane per trasformarlo in un dolce.

Non avevo mai provato la torta di pane, anche se ne sono sempre stata affascinata. La consistenza tende a quella di un pudding, come fosse un budino molto sodo, per intenderci. 

Essendo ormai arrivato il caldo estivo, vi consiglio di gustarla fredda, anche se la variante che vi propongo, con all'interno le gocce di cioccolato risulta golosissima anche appena uscita dal forno.


Buon riciclo del pane a tutti ^_^
***Gialla***

martedì 19 maggio 2015

Biscotti all'anice e il ricordo dello "zammù"

anise cookies - biscotti all'anice


Volevo raccontarvi la storia del liquore all'anice, avrei anche voluto cercare se ci fossero altre marche in giro per il mondo a produrlo, ma se avessi lasciato prevalere il mio lato da secchiona avrei rischiato di mettere da parte il racconto dei miei ricordi e le sensazioni che essi mi procurano. 

Oggi, quindi, vi porto con me nei ricordi di Gialla bambina.

È estate, un afoso pomeriggio, ma poco importa perché da piccola non mi curavo del fastidio dell'afa, sul tavolo del terrazzo una bottiglia d'acqua ed una molto più piccola con un'etichetta che nei miei ricordi resta sempre uguale, è color senape e oro con qualcosa di bianco e di rosso. Ad un certo punto, il canto degli uccellini è interrotto da una domanda: quanti zammù vuoi nell'acqua, Ornella? 
anise water - acqua e anice
Uno solo, mamma, non mi piace tanto. 
Lei invece ne va ghiotta, quindi due, rigorosamente spruzzati dopo aver versato l'acqua nel bicchiere e senza mescolare.

Lo zammù per me è sempre stato il gesto che si fa con un veloce movimento di polso che permette la fuoriuscita a spruzzo del liquore dalla bottiglia in direzione del bicchiere. Quindi 1 zammù= 1 spruzzo di liquoreSolo da grande scoprii che zammù in siciliano significa anice e che a volte si identifica anche lo stesso liquore con questo nome (okok, secchiona bloccata sul nascere!); insomma, per me lo zammù (ma anche per la mia famiglia) è un'unità di misura come il callozzo di salsiccia, per intenderci! Non sapete a quanto corrisponda il callozzo? Correte a leggere il post sui pesi in cucina senza bilancia.

Come dicevo, non ne andavo matta, ma la vista di quel bicchiere con una parte di liquido trasparente ed una biancastra quasi eterea che si avvicina all'immagine del fumo (oggi potrei paragonarlo visivamente all'azoto liquido) mi stregava, fissavo quel bicchiere immaginandomi una strega davanti al suo pentolone!

I biscotti di oggi sono preparati esattamente con quel liquore versato nell'impasto così come la mia mamma lo versava alla me bimba nell'acqua.

anise cookies - biscotti all'anice
Ingredienti
  • 400 g di semola rimacinata
  • 120 g di burro
  • 2 uova
  • 140 g di zucchero semolato
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale 
  • 6 "zammù" di liquore all'anice (5 cucchiaini)

Preriscaldate il forno a 180° C possibilmente ventilato.
In una ciotola amalgamate farina, lievito e zucchero; iniziate ad impastare aggiungendo prima il burro ottenendo così un impasto sabbioso e successivamente il liquore e le uova. Lavorate il tutto sino ad ottenere una frolla compatta e liscia.
Mettete l’impasto a riposare in frigorifero per circa un’ora; trascorso il tempo potrete stenderla mantenendo uno spessore di 5 mm e  ricavarne i vostri biscotti.
Infornate sino a quando non saranno dorati.

Note:
  • potete cospargere la superficie dei biscotti o con delle zucchero semolato (bianco o di canna)o con quello che ho utilizato io in granella o, meglio ancora, con i semi d'anice confettati (li trovate anche nella grande distribuzione);
  • potete variare il quantitativo di liquore a vostro gusto (cercate, però, di non esagerare o l'impasto risulterà eccessivamente morbido (questo accadrà solo se aggiungerete il liquore almeno tre volte la dose indicata).

venerdì 1 maggio 2015

Cous cous alla menta con fave e pecorino

Couscous with mint, broad bean and pecorino - Cous cous alla menta con fave e pecorino

Di come resistere agli scossoni della vita lavorativa e coccolarsi con un piatto  fresco, leggero e saporito.

Ormai la giornata del primo maggio sta giungendo al termine.
"Festa dei lavoratori", la chiamano.

