giovedì 21 aprile 2011

Pronti, partenza, Pasqua! La CASSATA SICILIANA

Buongiorno gusto-amanti! Finalmente torno a scrivere, scusate la mia assenza, ma sono stata impegnata con l'ultimo esame della specialistica, avrei dovuto finire venerdì mattina, ma purtroppo le professoresse non si sono presentate. Uffi, avevo grandi programmi per il week-end… biscotti glassati, post per il blog, giretti per la città e un po’ di sano relax e invece... tutto rinviato al lunedì pomeriggio :(

Comunque, l’esame è andato benissimo e adesso posso dedicarmi pienamente al tirocinio e alla tesi (in entrambi i casi l’argomento siete voi… ma ve ne parlerò meglio più in là).

Oggi vi racconto la mia esperienza con un dolce tipico della tradizione pasquale siciliana, la cassata.
Onestamente a casa mia la vedo più o meno per tutte le feste, ma se ci atteniamo alla storia (vi consiglio di leggere le parole di Gaetano Basile qui) così è!

Questo è stato il mio primo esperimento, non è recentissima, risale a settembre e l’ho fatta in occasione del compleanno della nonna, dovete sapere che lei va davvero matta per le cassate e la foto qui sotto lo dimostra :p 

Pasqua '93
La testimonianza fotografica non è recentissima... io ero così: ma vi assicuro che è attualissima!

Di ricette della cassata, nel web e tra gli scaffali delle librerie, ne esistono un’infinità, quando decisi di farla avevo l’imbarazzo della scelta. Unico passaggio che avrei fatto ad occhi chiusi era la crema di ricotta, ognuno può farla a suo gusto, con più o meno zucchero, con più o meno gocce di cioccolato, con o senza canditi! Mentre la pasta di mandorle la prendo già pronta.

Ma il pan di spagna? L’assemblaggio? La GLASSA o.O???

Studiando un po’ ho scoperto qualche trucchetto e qualche chicca. 


Iniziamo:

Pan di spagna: usate la ricetta che preferite, la mia è questa, l’importante è che lo facciate almeno un giorno prima, non deve essere sofficissimo. Se volete e siete sicuri della qualità, potete prenderne uno già pronto al supermercato o dal vostro rivenditore di dolciumi preferito (non vi scandalizzate, va più che bene, dovete solo essere sicuri del gusto e degli ingredienti). Potete optare anche per una pasta biscotto da rotolo :)

Assemblaggio: qui davvero ognuno fa quello che gli pare. Per la forma classica usate una tortiera a svasare, non occorre per forza lo stampo da cassata, io ho usato quello per la pastiera (weee)! Dovete solo stare attenti a qualche piccolo accorgimento: prima di iniziare ricopriate la tortiera con pellicola trasparente; la bordura deve essere ben salda, se volete alternare pan di spagna e pasta di mandorle fate attenzione a che coincidano perfettamente; per la base piccola potete optare per un unico tondo o per tante striscioline (anche in questo caso dovranno essere bene unite le une alle altre); quando andrete a farcire dovete essere certi di aver riempito completamente senza aver lasciato vuoti, la crema dovrà essere a livello col bordo della tortiera; l’ultimo strato può essere composto o da un altro disco di pan di spagna o con le striscioline o addirittura con i pezzetti di questo avanzati dal taglio per la bordura; dovete rovesciare il tutto solo dopo che abbia riposato in frigorifero almeno 2 ore.

Glassa: mammina, questo è il passaggio che mi ha messo più in apprensione! Ho trovato chi metteva la glassa semplice fatta con acqua e zucchero, chi quella reale con gli albumi, chi col latte… Io vi svelo il mio trucchetto: a 200 gr di zucchero a velo aggiungete tanta acqua sino a formare una palla della consistenza del pongo o della pasta di zucchero e poi mettetela a sciogliere o a bagnomaria o al microonde, l’unica accortezza è quella di glassare velocemente in quanto tende a seccare prestissimo! Se vorreste correggere eventuali sbavature, utilizzate la lama riscaldata di un coltello o di una spatola, passatela sopra l'imperfezione e pareggiate, ma state attenti a non esagerare col calore o rischierete di caramellare lo zucchero (di certo, con questa operazione, rischiate però di perdere l'effetto lucido della glassa, ma almeno renderete l'aspetto più omogeneo).

