venerdì 30 novembre 2012

Cosce di pollo croccanti alla melagrana

Pollo alla melagrana - Pomegranate Chiken

La ricetta che sto per darvi oggi è quella di uno dei miei piatti preferiti. Mia nonna materna, quella delle cassate, per intenderci, ha sempre cucinato poche cose, ma bene, di norma dei classici della cucina siciliana. Un po' di anni fa, però, si è lanciata a sperimentare nuovi sapori, così, durante un pranzo domenicale ecco arrivare in tavola il pollo alla melagrana *.*
Che meraviglia! Quei cosciotti erano decisamente succulenti e caramellati, in più i chicchi di melagrana donavano al piatto un non so che di elegante, direi anche natalizio.

Qualche giorno fa ho voluto cimentarmi anche io nella sua realizzazione. Come al solito ho apportato qualche modifica; l'ho cucinato in forno invece che in tegame e ho usato del succo di mela verde centrifugata invece di quello di arancia. Il risultato è stato ugualmente ottimo, la nonna può essere fiera di me ;p

giovedì 29 novembre 2012

Per tutti i gusti "Sicilia". Il sole arriva allo Sheraton Malpensa (settimana "gialla" #10)

 

"Per tutti i gusti" è l'evento che ogni mese vede incontrarsi chef, foodblogger, stampa e produttori per celebrare i piatti ed in prodotti del Bel Paese. Di volta in volta tocca ad una regione diversa e novembre ha visto come sua protagonista la Sicilia, mia regione. 

Sino ad questo momento avevo seguito questi appuntamenti solo tramite i canali social; immaginavo il sapore dei piatti immortalati da blogger e produttori e intuivo il clima di festa che li avvolgeva. Non vivendoli di persona si trattava dolo di sensazioni, nulla di certo.

Farne parte attivamente, però, me ne ha dato la conferma. Come ho scritto in un tweet di fine serata, vivere quest'esperienza non è solo stato bello, ma mi ha fatta sentire come a casa e io a casa sto molto bene!
Calore, divertimento e gusto sono stati gli ingredienti per la riuscita dell'evento.

La compagnia è stata ottima, pochi foodblogger ma buoni, di quelli che sanno quel che fanno e soprattutto sanno bene condividere emozioni e aspetti professionali di questo mondo.

Ben selezionati gli esperti del settore intervenuti, dai produttori (affascinante venire a conoscenza del mondo legato al latte d'asina, per esempio) agli esperti di social media ed Internet come Gianluca Neri e Marco Tosi.

A tener testa a noi curiosi foodblogger sono stati i veri protagonisti dell'evento: gli chef! Questi nel  pomeriggio di martedì 20 novembre hanno tenuto delle cooking class e la sera hanno deliziato i nostri palati.

Ve li presento.


Hamburger di pesce azzurro con cipolline caramellate e insalata pantesca di Marcello Valentino
Hamburger di pesce azzurro
con cipolline caramellate e insalata pantesca
di Marcello Valentino
Marcello Valentino,  personal chef; negli anni di interazioni sul web e di incontri faccia a faccia l'ho conosciuto come una persona sempre disponibile, uno di quegli chef che non ha alcun problema a condividere con te i segreti della sua cucina. Mi dispiace, pertanto, averlo visto in difficoltà durante la cooking class, quando non è riuscito a tener testa a noi pazzi e curiosi foodblogger mostrandosi un po' rigido :(
La portata a lui assegnata durante la cena è stato l'antipasto, un hamburger di pesce azzurro su una salsa d'insalata pantesca con cipollina caramellata e puré. Un buon piatto, ma lo avrei visto più come secondo.



Timballino di anellitti al pesto di Sicilia in frac di melanzane dorate servito su fonduta di caciocavallo ragusano  di Alessandro Orefice
Timballino di anellitti al pesto di Sicilia in frac di melanzane dorate
servito su fonduta di caciocavallo ragusano
di Alessandro Orefice
Alessandro Orefice dell’Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Simpaticissimo e coinvolgente, piacione e sicuramente competente ha portato in tavola la vera essenza dei piatti siciliani; nel suo timballino di anelletti ha racchiuso tutto il gusto e la succulenza della Sicilia che ha ben protetto col frac di melanzane... sono stata estremamente orgogliosa di questo piatto!