Ancora non ve ne avevo parlato, ma lo scorso novembre la mia vita lavorativa (e di conseguenza anche tutto il resto della vita) ha subito un forte cambiamento, sul momento per nulla piacevole, sensazioni paragonabili a quelle di un cazzotto nello stomaco e del vostro incubo peggiore. Poi è bastato metabolizzare, ripetersi "meglio adesso che poi", capire che fuori da quelle solite quattro mura c'è un mondo fatto di opportunità,  persone speciali e progetti da realizzare. Occorre solo focalizzare dove si è e dove si vuole andare, poi il futuro si costruisce da sé (certo, dovete darvi tanto coraggio) e ci si rende addirittura conto di essere meglio di quel che si stava diventando, di essere capaci, di essere ancora creativi e per il mio lavoro da comunicatrice è fondamentale.

Quello da cui faticherai di più a riprenderti è la mancanza della quotidianità "umana", delle persone che ogni giorno rendevano quel lavoro migliore. Poi, però, metabolizzi anche questo, perché capisci che quelle stesse persone, anche dopo mesi, in un modo o in un altro, sono sempre con te e tifano per te (ed è una gioia immensa rivederle!)

Che volete farci, io sono forte quando c'è da rimboccarsi le maniche per lavorare, ma sono una pappamolle quando si parla di affetto =)

Detto ciò, posso raccontarvi la storia del piatto che vi presento oggi.
Questa giornata di festa me la sono auto dedicata, l'ho passata volutamente a casa da sola, Nannao è in viaggio per lavoro ed io mi sono presa un momento di pausa dalla vita da trottola che faccio da 6 mesi a questa parte. Mattina impiegata, pomeriggio libera professionista...  alla fine mi ritrovo a trascurarmi un po' (anche se lavorare mi dà vita); insomma, volevo una giornata da dedicare alla cucina, alle foto ed al blog, era ora che lo aggiornassi!

Il caldo inizia a farsi sentire e avevo voglia di pranzare con un piatto fresco, leggero e saporito.
L'accoppiata fave&pecorino è balzata in mente velocissima, è un must del 1° maggio per le famiglie romane, e cosa c'è di più fresco della menta?! 
Ecco che nasce così il cous cous alla menta con fave e pecorino.


Prima di lasciarvi alla ricetta, voglio augurarvi di trovare sempre la giusta collocazione in questa nostra strana società e di riuscire a prendervi le vostre rivincite su chi cuore, ma soprattutto testa, non ha!

Buona vita e buon lavoro ^_^
***Gialla***

Couscous with mint, broad bean and pecorino - Cous cous alla menta con fave e pecorino

Ingredienti:
  • 200 g di cous cous di grano duro (a cottura rapida)
  • 2 bicchieri di brodo vegetale
  • 1 mazzo di menta(circa 30 foglie)
  • 350 g di fave (senza il baccello)
  • 4 cucchiai di pecorino romano grattugiato
  • 1 cucchiaio d'acqua
  • sale q.b.
  • pepe nero q.b.
  • olio evo q.b.


In una padella, possibilmente antiaderente, mettete a tostare il cous cous con le foglie di menta ed un filo d'olio. Quando la semola avrà raggiunto un colore lievemente dorato e la menta avrà spigionato tutto il suo profumo, aggiungete due bicchieri di brodo bollente. Coprite con un coperchio e lasciate riposare per 5 minuti a fuoco spento.

Sbollentate per 3-4 minuti le fave, privatele della buccia e suddividetele in tre parti: il primo terzo conditelo solo con un filo d'olio, lo userete per la guarnizione del piatto; il secondo terzo mescolatelo con due cucchiai di pecorino; l'ultimo terzo va, invece, frullato con un cucchiai di olio, uno d acqua e due di pecorino.

Con l'aiuto di una forchetta, sgranate la semola che nel frattempo sarà gonfiata, salate e pepate.

A questo punto potete decidere di mescolare alla semola le fave col pecorino, sia intere che in crema, oppure di aiutarvi nella presentazione con un coppa pasta come nel mio caso.

Se scegliete quest'ultima opzione, procedete in questo modo:
alternate semola, fave intere con pecorino e ancora semola, guarnite con le fave tenute da parte,  una spolverizzata di pecorino, un cucchiaino di crema ed un ciuffetto di menta.

La restante crema, servitela a parte cosicché possa essere aggiunta al piatto a piacimento.

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