Ricapitolando gli ingredienti per una cassata da circa 25 cm Ø

  • 500 gr di pan di spagna o pasta biscotto.
  • 400 gr di pasta di mandorle verde
  • crema di ricotta (la mia è: 500 gr di ricotta frullata con 150 gr di zucchero semolato alla quale vanno aggiunti 20 gr di zuccata, 20 gr di cedro candito, 20 gr di arancia candita, 100 gr di gocce di cioccolato fondente)
  • glassa di zucchero (a vostra scelta o quella da me proposta)
  • frutta candita assortita
  • ghiaccia reale per la classica decorazione barocca (che però io non ho fatto)

Per l’assemblaggio vi rimando a questo meraviglioso video :D


 Spero di postare almeno un'altra ricetta prima di Pasqua, ma se così non sarà vi anticipo i miei auguri.
Buona Pasqua a tutti ^_^
***Gialla***

Aggiornamento del 28/12/2011
Ecco la versione che ho realizzato per il giorno di Natale (2011)
Questa volta ho anche aggiunto qualche decorazione con la glassa reale bianca (più decorerete più sarà "secondo regola barocca") e qualche fogliolina di vischio :)


mercoledì 6 aprile 2011

Mele caramellate al forno: conforto invernale o caramelline estive?

Adoro il decoro del piatto creato dal caramello!

È da quando sono piccola che le mangio, è forse il mio piatto della consolazione per eccellenza, la coccola dopo pasto o il dolcino dell’ultimo minuto, ma anche una merenda sana e golosissima!
Perfette calde durante l’inverno e fredde, mangiate come piccole caramelle, anche d’estate.

Sono le mie, e non solo mie, amatissime mele caramellate al forno.

Quelle che vedete nella foto sono state preparate per la mia mamma, era a letto con l’influenza, mal di stomaco, nausea… insomma, appetito scarso. Un essere umano “normale” si limiterebbe a tisane, al massimo un tè con le fette biscottate, pastina in bianco o brodino, frutta bollita… beh questo fu il nostro dialogo:

Mamma: forse dovrei bere un tè…
Io: mamma, te lo preparo?
Mamma: mmm... non so, mi sa che sono meglio le tue mele caramellate! 
Io: o.O

Mele caramellate al forno



Ingredienti (1 porzione)
  • 1 mela (andate a vostro gusto, io le ho provate tutte, la granny smith è la più succosa e la mia preferita)
  • 1 cucchiaio di zucchero bianco semolato
  • 2 cucchiai di zucchero di canna grezzo (se non lo avete sostituitelo con un altro cucchiaio di zucchero bianco)
  • 2 cucchiai di acqua
  • Cannella (in polvere o in stecca) q.b. 


Sbucciate le mele, tagliatele a tocchetti e disponetele in un unico strato su di un piatto o in una teglia (non troppo grande! Più o meno di 15 cm di diametro massimo), aggiungete l’acqua le due tipologie di zucchero (prima bianco o poi di canna grezzo). Se avete deciso di utilizzare la cannella in stecca, posizionatela al centro tra le mele, se invece usate quella in polvere la spolverizzerete solo dopo la cottura (se volete metterla in cottura diluitela nell’acqua così non brucerà, io faccio metà diluita e metà messa alla fine :D).

Infornate a 200°C sino a quando le mele non risulteranno ben dorate (per le mie ho impiegato circa 20 min, ma dipende da molti fattori: qualità e tipologia della mela, tipo di forno, dimensione dei pezzi...).



Essendo uno di quei “piatti di casa”, le dosi e gli ingredienti possono essere facilmente variati a vostro gusto, divertitevi e trovate la combinazione che meglio si addice al vostro palato e al vostro umore!

p.s. lo stesso procedimento può essere fatto tranquillamente con altri tipi di frutta, ottime sono pere e pesche, il fatto che io abbia scelto di cuocere il tutto direttamente col piatto di portata scaturisce da due aspetti: si tratta di una mono porzione (anche se, se si è in confidenza, adesso capirete perché, si può fare in un mega piatto da portata) e non sapete quanto è bello tirar via tutto il caramello con la forchettina o col cucchiaino... oppure con lingua e denti, fate un po' voi ;p

n.b. questo piatto lo prepara anche il mio papà e vi giuro che con i fornelli non va tanto d’accordo, ma in quanto golosità credo non lo batta nessuno… lui è arrivato ad aggiungere (se no sbaglio usando le pere) amaretti e gocce di cioccolato fondente O.o


Con questa ricetta partecipo al coloratissimo contest di Stefania - Profumi e sapori: "il contest a colori". Più che per vincere, voglio dare un contributo SOLARE alla sua raccolta e far girare il messaggio che basta poco per essere riscaldati e coccolati anche dal cibo :D


P.p.s. C'è bisogno che Gialla dica con quale colore sta partecipando ;p?



Buona coccola a tutti ^_^
***Gialla***

sabato 2 aprile 2011

Sono blogger, FOODBLOGGER! ^_^


Quale giorno migliore per prendersi poco sul serio se non quello successivo al Pesce d’aprile?!


Se ieri ho riso io (con Saponetta abbiamo fatto uno scherzo al povero papà che non ha più trovato le sue amatissime lattine di coca-cola in frigorifero, compresa quella di riserva, ihihih) adesso tocca a voi… prima però va fatta una "piccola" premessa.