Maialino nero dei Nebrodi su crema di ceci, nuvoletta di agrumi e salsa di cioccolato al cardamomo di Massimo Giaquinta
Maialino nero dei Nebrodi su crema di ceci,
nuvoletta di agrumi e salsa di cioccolato al cardamomo
di Massimo Giaquinta 
Massimo Giaquinta&Family dello Zafferano Bistrot di Siracusa. La famiglia Giaquinta è una vera forza della natura, incarnano non solo l'essenza del più classico degli chef, ma anche quella dell'attore di commedia più brillante; non mi stupirei se un giorno portassero in scena una commedia tra i fornelli! :)

A loro (mi perdonerà Massimo, ma credo che vada dato merito anche a suo fratello ed al loro papà) è andata la realizzazione del secondo. Sul piatto arriva il maialino nero dei Nebrodi accompagnato da una panella liquida (purtroppo non del tutto cotta, peccato!) e da una salsa di cioccolato al cardamomo.



Cannolo croccante con mousse di ricotta alla mandorla, limone candito e gocce di cioccolato in crema di agrumi di Tano Simonato
Cannolo croccante con mousse di ricotta alla mandorla,
limone candito e gocce di cioccolato in crema di agrumi
di Tano Simonato
Tano Simonato di Tano passami l’olioun milanese imboscato tra i siculi... anche lui un animale da palcoscenico durante la coocking class. Mi dispiace solo che la sua interpretazione del cannolo non mi sia piaciuta; non mi appello al gusto, ma più che altro non ritrovavo nulla di siciliano :( Credetemi, lo scrivo estremamente dispiaciuta perché questo chef, dal punto di vista umano e professionale, mi ha davvero colpita positivamente, ma cavolino... quel piatto con la Sicilia non c'entrava nulla! La buccia è stata realizzata con l’impasto delle lingue di gatto e la crema di ricotta risultatava estremamente liquida e forse anche con l'aggiunta di panna (dico forse perché il mio palato potrebbe sbagliarsi).



Ultima, ma solo in ordine di scrittura, la brigata dello Sheraton Malpensa che è riuscita in un modo o in un altro a tener testa agli chef ospiti, ma soprattutto a noi foodblogger che ci aggiravamo liberi per la cucina durante il pomeriggio! Bravi tutti, ma soprattutto Gianni Gerratana (il più emozionato anche perché coinvolto emotivamente essendo siculo anche lui) e Carlo Molon che sono stati quelli ad esporsi maggiormente, eccezionali!!! 


Aggiungo un ringraziamento speciale all'anima della manifestazione, Carlo Vischi, uomo super dinamico e decisamente super social (seguitelo su Twitter!) che ne inventa una più del diavolo. Grazie!


Per restare sempre aggiornati sui prossimi incontri seguite l'hashtag #xtuttiigusti sia su Twitter che su Instagram


Buona Sicilia a tutti ^_^
***Gialla***

lunedì 19 novembre 2012

La settimana "gialla" #9: un po' piccoli e un po' grandi

Un po' bimba e un po' adulta, questi sono gli stati d'animo che hanno accompagnato questa settimana; lo dicono i piatti preparati e lo dicono le esperienze fatte.

L'uscita di domenica mattina per andare al Festival dei Sapori (cose da grandi) che si trasforma in una mattinata tra giostre e zucchero filato (cose da piccoli)... 



 ...la pasta con le patatine fritte che mamma preparava quando venivano a pranzo i compagni di scuola e gli spiedini di polpette e primosale della nonna (cose da piccoli)...

 


...l'esperimento gastronomico (cose da grandi)....



... il tè con le amiche foodblogger (cose da grandi sognate da bambine)...



...la borsa da donna "seria" per andare a lavoro (cose da bambine fatte da grandi)...



....i regali genuini del fidanzato (il sogno, da bambina, del principe azzurro che diventa realtà)...



...una valigia da riempire per il viaggio che mi attende tra poche ore alla volta di "Per tutti i gusti Sicilia" (progetti da grandi)!!!


E voi che mi dite? Siete più bambini o più adulti?
Ci vediamo al mio rientro ^_^
***Gialla***