A quanto pare il mondo dei foodblog sta entrando anche nell’interesse dei media italiani ed iniziano ad apparire servizi ed articoli. La cosa fa davvero piacere, ma allora cos’è successo? Perché ci siamo risentite/i?

Il 28 febbraio 2011 alle ore 08:10 del mattino veniva pubblicato questo articolo La carica delle food blogger firmato da Maria Teresa Melodia.

Prima ancora di leggerlo, quello che salta subito all’occhio (motivo principale della rivolta) sono le foto che “arricchiscono” l’articolo; si tratta di immagini ammiccanti, donne provocanti, ma anche foto senza un vero e proprio senso!
Direi che è stato messo in atto il più spicciolo dei modi per attirare l’attenzione e che dimostra scarsissima professionalità.

Lascio a voi un giudizio più accurato, eccone alcune:



P.s. Hanno provato a sostituirle, ma con pessimo risultato!


La giornalista in questione ha tenuto a dissociarsi da tale scelta con questo commento:
“(…) Io sono l’autrice del pezzo, ma vorrei sottolineare che da collaboratrice esterna io mando ciò che scrivo al quotidiano Affari Italiani ed è poi la redazione che sceglie in autonomia le immagini, come avviene in gran parte delle testate… mi sembrava corretto specificarlo in virtù della professionalità che cerco di mettere in tutto quello che faccio. Un saluto maria teresa (segue faccina, ndr)”.  
Ok, facciamo una cosa, prendiamo per buono quello che dice (uhhhh non ci riesco tanto!).
E allora permettetemi di analizzare il testo:

-   “Non chiamatele semplici blogger”Ma noi siamo blogger!!! È come se un medico neurologo si offendesse se si sentisse chiamare solo medico, abbiamo una specializzazione, “food” è il nostro argomento, ma nel concreto siamo sempre e comunque BLOGGER!

-    “Un esercito (…) Spesso, vere e proprie star del web, scrivono di cibo facendo concorrenza ai cuochi più famosi. (…) si sono inventate una professione, trasformando la loro vita e “sfidando” gli chef più blasonati come Carlo Cracco, Davide Oldani, o Filippo La Mantia, nomi altisonanti nel panorama dell’enogastronomia, proprietari di ristoranti frequentati da vip e gente con il naso all’insùNon siamo un esercito, siamo una comunitàNon credo che ci sia antagonismo tra noi e gli chef "blasonati"... offriamo un altro tipo di servizio. Parliamo di noi, uniamo ai piatti la memoria di episodi più o meno allegri, più o meno buffi, più o meno seri. Ognuno di noi, femmina o maschio che sia, incarna un determinato tipo di essere umano che viene raccontato attraverso le ricette proposte, diamo consigli (o almeno ci proviamo) per come riuscire a sopravvivere ai tempi odierni riuscendo a cucinare qualcosa di sfizioso, sano, innovativo o tradizionale. Siamo studentesse/i alle prime armi, lavoratrici/ori con poco tempo, mamme e papà con tante boccucce (anche capricciose) da sfamare, amiche/i che vogliono stupire, uomini e donne con intolleranze alimentari che vogliono continuare a mangiare con piacere e creatività, siamo single, sposate/i, fidanzate/i, vedove/i, sane/i e malate/i… Siamo quasi tutte le sfaccettature di un possibile essere umano (considerate le debite esclusioni). 
      p.s. tra i foodblogger ci sono anche chef ;p

-   “Sono i food blogger o meglio le food blogger”
     No! Siamo le ed i  foodblogger!!!

Affianco all’articolo, sotto una delle foto incriminate, si scorge una domanda, nonché link, ad un forum, vi consigli odi andare a leggere qualche commento, è un modo per capire se questo articolo spiega davvero questo mondo: Forum/ Ti fidi delle "food blogger"?

Vi consiglio un articolo che mi ha fatto davvero piacere e che ritengo anche abbastanza valido e decisamente più veritiero: I food bloggers ci salveranno! 


Adesso passiamo alla parte “divertente”, volete davvero sapere com’è una foodblogger tra i fornelli? Intanto sbirciate qui, si tratta di una bellissima iniziativa messa in atto dopo la lettura del suddetto articolo da parte di Claris di Cooking planner: Sotto il vestito blogger.

Ed ecco le miei “meravigliose” mise:
Attenta...
... e preoccupata!

Decisamente sporca di farina, cioccolato e quant'altro...


Perennemente bruciata!

Decisamente con jeans, scarpe da tennis e super grembiule!!!
 Ma il modo in cui mi preferisco è questo:

Assaggiatrice...
... e spazzolatrice di piatti!
Ma voi immaginatemi così ^_^


 ***Gialla***

AGGIORNAMENTO del 05/04/2011
Ecco com'è andata a finire :D
Qui la sfilata (atto primo) proposta da Claris
Qui una bella soddisfazione firmata "Scatti di gusto"
Buona lettura!!!