martedì 13 novembre 2012

Funghi al forno con pistacchi di Bronte




 Erano lì da venerdì mattina, ci guardavano, dicevano: "siamo i Cremini... non ci avete mai assaggiato". Arriva sabato sera, in frigo non c'è granché, Saponetta mi guarda e dice: "ci sono i funghi!". La sua faccia parla da sola... è già in brodo di giuggiole pensandoli ripieni e infornati, ma anche solo saltati in padella ed io, come lei, ne pregusto il sapore, ma a cena con noi c'è Nannao, a lui i funghi non piacciono per nulla; dice: "se li fai a fettine sottili e li inforni li mangio..." O.o 
Posso mai distruggere dei funghi freschi e cicciotti disidratandoli per lui? Faccio prima a dargli la scatolina di quelli secchi che teniamo in dispensa! Va bene l'amore, ma per certe cose NO! XD 
Così, quella sera abbiamo cucinato altro... 
Domenica, pranzo dalla nonna e a cena solo un toast.
E ieri? Beh... FUNGHIII!!! 
Era talmente tanta la voglia di prepararli che li ho fatti appena tornata dalla palestra, alle 11 del mattino, per mangiarli poi la sera.
Prepararli così presto, forse, non è stata una grandiosa idea... il profumino che hanno sprigionato per tutta casa ha fatto sì che papà mi gironzolasse in torno in perfetto stile avvoltoio-che-non-mangia-da-secoli, situazione decisamente INQUIETANTE! XD

 Andiamo alla ricetta, questa è una rivisitazione di quella che vi avevo proposto 3 anni fa... (urca come vola il tempo!!!) in quel caso, però, la frutta secca che la faceva da padrone erano le nocciole. 
Scegliere i pistacchi, è stato istintivo, soprattutto dopo averne parlato tanto e aver sperimentato con questi in vista del Salone del Gusto; inoltre, anche con questa vado in contro ai bubboni sul viso legati alla mia intolleranza per la frutta secca, ma come nel caso degli spaghetti con pistacchi, bottarga e scorza di limone che avevo postato qualche tempo fa... me ne frego e mi godo il piatto, tanto è solo estetica! ;p

domenica 11 novembre 2012

Olive in salamoia con zenzero, limone e menta per la settimana "gialla" #8 all'insegna della tranquillità


Olive in salamoia con zenzero, limone e menta

Eccoci all'ottavo appuntamento de La settimana "gialla".


Mondello - Palermo - Sicilia
Mondello 10/11/2012 ore 12.45
 È dall'inizio di settembre che si susseguono impegni ed avvenimenti che tengono alta la pressione e super incasinate le settimane... quest'ultima, al contrario, si è dimostrata decisamente tranquilla; niente imprevisti o colpi di scena. 

Anche a 29 anni si può essere tenerissimi e rilassanti
 come un bimbo che dorme tra la tue braccia...
 Lavoro (ah, ma voi non lo sapete ancora, da qualche settimana mi occupo del doposcuola di due bimbi meravigliosi che mi regalano sorrisi e soddisfazioni ogni giorno che passa!), palestra, progetti per il futuro che iniziano a delinearsi, spignattamenti e momenti romantici come la giornata di ieri che ha visto me e Nannao andare in giro tra il Mercato del Contadino e il mare di Mondello accompagnati da un sole caldo e splendente. Insomma, una settimana senza corse, che non è il mio ideale, ma che quando capita, di tanto in tanto, fa piacere!

 Per concludere questa settimana così serena che mi prepara ad affrontare con ancora più carica quelle ricche di avvenimenti e "fatiche" che verranno non potevo che scegliere una ricetta che sa di casa e che, allo stesso tempo, profuma di novità. Una preparazione che richiede cura e dedizione, che prevede coccole distinte per ogni singolo frutto da inserire nel barattolo e che sarà pronta solo dopo un periodo di "sereno" riposo.

Eccovi, quindi, le miei olive in salamoia con zenzero, limone e menta

Olive in salamoia 
con zenzero, limone e menta
Olive in salamoia con zenzero, limone e menta

mercoledì 7 novembre 2012

Sammartinelli TRICOTTO in vista dell'estate di San Martino

Sammartinelli TRICOTTO

I racconti mi hanno sempre affascinata, aneddoti morali, lieto fine mi fanno questo effetto. I miei ricordi si archiviano nella mia mente sotto forma di piccoli spettacolini e avviene lo stesso quando devo narrarli… alla fine mi ritrovo che zompetto da una parte all’altra della stanza gesticolando e cambiando il tono della voce; sarà forse merito/colpa di essere "figlia d’arte", come disse il mio professore di teatro facendo riferimento a quando mia mamma (sua alunna quando lui era professore di francese) inventava storie strappalacrime (e lui sì che pianse…) per evitare di essere interrogata.

Ad ogni modo, tutto quello che mi viene raccontato a mo’ di storiella rimane ben impresso nella mia mente sia che si tratti di argomenti sacri che profani.
La storia di San Martino è una di quelle; ricordo ancora limpidamente il giorno in cui mi venne raccontata per la prima volta, ricordo che ero alle elementari e che fuori splendeva il sole, non poteva essere altrimenti, visto che eravamo nel pieno dell'«estate di San Martino».

Ricordo quel gesto civile di un soldato che strappò a metà il suo mantello per concederlo ad un uomo intirizzito dal freddo; ricordo quasi con una sensazione di magia il momento del racconto in cui il freddo e la neve per quel giorno si attenuarono e al loro posto fece capolino il sole.

Se è per questo, ricordo anche che quel giorno studiammo la poesia di Carducci e che molti di noi alunni eravamo già in grado di recitare a memoria grazie a Fiorello e alla sua canzone che era diventato il tormentone dell'anno (gioventù bruciata! XD).



L'estate di San Martino dovrebbe essere una settimana, circa, di tepore all'interno di un periodo più lungo di freddo... certo, parlarvi di questo fenomeno quando in questi giorni qui in Sicilia regnano temperature che vedono protagonista ancora il 2 nelle decine fa un po' strano... ma anche se il clima non è quello esatto... i biscotti/dolci legati a questa ricorrenza li pappiamo lo stesso!

A Palermo (mia città) le principali varianti del tipico biscotto di San Martino (genericamente Sammartinello) sono tre:
  • il TRICOTTO brunito, croccante e friabile che spesso minaccia i denti di chi si appresta ad azzannarlo e di norma destinato all'inzuppo (meglio se nel moscato);
  • il RASCO, morbido, bagnato con liquore e ripieno di crema di ricotta;
  • quello "barocco", anch'esso morbido, farcito con cedrata, glassato e decorato con merletti di ghiaccia reale, zuccherini colorati e spesso con un cioccolatino sulla sommità.
La versione che vi propongo oggi è quella del TRICOTTO, il mio preferito =)
Rispetto alla ricetta tradizionale ho apportato alcune modifiche, la più significativa è quella legata all'utilizzo dell'olio d'oliva al posto dello strutto

Sammartinelli 
(versione tricotto)

domenica 4 novembre 2012

Le settimane "gialle" #6 e #7: dal Salone del Gusto al Salone del Fusto passando ad una bella pedalata

Lo so, non si fa, non si saltano gli appuntamenti... PERDONO!!! Queste due settimane sono state ricchissime di eventi e di volti!

Oggi vi scrivo con uno stato d'animo di quelli che è difficile descrivere... forse il termine esatto è: sereno!

Sono felice, forse un pizzico malinconica, soddisfatta, di certo e soprattutto orgogliosa di quel che è accaduto questa mattina!

Ricordate? Nell'ultimo post vi informavo di una manifestazione sulle due ruote a pedali... bene, questa mattina siamo andati in scena; uso questo termine non a caso, quel che si è verificato è stato proprio uno SPETTACOLO! Immaginate oltre 360 persone di tutte le età, immaginatele a cavallo di una bicicletta e come ultimo sforzo immaginate i loro volti sorridenti e provate a sentire tutti i loro campanelli suonanti a festa al momento della partenza... non è forse uno spettacolo? Uno di quelli che ti riempie il cuore, ti provoca la pelle d'oca e che ti fa trattenere a stento le lacrime per l'emozione. 
Questo è stato "Una vita per la bici", il primo Memorial Giuseppe Daricello!!!

Approfittando di questo momento di pace interiore misto ad euforia, vi aggiorno su quel che è stata l'esperienza che mi ha tenuta distante lo scorso week-end da questa piccola rubrica: quella al  Salone del Gusto.

Come già detto in precedenza, la mia presenza lì era legata al progetto Gente del FUD; un progetto che continuo a sostenere ancora con più forza perché, nonostante le brutte dicerie sul mondo dei foodblogger che a mio avviso servono a chi le scrive solo per aver maggiore visibilità, ha dimostrato che se la gente comune (perché è questo che siamo noi foodblogger), se appassionata, può contribuire alla diffusione della conoscenza dei saperi gastronomici del nostro paese.

Durante lo scorso week-end, visita del Salone a parte, i momenti salienti sono stati principalmente cinque. 
Procediamo in ordine cronologico.

Lavazza Trainig Center
Una flotta di blogger+accompagnatori si trova alle prese con una "macchina da bar", obiettivo: imparare a realizzare ottimi caffè espresso e cappuccini con tanto di decorazioni. Risultato... direi raggiunto! Il merito è anche e soprattutto di chi è stato lì, come un bravo angelo custode, a seguirci passo passo nelle nostre sperimentazioni.
Ovviamente mica abbiamo solo "lavorato", direi che abbiamo soprattutto assaggiato! Vanno sottolineate due golosità su tutte: il cappuccino in crema che non casca dalla tazzina e il caviale di caffè.

Show Cooking allo stand Gente del FUD
Pic indolor! Prova microfono con voce in stile Maria De Filippi causa raffreddore cronico... superata; prova pasta e giudizio dei commensali pure (anche se io avrei aggiunto un po' più di sale e un pizzico di olio appena profumato all'aglio e avrei fatto saltar via i pomodorini XD). 

Più delle mie parole, però, contano i fatti, così, vi lascio al video ;p

foto di Gente del FUD

L'incontro con Massimo Bottura
In passato l'ho definito il mio Steve Jobs dei fornelli e non m'importa di quel che dice chi non lo ama, io da quest'uomo vengo regolarmente stregata.
Il caso ha voluto che, in occasione del Salone, lui si trovasse lì lo stesso giorno e alla stessa ora in cui io ero impegnata nello stand Gente del FUD... ammetto di non essere stata affatto felice di questa coincidenza, ma mi sono ricreduta, perché questo ha fatto sì che io potessi parlargli, che potessimo scherzare insieme e che mi strapazzasse in un abbraccio tenerissimo! *.* 
Purtroppo niente foto =( sono stata sopraffatta dall'euforia!

Il Salone del FUSTO
foto di Sabina Fiorentini
In questo viaggio mi ha accompagnata Saponetta; lei ha vissuto con me ogni esperienza compresa quelle che vi sto per raccontare.

Poco prima di partire, in un momento di particolare goliardia, disse che saremmo andate al "Salone dl Fusto", perché le uscì quella parola ancora ce lo chiediamo, non c'era nulla che facesse presagire la presenza di fusti... ma tanto abbiamo scherzato su questo gioco di parole che i fusti arrivarono davvero (che qualcuno tappi gli occhi  Nannao). Non sappiamo se Lavazza abbia scelto i suoi collaboratori (dagli insegnanti di caffè&cappuccino ai ragazzi che servivano al bancone dello stand) in funzione dell'arrivo di un'ondata di foodblogger in maggioranza donne, fatto sta che i nostri occhi ringraziano!

p.s. anche la Gente del FUD si è ben difesa ;p
foto centro e dx di Gente del FUD


Torino
Miei cari, qui lo dico e qui NON lo nego... sono ufficialmente innamorata di Torino. 
Una città che definirei rilassante, luminosa e calda... ovviamente non tanto per il clima che ci ha accolto, ma per la sua gente che è stata davvero carinissima! Vogliamo parlare dei colori dell'autunno nei quali era avvolta? Che magia che ci hanno regalato!



Questo è stato il mio primo anno al Salone del Gusto e devo ammettere che non mi ha entusiasmato particolarmente. Troppa confusione, troppa dispersione d'informazioni, forse anche troppo "scatolame" e poca valorizzazione dei prodotti in sè
La sensazione che mi è rimasta è quella del sentirmi frastornata un po' per colpa della suddivisione degli spazi, un po' per la gente (la maggioranza, ahimè!) che si fiondava sui banchi dei produttori al solo fine di "mangiare" e non di conoscere e questo, forse sarà un mio limite, mi infastidisce al quanto!

Per fortuna, all'interno del salone, riuscivo a rilassarmi in due luoghi: il primo era lo stand di Gente del FUD... adibito perfettamente a luogo della convivialità e dove non ho mai assistito a scene di "calca isterica" per riuscirsi ad accaparrare un posto a sedere per degustare i piatti che di ora in ora venivano proposti a 40 commensali (oltre che per l'efficienza dello staff, sarà stato anche merito dei 3 euro "simbolici" da pagare? Basta così poco?); il secondo luogo era la "zona etnica", l'OVAL, luogo magico, forse per l'intenso odore di spezie, forse per il suo piccolo angolo di paradiso dal quale spuntava un curioso orto (forse però un po' sofferente per l'elevata temperatura) o forse perché posizionato nell'ultimo padiglione al quale riuscivano ad accedere i più tenaci e non gli "avventori-affamati-di-cibo-gratis".

Non tutto, quindi, al Salone del Gusto è negativo; inoltre, se riesci ad isolarti dalla folla, è anche possibile essere rapiti dalle storie di prodotti di una volta e da quelle di produttori che credono ancora che dalla terra possa nascere cultura e conoscenza... ma questo racconto merita un post a pare!

Buona "fame di conoscenza" a tutti ^_^
***Gialla***

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